Cooplat ha 70 anni e crescono fatturato e occupati

Nuovo Codice Etico: principi e valori di legalità propri della cooperazione

[29 giugno 2017]

Una delle più grandi imprese italiane dei servizi: più di 3.000 lavoratori, per la maggior parte donne

«Fatturato in crescita (+ 4,50%) e 209 occupati in più rispetto all’anno precedente, con tassi di infortuni che si confermano sotto la media nazionale Inail». Sono questi alcuni dei dati del Bilancio 2016 di Cooplat, nel  70° compleanno della storica cooperativa fiorentina, nata grazie a un gruppo di ex partigiani impegnati nella pulizia dei treni alla stazione di Santa Maria Novella e oggi una tra le più grandi imprese italiane nel comparto dei servizi. 12 le regioni italiane in cui la cooperativa è attiva, con l’aggiunta della Valle d’Aosta rispetto al 2015 e la conferma della presenza in tutte le aree geografiche del Paese, dal Nord al Centro, dal Sud alle isole.

I settori che la vedono impegnata la Cooplat sono quelli di facility management (che registra un significativo incremento del fatturato e il miglioramento delle performance produttive), ecologia (settore che si è notevolmente sviluppato negli ultimi anni e che oggi risulta uno dei due principali asset produttivi), energia e manutenzioni.

Il residente di Cooplat Fabrizio Frizzi sottolinea che «Il 70° non è stato un bel film di intrattenimento, ma un banco di prova della nostra capacità di interpretare il cambiamento. Sappiamo che c’è ancora tanto da lavorare: per migliorare la vita interna della cooperativa, per rinnovare continuamente l’attività e la relazione con i territori in cui operiamo. Siamo sicuri della qualità del servizio che offriamo e orgogliosi di essere un’occasione per l’economia e la dinamica sociale, ma non possiamo adagiarci sulle cose fatte. Dobbiamo sempre migliorare. Innovazione e solidarietà sono le parole chiave di questo bilancio, sono fattori dell’identità. In un’impresa moderna generare innovazione non è sufficiente. Senza la bussola della solidarietà, il lavoro si affatica, viene peggio, restituisce minore valore aggiunto. Sul piano della solidarietà e della partecipazione possiamo affermare di essere tra i più accreditati per esplorare frontiere e praticare nuovi percorsi».

Il bilancio il 2016 si è chiuso con 112.900.000 euro di fatturato rispetto ai 108 milioni registrati nell’anno precedente. Il bilancio consolidato attesta un giro d’affari complessivo pari a 118 milioni con un risultato di esercizio di 635.000 euro

Sul fronte del lavoro, nel 2016 sono stati occupati 3.024 lavoratori, 209 in più del 2015. Di questi, 1.422 sono soci (+ 39 rispetto all’anno precedente), mentre 1.602 dipendenti (+ 170). La maggioranza è rappresentata da donne (1.927 a fronte di 1.097 uomini, di cui 963 socie). In Toscana confermato un forte legame sociale, con un maggior numero di soci (1.120) rispetto agli addetti (740). Il lavoro nella cooperativa si è caratterizzato anche nel 2016 per un’alta percentuale di contratti a tempo indeterminato, 2.810 rispetto ai 214 a tempo determinato, ovvero quasi il 93% del totale. Riconfermata anche la vocazione multietnica di Cooplat, con i suoi 429 lavoratori stranieri (+ 58 rispetto al 2015) provenienti da 41 nazioni diverse.

Quanto alla sicurezza, anche per il 2016 i tassi della cooperativa relativamente agli infortuni sono risultati inferiori alla media nazionale Inail per tutti i settori di riferimento. Ogni anno migliaia di ore di formazione vengono dedicate proprio alle problematiche della sicurezza sul lavoro, per innalzare il livello generale degli operatori. In particolare, nel 2016 è stato rilevato un calo nell’indice di frequenza, risultato raggiunto soprattutto grazie alla riduzione del numero di infortuni nel settore del facility, dove è concentrata la più alta quota degli addetti. In calo anche l’indice di gravità rispetto al 2015.

La Cooplat ha approvato anche il nuovo Codice Etico, che «esprime principi e valori di legalità e propri della cooperazione e che deve essere rispettato in tutte le attività che la cooperativa adotta e promuove».