C’è la firma sulla convenzione per (avviare) le bonifiche al Sin di Massa e Carrara

Sono 35 milioni i metri quadrati inquinati, noti almeno dal 1999. Entro 22 mesi saranno completati primi interventi per 3 milioni e 58mila euro

[8 marzo 2017]

Insieme a quello di Orbetello, il Sin di Massa e Carrara rappresenta «l’area più critica» da bonificare tra i Siti d’interesse nazionale toscani, secondo il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti capitanata da Alessandro Bratti, in visita sul territorio nelle scorse settimane. Qualcosa si sta muovendo, anche se molto lentamente: dalla Regione Toscana arriva oggi una buona notizia, l’approvazione da parte della Giunta della convenzione che rende operativo l’Accordo di programma per la bonifica delle aree comprese nei Siti di interesse nazionale (Sin) e Siti di interesse regionale (Sir) di Massa e Carrara.

La convenzione – spiegano da Firenze – che verrà firmata da Regione, ministero dell’Ambiente e Sogesid S.p.A. (società in house del ministero, il soggetto attuatore degli interventi), e il relativo allegato tecnico contengono modi e tempi di esecuzione degli interventi ed il monitoraggio delle attività, delle spese sostenute e degli obiettivi da trasmettere a Regione, ministero e Arpat a cadenza trimestrale.

Di tempo da recuperare ce n’è fin troppo. Come documentavamo su greenreport lo scorso luglio, in occasione della firma sull’Accordo di programma reso (solo) oggi operativo dalla convenzione, il Sin di Massa e Carrara è stato individuato fin dal 1999: 35 milioni di metri quadrati (18.940.000 a mare e 16.650.000 a terra) da bonificare, ma pochissimi interventi compiuti finora. Il più rilevante risale al 2013, una riperimetrazione delle aree in parte divenute Sir (Sito di interesse regionale) con lo scopo di accelerare la realizzazione delle bonifiche.

A disposizione ci sono i 3 milioni e 58mila euro stabiliti dall’Accordo di programma: ora, entro 22 mesi sarà realizzata una «prima fase di interventi prioritari di messa in sicurezza e bonifica nelle aree residenziali e una serie di studi e aggiornamenti che permetteranno di porre le basi per le bonifiche seguenti». Per completare le bonifiche in tutto il Sin e Sir serviranno molti più soldi, e molto più tempo. Nel frattempo rimane inevaso il solito interrogativo: dove andranno i materiali ad oggi presenti nell’area, una volta bonificati? In quelle aree ad esempio abbonda l’amianto, ma in Toscana continua a non esserci alcuna discarica dedicata ad accogliere i rifiuti pericolosi prodotti (per una stima di 444 mila tonnellate ogni anno) sul territorio.