L’appello lanciato da 7 ssociazioni già sottoscritto da molte personalità

#Faidafiltro: approvare subito la legge che vieta le microplastiche nei cosmetici

Microplastiche nei cosmetici: 81 prodotti di 37 aziende contengono polietilene

[16 novembre 2017]

Marevivo, Legambiente, Greenpeace, Lav, Lipu, MedSharks e Wwf hanno lanciato oggi l’appello #Faidafiltro, per chiedere al presidente del Senato Pietro Grasso e a tutti i Senatori di «approvare al più presto la proposta di legge per la messa al bando delle microplastiche nei cosmetici, già licenziata dalla Camera un anno fa».

Sono stati anche presentati i risultati preliminari dell’indagine sulla microplastica contenuta nei prodotti cosmetici in vendita in Italia realizzata da MedSharks con il supporto tecnico del Cnr Ismac di Biella e delle università del Salento e Roma Tre, e che rientra nel  progetto di sensibilizzazione sui rifiuti marini Clean Sea Life che ha come capofila il Parco Nazionale dell’Asinara. Un’inchiesta si è concentrata sul polietilene (PE) che, secondo l’Associazione europea dei produttori cosmetici Cosmetics Europe, rappresenta il 94% delle microplastiche contenute nei prodotti cosmetici.

Dalla ricerca, che è stata condotta finora su un campione casuale di 30 punti vendita (profumerie, farmacie, parafarmacie e supermercati) in 8 regioni italiane, e ha riguardato 81 prodotti di 37 aziende cosmetiche che contengono polietilene, emerge che «La maggior parte (circa l’80%) è costituita da prodotti da risciacquo: esfolianti per corpo e viso, saponi struccanti e un prodotto antiforfora. Il polietilene è presente anche in creme per donna e per uomo. In metà di questi prodotti, il polietilene è inserito nelle prime quattro posizioni degli ingredienti, dopo l’acqua. Alcuni fra i prodotti con la maggior concentrazione di polietilene sono in vendita anche negli scaffali dei prodotti naturali ed esaltano una particolare attenzione per l’ambiente».

L’analisi quantitativa eseguita dal Cnr Ismac di Biella   su un prodotto che elencava il polietilene come principale ingrediente dopo l’acqua, ha stimato «una media di 3.000 particelle di plastica di dimensioni fra i 40 e i 400 micron per ogni ogni millilitro di prodotto: in un flacone da 250 ml sarebbero quindi presenti 750.000 frammenti di polietilene, per un peso totale di 12 gr».

Nel corso dell’indagine in questo, come in altri due prodotti, il polietilene è stato sostituito da prodotti naturali quali silica e perlite.

L’appello è stato presentato al Senato alla presenza di Rosalba Giugni, presidente Marevivo; Stefano Ciafani, direttore generale Legambiente; Eleonora de Sabata, presidente MedSharks; Giuseppe Marinello, presidente commissione ambiente del Senato; Ermete Realacci, presidente commissione ambiente della Camera – ha già visto l’adesione di molte personalità del mondo della ricerca scientifica, dello spettacolo, dello sport, del mondo produttivo: da Maria Cristina Fossi, esperta mondiale dell’interazione delle microplastiche sulla fauna marina, al fisico Valerio Rossi Albertini; da Piero Angela a Don Luigi Ciotti; da Giovanni Soldini a Licia Colò; da Neri Marcorè a Nicola Piovani. Non mancano all’appello i Parchi nazionali e le Aree marine protette e neanche l’industria: dal Presidente di Corepla agli amministratori delegati di Novamont Spa, Weleda Italia, L’Erbolario e Lush Italia, tra gli altri. C’è anche il comparto pesca rappresentato dall’Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore pesca e da Mareblu.

 

Ecco il testo dell’appello #Faidafiltro – Approvare subito la legge che vieta le microplastiche nei cosmetici:

Non esiste al mondo tecnologia in grado di filtrare e trattenere le microplastiche che finiscono nei nostri scarichi e, quindi, in mare. Ma esiste un filtro umano e legislativo: siamo noi, firmatari di questo appello che possiamo far diventare la proposta di legge una realtà.

