Fanghi in agricoltura, Utilitalia: «Parlamento approvi il Ddl Orellana

Trattamento fanghi e allontanamento delle acque sono attività di pubblico interesse

[2 novembre 2017]

Il 18 ottobre la Commissione ambiente del Senato (relatore  ha dato il via libera al disegno di legge ““Delega al Governo per la modifica della normativa in materia di utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura” (relatore Stefano Vaccari – PD) , presentato dal Senatore Luis Alberto Orellana  (ex M5s, ora nel Gruppo misto) e finalizzato ad aggiornare la normativa sull’utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura.

Orellana sottolinea: Nonostante siano stati approvati alcuni emendamenti, è stato mantenuto l’impianto sostanziale del testo originario. Abbiamo dato mandato al relatore per riferire in Aula sul provvedimento e arrivare velocemente all’ok finale di Palazzo Madama. Una volta superato lo scoglio della Commissione, ora l’esame dell’Aula non dovrebbe riservare sorprese. Sono molto soddisfatto perché il voto di oggi rappresenta il frutto di mesi di lavoro, e un passo importante per stabilire criteri che rendano più efficaci e stringenti i controlli sugli spandimenti, tenendo conto delle innovazioni tecniche e scientifiche. I sindaci del nostro territorio lo attendono da tempo e, attraverso la Consulta ambientale della provincia di Pavia, si sono attivati nei mesi scorsi facendo pressione sui colleghi della Commissione Ambiente del Senato».

Della necessità di approvare al più presto il Ddl è convinta anche Utilitalia che, dopo aver apprezzato il lavoro della Commissione, di Orellana e Vaccari auspica che «il Parlamento possa rapidamente approvare tale ddl, perché riteniamo che costituisca un passo avanti verso un aggiornamento normativo divenuto oramai improcrastinabile, non solo perché la norma di riferimento, il D.lgs. 99/92, è una norma datata oltre 20 anni, ma anche in relazione ai diversi pronunciamenti giurisprudenziali intervenuti in materia. Rimaniamo intanto in attesa del decreto ministeriale di aggiornamento degli allegati tecnici della sopra citata norma, che auspichiamo venga pubblicato in Gazzetta quanto prima, in quanto consentirebbe di avere, sin da subito, un primo quadro normativo di riferimento, che è esattamente ciò di cui hanno bisogno le imprese Associate, per poter operare al meglio».

Secondo il Rapporto rifiuti speciali 2017 di Ispra, la produzione totale di fanghi in Italia ammonta a circa 3 milioni di tonnellate (di fango tal quale). Nel 2016 Utilitalia ha realizzato una raccolta dati tra sue associate sulla produzione di fanghi nel 2015, sulla loro destinazione finale e la loro caratterizzazione qualitativa e ha censito «una produzione di fanghi pari a 395.132 t di sostanza secca, corrispondenti ad una popolazione complessivamente trattata di 35 milioni abitanti residenti. Considerando una popolazione totale trattata di 75,2 milioni di abitanti equivalenti (dato Istat) l’analisi ha riguardato il 46,5% della potenzialità complessiva di tutti gli impianti di depurazione in Italia. Si può quindi stimare una produzione di fanghi complessiva di  850.000 t (di sostanza secca)».

Utilitalia ricorda che «I fanghi di depurazione rappresentano l’inevitabile prodotto del processo depurativo delle acque reflue urbane: se si depura, si producono fanghi. Un’appropriata produzione di fanghi rappresenta dunque la testimonianza del corretto funzionamento di un impianto. Poiché l’allontanamento delle acque reflue ed il loro trattamento rappresentano un’attività di pubblico interesse, tale deve essere considerata, parimenti, anche la gestione ed il recupero/smaltimento dei fanghi contestualmente prodotti».

Ne è convinto anche Orellana: «Per poter sfruttare al meglio i fanghi da depurazione in agricoltura, scongiurando i rischi per l’ambiente e per la salute dei cittadini non è, infatti, più pensabile rinviare l’ aggiornamento della normativa vigente in materia, basata su un decreto legislativo risalente al 1992 che a sua volta recepisce la direttiva 86/278/CEE. Il nostro disegno di legge colma queste lacune, andando a controllare un maggior numero di sostanze rispetto a quelle previste dalla normativa in vigore, abbassando i valori limite di concentrazione e fissando linee guida omogenee sul territorio nazionale a cui dovranno attenersi le singole regioni. In Lombardia, e nella Lomellina in particolare, dove gli spandimenti dei fanghi sono un’attività assai fiorente, nei mesi di maggiore attività cresce l’allarme e il disagio tra i cittadini, a causa dei potenziali rischi ambientali derivanti dagli inadempimenti nelle attività di controllo e dalle carenze nella definizione dei criteri per effettuarli.  Con l’approvazione definitiva di questo testo verranno superate tali criticità nell’interesse dei cittadini e per la salvaguardia dell’ambiente».