Dal governo nuovo bonus per togliere l’amianto, ma dopo le bonifiche si sa dove metterlo?

[25 marzo 2015]

Il governo Renzi torna a occuparsi d’amianto, una delle tante “eterne emergenze” del Paese, annunciando tramite il ministro dell’Ambiente Galletti la presentazione al Senato di un nuovo emendamento al Collegato Ambientale. Un provvedimento che attende ancora la definitiva approvazione da parte del Senato, dopo aver fatto capolino per la prima volta nelle aule parlamentari nel 2013, durante il governo Letta.

Con questo emendamento, se passerà nella versione attuale, il governo – riassumono dal dicastero – introduce due tipi di incentivi per le bonifiche d’amianto: arriva un credito d’imposta del 50% delle spese sostenute per i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano nel 2016/2018 interventi di bonifica d’amianto sulle aree produttive, e viene creato un fondo da oltre 5 milioni e mezzo di euro nel 2015 (e circa 6 milioni per gli anni 2016/2017) provenienti dalle disponibilità del ministero dell’Ambiente per finanziare gli interventi sugli edifici pubblici.

«Proseguiamo con determinazione il nostro impegno – ha dichiarato il ministro Galletti – su un’urgenza nazionale che riguarda tante comunità: i siti inquinati da amianto già censiti sono oltre trentamila e mancano o sono parziali i dati di alcune regioni. Si tratta di un disastro ambientale diffuso che con gli strumenti nuovi che il governo mette in campo può cominciare ad essere affrontato non solo nei grandi siti, ma anche nelle migliaia di micro realtà sparse per il territorio che rappresentano un pericolo per i cittadini».

Alle spiegazioni del ministro si affiancano oggi quelle degli Ecodem. «Secondo dati ufficiali sono presenti oltre 32 milioni le tonnellate di amianto nel paese e circa 40mila siti censiti da risanare. Promuovendo la bonifica dell’amianto con il credito di imposta per i lavori di rimozione dagli edifici pubblici – spiega il deputato Luigi Dallai – si coniuga la tutela di salute e ambiente con il sostegno all’economia e all’occupazione: le risorse stanziate dovranno essere incrementate e la norma resa stabile ma questo è un passo importante nella giusta direzione».

Sempre che le attese vengano confermate dall’approvazione parlamentare, l’iniziativa del governo – seppur sia indirizzata a una ristretta cerchia d’interventi – risulta dunque lodevole sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale. A condizione, però, di rispondere alle solite, annose domande che sempre si cerca di evitare.

Una volta tolto, tutto l’amianto che sarà rimosso grazie a questi nuovi bonus governativi, dove verrà messo? In quali discariche italiane sono stati davvero realizzati i moduli dedicati allo smaltimento (in sicurezza!) dell’amianto? Sarà ancora una volta caricato su qualche treno, magari con destinazione (profumatamente pagata) Germania, oppure si aspetterà che entri nel giro del malaffare? Senza delle semplici e pratiche risposte a questi quesiti, anche il più lauto bonus per la bonifica dell’amianto non farà altro che spostare il problema, non risolverlo.