Dopo l’approvazione del Cdm ora manca solo la Gazzetta ufficiale

Direttiva Raee, ci siamo: l’Italia tra i primi stati a recepire la nuova normativa europea

Chi vorrà smaltire un piccolo elettrodomestico potrà portarlo in un grande negozio. Provvederanno i gestori

[14 marzo 2014]

Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che recepisce le novità introdotte dalla Direttiva europea – atte a rendere più efficiente il sistema di recupero e riciclo dei Raee – salvaguardando i pilastri e le specificità del nostro sistema nazionale come, ad esempio, il Centro di Coordinamento Raee, il cui ruolo viene rafforzato.

ReMedia, tra i principali sistemi collettivi italiani per la gestione di tutte le tipologie di rifiuti elettrici ed elettronici,  esprime grande soddisfazione per il recepimento della nuova direttiva Raee (2012/19/EU),  avvenuto con tempistiche soddisfacenti e più rapide rispetto agli altri paesi interessati: «L’Italia – dichiara Danilo Bonato, direttore generale di ReMedia – è uno dei primi Stati membri dell’Unione Europea a integrare le indicazioni comunitarie alla propria normativa. Attendiamo ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale affinché il recepimento sia effettivo».

Oltre all’aumento dei target di raccolta, che significa arrivare a gestire entro il 2019 l’85% sul totale dei Raee generati dalle famiglie italiane o il 65% delle apparecchiature immesse sul mercato (ovvero tre volte quanto viene oggi raccolto), il nuovo decreto estende il campo di applicazione ai pannelli fotovoltaici che verranno gestiti a tutti gli effetti come rifiuti tecnologici.  Ma le ricadute per i cittadini si avvertiranno da subito. Infatti dall’entrata in vigore del provvedimento chi vorrà smaltire un piccolo elettrodomestico, come una lampada o un telefonino, potrà portarlo in un grande negozio e provvederanno i gestori dell’esercizio commerciale a smaltirlo a norma di legge. Questo – precisa il ministero dell’Ambiente – a differenza del passato sarà possibile anche se non si acquisterà un nuovo prodotto analogo.

Infatti, fino a ieri vigeva per i rivenditori l’obbligo dell’uno-contro-uno. Il rivenditore da cui si acquistava, ad esempio, un tablet o un tostapane, doveva ritirare e smaltire il vecchio elettrodomestico che l’utente sostituiva. Con il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri entra in vigore “l’uno-contro-zero”, la possibilità cioè di conferire ai distributori con superficie di vendita di almeno 400 metri il vecchio elettrodomestico senza l’obbligo di comprarne uno nuovo. «Ciò – sottolinea il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti – renderà molto più semplice la raccolta e ed il recupero dei materiali delle apparecchiature e più agevole per i cittadini un comportamento ambientalmente corretto e virtuoso».