Consorzi di bonifica, si apre la nuova fase. Bramerini: «Mi auguro grande affluenza alle urne»

[2 settembre 2013]

Si apre una nuova fase normativa per i Consorzi di Bonifica. Dopo la riforma voluta dalla Regione Toscana infatti, questi enti sono stati accorpati per ragioni di razionalizzazione, ed ora ci si appresta al voto per il rinnovo delle cariche.

L’esistenza dei Consorzi di bonifica è prevista da una norma nazionale (legge 31 del 2008). La legge prevede che a carico dello Stato ci sia solo la realizzazione di nuove opere idrauliche e, solo nel caso dei corsi d’acqua più grandi, lo Stato effettui la manutenzione straordinaria.
La manutenzione ordinaria delle opere, ad eccezione di alcune opere strategiche (meno del 5 per mille di tutto il reticolo idraulico), è invece a totale carico del privato. La legge nazionale specifica altresì che tale attività possa essere assicurata tramite la costituzione di appositi Consorzi fra privati che in forma associata gestiscono un’attività che riguarda più di 40.000 km in Toscana di corsi d’acqua.
Dal 2010 lo Stato non eroga più alcun finanziamento per questo tipo di opere, finalizzate anche alla manutenzione straordinaria dei corsi d’acqua.
La Regione con la legge 79/2012 ha accorpato in soli sei soggetti i tredici consorzi e le tredici Unioni di Comuni, più i 7 consorzi interregionali). Per cui, a regime si passerà dai 33 enti gestori a 6.
«Il 30 novembre si terranno in un’unica giornata le elezioni per votare, in tutta la Toscana, i nuovi Consorzi di bonifica e sancire così un cambiamento fondamentale, iniziato il giorno in cui è stata approvata, quasi all’unanimità, la riforma regionale per avere Consorzi che rispondono ai principi di efficienza, uniformità, trasparenza e svolgono un maggiore e migliore quotidiano presidio di tutti i corsi d’acqua della Toscana. Per questo mi auguro che l’affluenza alle urne sia alta e che cittadini e imprese scelgano di partecipare in modo attivo alla vita del Consorzio». Lo ha detto l’assessore regionale all’ambiente e all’energia Anna Rita Bramerini a tre mesi dalla scadenza delle elezioni consortili che faranno nascere i nuovi Consorzi di bonifica.

“Venendo – ha proseguito – alle polemiche degli ultimi giorni avanzate da alcuni sull’abolizione dei Consorzi e sulle elezioni, ricordo per l’ennesima volta che chi vuole questo lo deve chiedere al Parlamento non alla Regione, visto che i Consorzi sono istituti con legge nazionale. Aggiungo poi che sospendere le elezioni vorrebbe dire lasciare le cose come sono. Quanto ai costi delle elezioni – ha detto ancora – la spesa per la tornata elettorale si aggira sui 650mila euro, che equivale all’1,5 per mille delle entrate che provengono dai ruoli, e non sui 1.800 ML. In pratica, considerando che il costo medio di una bolletta si può stimare in 40 euro l’anno per ciascun contribuente, le elezioni incideranno per 6 centesimi. E comunque continuiamo a lavorare per contenerli ancora».

Rispondendo poi ad alcune posizioni espresse dall’Uncem, l’assessore ha sottolineato che «la riforma non penalizza le aree montane, ma rende più omogenea, nella gestione, la manutenzione dei corsi d’acqua. Sarà più chiaro chi fa che cosa, e sarà più facile controllare, sia per le istituzioni che per i cittadini».

Bramerini si è quindi soffermata sul destino dei tributi. «I 65 milioni di entrate annuali che provengono alla Toscana dai tributi per la bonifica – ha detto – né la Regione né un altro ente potrebbe utilizzarli a causa del Patto di stabilità. Solo i Consorzi, che sono soggetti di natura privata, possono usare quegli introiti in opere sul territorio e restituire così ai cittadini il servizio per il quale hanno pagato».

In Toscana, dopo le elezioni, il Consorzio sarà l’unico soggetto a svolgere l’attività di manutenzione. Prima della riforma invece l’attività di manutenzione ordinaria era suddivisa fra più soggetti (Province, Consorzi, Unioni di Comuni. Con la riforma alle Province spettano compiti di controllo e vigilanza sui corsi d’acqua. Mentre alla Regione, oltre a coordinare il lavoro di Province e Consorzi, spetta il compito di realizzare le opere strategiche a livello regionale.

La norma regionale stabilisce che tutto il tributo ritorni sotto forma di lavori per il territorio, riducendo al minimo le spese amministrative di gestione. La nuova legge regionale dice chiaramente che saranno tenuti al pagamento del tributo solo i consorziati che riceveranno un beneficio “specifico e diretto” dall’attività del Consorzio, infatti questo tributo non è una tassa di scopo ma un contributo che consente di mantenere e incrementare il valore di case e terreni.
Le nuove cartelle con il nuovo metodo di calcolo dei tributi arriveranno per la prima volta nel 2015, dopo le elezioni del 30 novembre 2013, perché i nuovi soggetti dovranno redigere il nuovo piano di classifica che, dopo un percorso partecipativo, deve avere l’ok dalla Regione.

Un unico atto pubblico e consultabile da tutti programmerà anche i finanziamenti degli interventi da realizzare con risorse regionali, europee e nazionali e individuerà tempi, costi e responsabilità.
Il costo degli organi politici dei Consorzi è fissato solo per il Presidente ; per gli altri due membri dell’ufficio di presidenza sono previsti solo 30 euro come gettone di presenza. In termini percentuali questo corrisponde a meno del 3 per mille, ovvero su una cartella media di 40 euro/annui, a poco più di 10 centesimi.

La legge regionale è intervenuta sul meccanismo elettorale per ovviare alla scarsissima affluenza alle urne che in passato hanno visto una partecipazione in media pari al 2% degli aventi diritto. Le elezioni sono obbligatorie per legge nazionale. Gli aventi diritti al voto sono 1.441.770, ad oggi ripartiti su 349 seggi.