Entro il 2018 i bus del Trentino saranno alimentati al 100% grazie al biometano da rifiuti

Istituzioni, BioEnergia, Snam e Trentino Trasporti insieme per un’economia circolare a km zero

[8 maggio 2017]

Ad oggi in Italia gli impianti per la produzione di biometano sono appena 7, di cui 6 a scopo dimostrativo, sebbene le potenzialità per lo sviluppo del settore a livello nazionale lascino sognare: entro il 2030, secondo le stime diffuse da Legambiente, potremmo raggiungere gli 8,5 miliardi di metri cubi/anno, ovvero circa il quadruplo rispetto a quanto estratto dalle trivelle offshore entro le 12 miglia marine presenti lungo le coste nazionali.

Un sogno cui oggi contribuisce in maniera concreta il Trentino, dove Provincia autonoma, BioEnergia Trentino, Trentino Trasporti, Fondazione Mach e Comune di Faedo hanno appena lanciato un progetto che permetterà di cedere il biometano da rifiuti al trasporto pubblico trentino, attraverso la rete nazionale gas della SNAM.

Il progetto presentato a Cadino parte dalla filiera della raccolta differenziata che in Trentino veleggia oltre l’80%, ma che senza impianti per il recupero di materia e in subordine di energia (come è il caso del biometano) non sarebbe niente: da tale consapevolezza nasce un esperienza industriale come quella di BioEnergia Trentino.

Attraverso la lavorazione del rifiuto umido BioEnergia Trentino produce un ammendante di qualità – spiegano dalla Provincia autonoma – e con la fermentazione del rifiuto umido si produce il biogas, che altro non è che una miscela di metano e altri gas, che consente di produrre energia elettrica rinnovabile e calore; ad oggi BioEnergia tratta i 2/3 del rifiuto trentino, quasi 34.000 tonnellate all’anno e produce circa 8.500.000 di kwh elettrici. La previsione, in seguito all’ampliamento dello stabilimento (già in via di conclusione), è di poter trattare il 100% del rifiuto umido trentino (in sinergia con l’impianto provinciale di Rovereto) e di supportare l’accordo sui rifiuti stipulato dalla Provincia autonoma di Trento e da quella di Bolzano. In particolare, BioEnergia Trentino accoglierà una parte dell’umido di Bolzano a fronte del conferimento di una parte di rifiuto secco trentino al termovalorizzatore di Bolzano.

È proprio grazie alla sinergia attivata con tutti gli altri partner del progetto che BioEnergia può avviare adesso anche una nuova e innovativa filiera industriale: la produzione del biometano per autotrazione in favore della flotta degli autobus cittadini che, a progetto ultimato, passeranno da 42 (già alimentati a metano) a 64 (alimentati a biometano).

«È il primo progetto in Italia che anticipa e valorizza le normative europee sull’utilizzo delle fonti rinnovabili per i trasporti – dichiara l’assessore Mauro Gilmozzi – attivando un sistema di economica circolare a tutto vantaggio dell’ambiente e del territorio».

Nel dettaglio, il biogas fermentato sarà infatti purificato e, in accordo con la SNAM, inserito nella rete di trasporto del metano che passa a 100 metri dall’impianto di Cadino in direzione nord. Il metanodotto SNAM con pressione a 70 bar consentirà di gestire tutta la produzione attuale e futura portando il metano biologico fino all’autorimessa di Trentino Trasporti (l’azienda di trasporto pubblico urbano delle città di Trento e Rovereto) di Gardolo a solo 10 km dall’impianto di produzione.

Il biometano prodotto da BioEnergia Trentino dalla gestione virtuosa dell’umido raccolto in modo differenziato sarà dunque utilizzato dalla Trentino Trasporti per alimentare, appunto, i mezzi di trasporto a metano che funzioneranno con metano rinnovabile sostituendo quindi il metano fossile attualmente in uso: a Trentino Trasporti sarà infatti fornito da BioEnergia (attraverso il metanodotto SNAM) il 100% del fabbisogno per l’alimentazione della flotta degli autobus cittadini e il trasporto pubblico di fondovalle. Entro quando? In Provincia vedono rosa: il progetto potrà essere completato entro il 2018.

L. A.