Oggi il tema dei rifiuti in mare e sulle spiagge è una delle nuove emergenze a livello globale e la plastica è la maggiore componente. Si stima che ogni anno finiscano nel mare e negli oceani 8 milioni di tonnellate di plastica e, secondo le Nazioni Unite, se non si interviene subito nel 2050 in mare ci saranno più plastica che pesci. Accanto alle drammatiche conseguenze sull’ecosistema marino ci sono anche i danni economici e ai comparti produttivi; le stime sui costi del marine litter vanno dai 476,8 milioni per l’Europa fino agli 8 miliardi di euro all’anno a livello mondiale.

Il mare Mediterraneo è una delle aree più ricche di biodiversità al mondo, un vero patrimonio, ma risulta essere tra le zone di maggior accumulo di rifiuti galleggianti del Pianeta, con i conseguenti rischi per l’ecosistema marino, la biodiversità, la salute e l’economia.

Nell’industria cosmetica mondiale moderna, le microplastiche, ovvero i frammenti o le sfere di plastica di dimensione inferiori a 5 millimetri, vengono aggiunte a tutta una serie di prodotti per ottenere diversi effetti (esfoliante negli scrub, addensante nei gel, ecc.). Queste micro plastiche finiscono direttamente negli scarichi e non vengono trattenute dai sistemi di filtraggio degli impianti di depurazione, riversandosi direttamente nelle acque interne e nel mare. Gli studi confermano che una volta in mare le plastiche vengono ingerite dalla fauna, anche pesci e molluschi, e le microplastiche possono così entrare nella catena alimentare e finire sulle nostre tavole. Con quali conseguenze sulla salute dell’uomo?

Esiste oramai un diffuso consenso scientifico su questo tema; diverse Università stanno cercando di capire quali siano gli effetti dell’ingerimento di elevate quantità di plastica sugli organismi viventi, nonchè le conseguenze dell’esposizione agli inquinanti contenuti o assorbiti in mare dalla plastica.

Il Rapporto Frontiers 2016, rilasciato dall’UNEP, inserisce l’inquinamento da microplastiche negli oceani tra le sei minacce ambientali emergenti e nel dossier “Plastic in Cosmetics: Are We Polluting the Environment Through Our Personal Care?” si raccomanda ai Governi di impegnarsi per la messa al bando di questi ingredienti altamente inquinanti. Sono infatti molti i Paesi che si stanno adoperando per implementare normative adeguate, che hanno proibito la produzione di cosmetici contenenti microplastiche; in particolare gli Stati Uniti le hanno vietate da luglio 2017. In Europa, Francia e Regno Unito si sta andando nella stessa direzione e l’Italia ha oggi l’opportunità di essere tra i Paesi all’avanguardia su una tematica così fondamentale.

Noi siamo l’unico filtro a questo tipo di inquinamento!

Alla luce di tutto questo non è più possibile rinviare l’approvazione della norma, sollecitata da Marevivo e Legambiente e nata da una proposta di legge di Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente della Camera, per la messa al bando delle microplastiche nei cosmetici approvato alla Camera il 25 ottobre 2016, e da oltre un anno fermo al Senato.

Il disegno di legge AS n. 2582 “Disposizioni in materia di composizione dei prodotti cosmetici e disciplina del marchio italiano di qualità ecologica” è ancora oggi in discussione presso le Commissioni riunite X (Industria, commercio, turismo) e XIII (Territorio, ambiente, beni ambientali).

Chiediamo quindi al presidente del Senato Pietro Grasso, alla senatrice Paola Pelino, vicepresidente della Commissione X, e al senatore Giuseppe Marinello, presidente della XIII Commissione, relatrice e relatore del disegno di legge presso le commissioni riunite, e a tutti i Senatori componenti delle suddette commissioni, di attivarsi per licenziare il prima possibile il disegno di legge e arrivare alla sua approvazione definitiva prima della fine della legislatura.

Il mare è la fonte primaria per la vita del pianeta, non soffochiamolo con la plastica.

 

Video scheda: http://bit.ly/videoscheda_faidafiltro