Riceviamo e pubblichiamo

Cosa sta succedendo alla discarica di Chianni?

[9 aprile 2015]

Il colpo di scena annunciato dalla stampa ha del clamoroso: dopo 18 anni di inadempienze, ritardi e carenze nella gestione di una discarica dichiarata chiusa, ma la cui chiusura è stata annullata con sentenza amministrativa, ecco finalmente che due scaltri sindaci spiazzano tutti: Regione, Provincia, cittadini, precedenti amministrazioni, e annunciano che sono pronti a risolvere tutti i problemi affidando a un geologo particolarmente illuminato la redazione di un progetto cui nessuno aveva mai pensato. Nessuno a parte i proprietari della discarica, che un progetto simile lo propongono da anni.

E noi poveri ambientalisti sprovveduti, che avevamo parlato di un uomo solo al comando, dobbiamo constatare che gli uomini sono due, e forse non sono così soli. No, perché per criticare la gestione di una discarica e poi proporre di portarci nuovi rifiuti, non basta il genio, ma occorre probabilmente aver sondato la disponibilità dei proprietari, che avevano già proposto un progetto simile. Ma i sindaci di Chianni e Lajatico sono ancora più lungimiranti: porteranno in discarica solo rifiuti puliti, e magari riusciranno anche a ricavarne utili per i proprietari e per i comuni stessi.

Noi chiediamo: sanno i sindaci che la Provincia ha già autorizzato (con la determina n. 205 del 2014) lo smaltimento in discarica, ove fosse autorizzata una ripresa del conferimento di rifiuti, di materiali come le ceneri pesanti e scorie (provenienti da centrali elettriche e inceneritori), i fanghi di depurazione, i fanghi di dragaggio, i rifiuti da perforazione e altre prelibatezze? Come pensano di impedire lo smaltimento di queste tipologie di rifiuti? Controlleranno personalmente ogni camion ogni giorno per tutti gli anni necessari a raggiungere i volumi ammessi, salvo che non siano poi aumentati con qualche deroga come già successe con la regionalizzazione del 1992?

E sanno i sindaci che se fosse riattivato il conferimento di rifiuti, i proprietari della discarica potrebbero smaltire ulteriori 270.000 metri cubi di materiali, il che significa una discarica nuova sopra quella vecchia, che verrà alimentata per anni da decine di camion al giorno? E sanno che le terre di scavo che sembrano tanto pulite, spesso sono intrise di solventi, olii e rifiuti che le rendono tutt’altro che inerti e innocue? E sanno che la qualità di tali terre è stabilita dallo smaltitore con una semplice autocertificazione? Infine, sanno che il turismo, in special modo quello che viene dall’estero, quando le agenzie avranno chiaro che cosa è quella discarica in funzione non arriverà più?

Per discutere di questi e altri aspetti abbiamo organizzato, per venerdì 10 aprile alle 21,30 a Lajatico, al Teatro Comunale, un’assemblea pubblica in cui ci confronteremo, documenti alla mano, con i problemi della discarica della Grillaia e le possibili soluzioni.

di Legambiente Valdera