Cna: «A Livorno imprese pagano Tari fino a tre volte superiore alle norme di regolamento»

«Il Comune adesso deve spiegare perché in tre anni non ha mantenuto la promessa di abbassare, davvero, le imposte»

[8 giugno 2017]

Hanno fatto scalpore nei giorni scorsi i dati diffusi dalla Cna Toscana, con i quali la Confederazione dell’artigianato e della piccola e media impresa puntava il dito contro un peso del fisco particolarmente elevato per le Pmi toscane: «Il peso complessivo del fisco (Total Tax Rate) sulle piccole imprese e sugli artigiani nel 2017 salirà – osservano dalla Cna Toscana – al 61,2% (+0,3% rispetto al 2016). In Toscana 3 capoluoghi di provincia superano questa media: Firenze, Grosseto e Livorno;  Pisa è nella media, Siena appena al di sotto. Questo a meno che le imprese non optino per il nuovo regime previsto dall’Iri (l’Imposta sul reddito delle imprese, che alleggerisce la tassazione del reddito lasciato in azienda) nel qual caso scenderà al 58,1%. Di certo, c’è che negli anni della crisi il Total Tax Rate è passato dal 59% del 2011 al 61,2% del 2017».

A rincarare la dose per quanto riguarda il territorio labronico ci ha pensato invece la Cna locale: «A certificare la cosa arriva adesso l’indagine del Centro studi nazionale dell’Associazione che ha passato in rassegna ben 135 comuni in Italia: gli imprenditori livornesi sono in Toscana al terzo posto della classifica negativa dei più tartassati dalle imposte, soprattutto locali. Il Comune adesso deve spiegare perché in tre anni non ha mantenuto la promessa di abbassare, davvero, le imposte».

A fronte di un quadro complessivo particolarmente gravoso, l’attenzione della Confederazione livornese si concentra però su un tema in particolare, quello della Tari pagata dalle imprese sui rifiuti: «C’è di più – aggiunge infatti il presidente Stefano Trumpy – l’indagine esamina le delibere di tutti i comuni relativi alla Tari, supponendone una piena applicazione: così a Livorno invece non è e le aree in cui vengono prodotti i rifiuti speciali (quelli cioè della produzione per cui le aziende già pagano in proprio lo smaltimento) ed i magazzini, vengono ampiamente tassati contrariamente alla sentenza della Corte di Cassazione. Le pochissime volte che viene accettata una domanda di riduzione, si arriva ad un 30% nemmeno retroattivo. Questo fa sì che il Tax Free Day si sposti in avanti dal 12 agosto ben al 20 agosto e che l’impresa tipo oggetto dell’indagine paghi una Tari fino a tre volte superiore a quanto dovrebbe essere a norma di regolamento». Per questo la Cna Livorno, conclude il direttore Marco Valtriani, rinnova «l’appello al Comune di aprire sulla Tari immediatamente un tavolo con i nostri tecnici, per apportare subito quei correttivi che almeno ristabiliscano una tassazione in linea con quanto previsto dai regolamenti comunali: poi il passo ulteriore deve essere l’abbassamento reale e sostanziale delle tariffe e non la beffa che si è profilata con il 2017».