Costa: Nessun codicillo nascosto o occultato. Mai ce ne saranno finché sarò Ministro dell'Ambiente.

Decreto Genova: dopo il condono, i fanghi e gli idrocarburi. Toninelli: i veleni sono quelli di Repubblica

Bonelli (Verdi): No al decreto omnibus. Coi fanghi Toninelli fa come fece De Lorenzo con l’atrazina

[15 ottobre 2018]

Dopo le rivelazioni di Legambiente che il decreto per la ricostruzione del ponte di Genova nasconde un condono edilizio tombale per gli abusi edilizi di Ischia, arriva la denuncia dei Verdi: «Il ministro Toninelli ha inserito nel decreto sul ponte Morandi di Genova una norma all’art.41 che aumenta i limiti di idrocarburi pesanti C10 a C40 di 20 volte per quanto riguarda i fanghi di depurazione sia civili che industriali che possono essere sparsi sui suoli agricoli».

Attacchi che avvengono dove fa più male al Movimento 5 Stelle: quell’ambiente che è una delle 5 stelle che spiccano nel nome e nel simbolo del Movimento  e Toninelli risponde dalla sua pagina Facebook non citando mai Verdi e ambientalisti e prendendosela con l’articolo di La Repubblica (ma in realtà ne hanno scritto e parlato anche altri giornali e telegiornali) che sarebbe l’unico a spargere davvero veleno: «Quella contro i fanghi di depurazione è una battaglia nella quale sono personalmente impegnato sin dai miei primi anni da attivista del MoVimento 5 Stelle. Ora, l’articolo del decreto emergenze sul tema serve per giungere a una soluzione in emergenza, appunto, e non definitiva. Ecco perché si è utilizzato un veicolo normativo che implica necessità e urgenza. Durante tutta l’estate si sono accumulate queste sostanze a causa della sentenza del Tar Lombardia e dei ricorsi a corollario. In Conferenza Stato-Regioni era passata una norma ben peggiore e la delibera della mia stessa Regione riprendeva proprio il testo Galletti, consentendo un livello di idrocarburi nei fanghi 10 volte superiore a quello contenuto nel decreto. Se non avessimo scritto questo nuovo testo, sarebbe stato adottato l’altro, con un limite stratosferico e conseguenze ben peggiori. L’impegno del M5S è adesso di modificarlo ulteriormente in Parlamento. Detto ciò, il collega Sergio Costa è già al lavoro per un decreto ministeriale migliorativo. Per il M5S la salute dell’ambiente in cui viviamo rimane una stella polare dell’azione di governo».

E Costa interviene assicurando che nel Decreto Genova non c’è «Nessun codicillo nascosto o occultato. Mai ce ne saranno finché sarò Ministro dell’Ambiente. Abbiamo inserito l’articolo sui fanghi di depurazione nel decreto Genova perché c’erano le condizioni della decretazione di urgenza.  Sì, quest’estate siamo stati in emergenza, con tonnellate di fanghi accumulate soprattutto nelle regioni del Nord, e abbiamo sfiorato un disastro ambientale per l’accumulo nei depositi di stoccaggio dei fanghi industriali. È vero quanto ha scritto il collega Danilo Toninelli: siamo arrivati al Governo in un momento di grande confusione sotto il profilo giuridico e amministrativo, con una sovrapposizione di sentenze della magistratura e interventi normativi d’urgenza – come la delibera della regione Lombardia, poi annullata dal TAR, che riprendeva proprio il testo Galletti e consentiva un livello di idrocarburi nei fanghi 10 volte superiore a quello contenuto nel decreto. Erano 10.000 mg/kg contro 1000. Con onestà intellettuale, chi ricostruisce la vicenda dovrebbe farlo fino in fondo, con completezza.  Ci penso io, ma devo necessariamente fare un passo indietro. La gestione dei fanghi è stata regolata per 25 anni da un decreto che non conteneva limiti per gli idrocarburi.
Nessun limite per 25 anni! Nessuna rivolta, nessuna protesta. Poi la Cassazione, in assenza di una norma specifica, ha indicato espressamente la necessità che si intervenisse con una nuova norma.  Arriva lo schema di decreto predisposto da Galletti che aveva esattamente il limite di 1000 mg e anche qui, nessuno ha gridato al disastro ambientale. Questa la situazione che abbiamo trovato a luglio».

Per quanto riguarda l’oggi, il ministro dell’ambiente aggiunge: «La mia intenzione era modificare il testo per renderlo più coerente con le esigenze di tutela della salute, ma i tempi erano stretti ed è stato necessario trovare un accordo all’interno della maggioranza per potere superare l’emergenza. L’alternativa sarebbe stata quella di lasciare un limite imposto dalle sentenze che – allo stato attuale – nessun gestore sarebbe stato in grado di rispettare con il risultato di accumulare pericolosamente i fanghi con la speranza di individuare soluzioni alternative come la discarica o gli inceneritori. Per non parlare del rischio del blocco dei depuratori. Sono consapevole che non sia stata la mediazione migliore, ma quel testo inserito in quel decreto adesso arriva in Parlamento e può essere migliorato, e io ne sarei ben lieto.  Nel frattempo non stiamo assolutamente a guardare. Il Ministero sta già lavorando al nuovo decreto, che avrà senz’altro valori più rigorosi. Ma dobbiamo dire con chiarezza che ci sono tempi tecnici da rispettare e, con il passaggio all’Ispra e quello in Conferenza Stato Regioni, prima di qualche mese non potrà essere emanato. Nel frattempo, ribadisco, se non avessimo trovato quella mediazione sarebbe stato molto peggio: avremmo dovuto mantenere la versione “Galletti” del decreto senza alcuna possibilità di modifica. Stiamo lavorando tutti per dare il massimo e io continuo ad impegnarmi in questa direzione. Sono dell’idea che questa norma possa essere migliorata già durante l’esame del Parlamento, che è sovrano e il mio auspicio è che faccia la scelta giusta nell’interesse dell’ambiente e dei cittadini».

