Segnalazioni anche per Pianosa

I dischetti di plastica che hanno invaso le coste del Tirreno sono arrivati anche all’Elba

Legambiente: «I responsabili siano perseguiti per reato di inquinamento ambientale»

[29 marzo 2018]

Anche all’Elba sono stati rinvenuti i dischetti di plastica che stanno infestando le coste del Tirreno: sono stati segnalati, fortunatamente anche se non in grandi quantità, sulla spiaggia di Mola, lato Comune di Porto Azzurro, sopra  la posidonia oceanica piaggiata dopo le recenti mareggiate e che probabilmente ne nasconde altri.  I dischetti di plastica sono visibili anche nelle foto scattate il  27 marzo sulla spiaggia di  Schiopparello, nel Comune di Portoferraio, insieme a un grosso spiaggiamento di rifiuti di altro tipo. Dischetti avvistati il 28 marzo anche ai Magazzini, sempre a Portoferraio.

I dischetti nei giorni scorsi sono stati trovati anche sulla spiaggia di Sant’Andrea, nel Comune di Marciana e segnalazioni arrivano anche dalle coste del Comune di Rio e da Naregno, nel Comune di Capoliveri.  qualcuno è stato trovato anche il 25 marzo a Pianosa durante l’evento “10.000 mani per Pianosa”.

Ad essere più colpita sembra comunque la costa nord ed est dell’Elba. mentre i dischetti vengono da sud.

Ma di cosa si tratta? Dopo che il fenomeno era stato segnalato da Lagambiente Campania e confermato nella sua progressiva gravità dai circoli del Cigno Verde laziali e toscani, il mistero è stato risolto nei giorni scorsi, grazie all’intensa attività d’indagine delle strutture centrali e periferiche del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera che spiega: «Nel corso dell’intensa attività ricognitiva presso gli assi fluviali (Sele, Mingardo, Lambro, Irno, Tusciano, Volturno, Sarno, Garigliano) ricadenti nel territorio di giurisdizione delle Capitanerie di porto di Napoli, Salerno e Gaeta, è stata accertata, nelle vicinanze di un impianto di depurazione collocato in prossimità della foce del Sele e sugli argini dello stesso fiume, una ingente concentrazione di tali filtri. Dalle ulteriori verifiche svolte presso il depuratore sospetto, il personale della Guardia Costiera ha potuto accertare l’avvenuta fuoriuscita dei filtri che, a causa di un cedimento strutturale di una vasca dell’impianto, si sono riversati nel fiume Sele per poi confluire nel Mar Tirreno, dove per effetto delle correnti si sono distribuiti lungo le coste della Campania e del Lazio, fino a raggiungere il litorale meridionale della Toscana». Poi i dischetti sono arrivati fino all’Elba e lungo la costa continentale livornese.

Come ha detto Clean Sea Life, il progetto europeo che mira ad accrescere l’attenzione del pubblico sui rifiuti marini), di cui Legambiente è partner, «Identificata la causa, rimangono però le conseguenze: un numero imprecisato ma elevatissimo di dischetti sparsi su tutte le spiagge tirreniche».

Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana, ricorda che «E’ importante segnalarci la presenza e la quantità di dischi che vengono trovati sulle spiagge: in questo modo potremo avere un quadro più preciso dell’entità dello sversamento. Un ringraziamento particolare a tutti i cittadini che, con le loro segnalazioni e la forza dei social, hanno fatto emergere il problema».

Legambiente Arcipelago Toscano condivide quanto detto dal direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti: «Siamo grati al Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, che ha individuato la fonte del gravissimo inquinamento causato dai dischetti di materiale plastico a danno di circa 500 km di costa tirrenica. Ora ci aspettiamo che i responsabili siano perseguiti per reato di inquinamento ambientale come previsto dalla legge 68/2015 sugli ecoreati. Con Goletta Verde, da anni denunciamo l’inadeguatezza degli impianti di depurazione del nostro Paese: una carenza strutturale che ci è già costata due condanne e una terza procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea, con due sanzioni da 62,7 milioni di euro una tantum, a cui si aggiungono 347 mila euro al giorno sino al risanamento delle irregolarità, cui si somma ora anche il problema del controllo e della manutenzione degli impianti per scongiurare il ripetersi di simili gravissimi incidenti. Il Ministero dell’Ambiente e le Regioni interessate si impegnino subito per una valutazione complessiva dell’impatto dello sversamento delle plastiche e per avviare rapidamente un adeguato piano di rimozione e risanamento. Ci troviamo di fronte a una emergenza che non può essere risolta grazie solo all’impegno volontario dei cittadini».

Per segnalare i dischetti di plastica spiaggiati nell’Arcipelago Toscano: legambientearcipelago@gmail.com