Economia circolare e calore dal legno: a che punto è la filiera italiana

[4 Marzo 2019]

Nel 2017 (quando si fermano gli ultimi dati disponibili) sono state circa 2,5 le tonnellate di legno post-consumo raccolte dal consorzio Rilegno: un sistema basato su 400 piattaforme di raccolta private, 14 impianti di riciclo e 4.400 Comuni convenzionati che mira a valorizzare al meglio gli imballaggi di legno (come pallet, cassette per l’ortofrutta, casse, gabbie, bobine per cavi), provenienti anche dalla raccolta differenziata urbana.

Nel dettaglio, secondo una ricerca condotta dal Politecnico di Milano e presentata nel corso del convegno “The future, today”, il legno «raccolto attraverso le piattaforme convenzionate Rilegno e riciclato è stato pari a 1.793.748 tonnellate, a cui si devono aggiungere 724.999 tonnellate di imballaggi rigenerati e ripristinati per la loro funzione originaria». Dunque quasi il 30% degli imballaggi viene recuperato, mentre è avviato a riciclo la parte restante, consentendo di produrre pannelli per l’arredo senza bisogno di “consumare” legno vergine. «Va sottolineato che questo sistema ha creato valore per l’intera filiera del legno-arredo, garantendo all’industria del mobile, attraverso la fornitura del pannello truciolare, un’importante quantità di materia che ha permesso di non “consumare” e importare legno vergine», sottolinea infatti il presidente di Rilegno, Nicola Semeraro.

In termini ambientali, la filiera del recupero ha consentito un “risparmio” nel consumo di CO2 pari a quasi un milione di tonnellate, circa il 2% della CO2 complessivamente prodotta in Italia, mentre l’impatto economico sulla produzione nazionale delle attività della filiera del recupero del legno post consumo è stimabile in circa 1,4 miliardi di Euro, con quasi 6.000 posti di lavoro complessivamente sostenuti in Italia. «La filiera italiana del LegnoArredo – spiega Emanuele Orsini, presidente FederlegnoArredo – è la migliore al mondo per percentuali di riciclo. Oltre il 95% del legno raccolto viene riciclato all’interno della filiera: i pannelli sono costituiti quasi totalmente da legno recuperato, particolarità che rende la filiera italiana unica al mondo. E prima ancora del riciclo, la versatilità del legno lo rende adatto anche al riutilizzo».

Per quanto riguarda invece l’impiego di materiali legnosi nella produzione di energia termica per il riscaldamento i dati più aggiornati sono quelli emersi nei giorni scorsi dal dibattito “Il calore verde che nasce dal legno”, animato da Aiel (Associazione italiana energie agroforestali), RisorsaLegno, Anfus (Associazione nazionale fumisti e spazzacamini), Assocosma (Associazione nazionale costruttori stufe ad accumulo) e da Legambiente. In questo caso il punto di partenza è quello evidenziato dal Gse nel suo ultimo report statistico: «Nel 2017 l’energia termica complessiva ottenuta in Italia dall’impiego della biomassa solida per riscaldamento (legna da ardere, pellet, carbone vegetale/charcoal) ammonta a circa 320.000 TJ, corrispondenti a 7,64 Mtep», arrivando così a comporre una delle principali fonti rinnovabili impiegate in Italia.

Un dato cui si contrappone però quello legato all’inquinamento atmosferico: come evidenziato ormai da anni da Ispra, le principali cause dell’inquinamento dell’aria nel nostro Paese vanno cercate nel traffico veicolare e nell’inefficiente riscaldamento delle case, dove la biomassa solida trova un impiego importante. L’incidenza delle famiglie italiane che utilizzano legna da ardere per riscaldamento (Istat 2013) è pari infatti al 21,4% del totale delle famiglie residenti, e gli impianti di riscaldamento più antiquati sono molto inquinanti.

Per questo Aiel e la filiera delle imprese del riscaldamento da legno hanno siglato un’intesa per abbattere le emissioni di PM e Benzo(a)pirene derivanti dal riscaldamento domestico a biomasse. «Sul fronte delle emissioni – dichiarano da Aiel – l’accusa è che questo tipo di riscaldamento sia un fattore di inquinamento dell’aria, mentre i dati dimostrano una realtà molto più complessa: ad inquinare sono i vecchi impianti, mentre quelli di nuova generazione abbattono le emissioni fino all’80% e hanno una certificazione ariaPulita® che classifica le prestazioni di apparecchi e caldaie a biomasse».

Proprio quello delle nuove tecnologie è uno degli aspetti più evidenziati nell’incontro “Il calore verde che nasce dal legno”, con il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini che spiega: «È molto importante la sfida che‎ viene lanciata da Aiel e dalla filiera delle imprese del riscaldamento da legno. Perchè parla di innovazione e di risposte concrete ai problemi di produzione da fonti rinnovabili e di lotta all’inquinamento atmosferico. Dimostra come sia possibile costruire dei percorsi che responsabilizzino tutti i protagonisti di una filiera che è strategica per il nostro Paese, perchè va dalla gestione dei boschi fino all’industria della termica, ed è proprio di questo tipo di impegno che abbiamo bisogno per rendere il Piano energia e clima che il nostro Paese dovrà approvare a fine 2019 in via definitiva, davvero ambizioso e capace di accelerare nella lotta ai cambiamenti climatici».