Il verde Angelo Bonell ribatte subito: «La risposta del ministro dei Trasporti Toninelli sulla vicenda fanghi è preoccupante e disarmante. Il ministro non sa che la sentenza del TAR che cita nel suo post sulla vicenda fanghi inquinati nel DDL Genova, si riferisce all’annullamento di una norma della Regione Lombardia;  il tribunale, in questo caso,  ha deliberato che in questa materia possono decidere solo il Parlamento o il Governo. Tra l’altro i limiti di idrocarburi nei fanghi sono ben stabiliti dalla sentenza di Cassazione penale n.  n. 27958 del 6 giugno 2017, che stabilisce il limite di 50 mg di idrocarburi per chilo».

Secondo Bonelli «E’ grave che Toninelli  pensi di gestire la vicenda in modo che nemmeno mia nonna avrebbe pensato: visto che c’è un emergenza si alzano limiti e gettando tutto nei campi. Proprio come quel ministro della Sanità della Prima Repubblica che per rendere potabile l’acqua invece di eliminare l’atrazina, alzò il limite per legge, rendendo così potabile un’acqua inquinata. Si trattava del ministro De Lorenzo e Toninelli è un suo emulo e pensa di risolvere il problema gettando fanghi inquinati da idrocarburi sui suoli agricoli. Toninelli deve spiegare agli italiani il paradosso che per conferire i fanghi da depurazione in discarica il limite è 500 mg di idrocarburi per chilo e un terreno contaminato da attività produttive di siti industriali deve essere sottoposto a bonifica se supera limite di 50 mg. di idrocarburi per chilo mentre, con il suo decreto, per utilizzare fanghi con sostanze inquinanti sui suoli agricoli i limiti diventano 1000 mg per kg.” continua l’ecologista “La domanda che faccio al ministro e agli scienziati che lo hanno aiutato a pensare a questa norma è: invece di far diventare i suoli agricoli più inquinati di una discarica (con gravi pericoli per tutta la catena alimentare) non sarebbe stato meglio chiedere a chi produce questi fanghi di ridurre gli inquinanti con processi tecnologi come succede già in altre parti di Europa? Ma gli italiani non sono stupidi è chiederanno conto di chi permetterà di spargere fanghi inquinati sui terreni agricoli mettendo in grave rischio la salute dei cittadini».

Sulla questione intervengono anche i Verdi Liguri che in un comunicato ricordano che «Genova dal 14 agosto 2018 sta vivendo un pesante dramma umano,civile e socio-economico con un tragico bilancio di morti e di famiglie senza casa. Il Governo di estrema destra,sollecitato da tutte le forze economiche,politiche e sociali cittadine ha varato un decreto-legge,che non risolve in alcun modo i problemi cittadini anzi in alcuni casi pare perfino aggravarli. A questo punto pare che si sia ad un passo da una mediazione importante,che dovrebbe dare riscontro a quanto la città chiede per il porto e per tutte le proprie necessità. Noi Verdi Liguri vogliamo ancora una volta porre l’attenzione sulle nostre proposte: a) gratuità di tutti i mezzi pubblici allo scopo di portare il traffico dalla gomma alla rotaia; b) accelerazione dei tempi per il raddoppio della tratta ferroviaria cittadina da Voltri a Brignole,estendendola progressivamente a Nervi da un lato e a Savona dall’altro in modo da far divenire la ferrovia una vera e propria tratta di servizio urbano. Ricordiamo che il raddoppio Voltri-Brignole doveva essere completato nel 2017; c) soluzione della metropolitana , che deve proseguire con un sistema di superficie verso la valle Bisagno e giungere ,integrandosi con le ferrovie, a servire da Terralba e con ascensori il maggiore ospedale regionale:San Martino; d) soluzione del nodo di San Benigno distinguendo fra il traffico merci e quello passeggeri».

Il Sole che ride ligure fa notare che invece «Il governo di estrema destra ha predisposto un decreto legge in cui ha inserito due norme molto pesanti per l’ambiente: a) il condono edilizio per gli scempi di Ischia; b) possibilità di rilasciare idrocarburi nei terreni agricoli in misura venti volte superiori a quelli stabiliti dalla normativa attuale. Noi Verdi,unici in Italia insieme a forze civiche e ambientalisti abbiamo già denunciato questi norme gravi infilate ” furbescamente” nel testo ma richiamiamo ancora l’attenzione di tutte le forze democratiche poiché non sarebbe in alcun accettabile che dietro un accordo per un maxiemendamento,che riscriva il decreto per la parte riguardante Genova , si ponga la questione di fiducia approvando norme in netto contrasto (sicuramente la seconda) con le disposizioni comunitarie. Verdi Liguri. Noi Verdi ci opporremo con le nostre forze ma soprattutto vogliamo ribadire che le giuste esigenze della città di Genova , a cui il governo di estrema destra deve dare urgentemente risposta,non possono divenire il sistema per far passare autentici obbrobri ambientali».