Fanghi dei depuratori, Rossi firmerà l’ordinanza

«Mettiamo una pezza sul vuoto normativo lasciato da questo Governo»

[16 ottobre 2018]

«Per sei mesi anche gli impianti di depurazione che non ricadono nell’ambito dei soggetti affidatari del Servizio Idrico Integrato (SII), come Gida, Aquapur multiservizi Spa, il Consorzio Cuoio Depur, o il Consorzio Torrente Pescia, potranno trattare i reflui misti con percentuali rilevanti di reflui urbani. E verrà così data risposta alle problematiche degli autospurghisti dell’area metropolitana fiorentina».

A stabilirlo è la nuova ordinanza che sta per essere firmata dal presidente dell Regione Toscana Enrico Rossi con la quale si reitera quanto stabilito ad agosto con l’ordinanza che Rossi firmò dopo «il divieto di usare tali rifiuti speciali in agricoltura» e la sentenza del Tar che ha impedito il loro trasporto in Lombardia, come avveniva fino a quel momento.

In Regione sottolineano che «Il secondo aspetto rilevante della nuova ordinanza riguarda l’inserimento nell’elenco degli impianti ammessi dei soggetti extra SII: si incrementano così le quantità massime dei rifiuti destinati a smaltimento presso le discariche. Terzo, viene fornito un vademecum, ovvero con apposito allegato vengono approvati gli indirizzi operativi per la gestione dei fanghi di depurazione, uno strumento di supporto per gli operatori del settore, siano essi produttori/detentori del rifiuto, gestori di discarica o soggetti preposti alle funzioni di controllo o di vigilanza, nonché soggetti incaricati del rilascio di autorizzazione agli impianti di rifiuti».

Rossi evidenzia che «La Regione Toscana si fa carico ancora una volta di mettere una pezza allo sconcertante vuoto normativo al quale questo Governo non sta dando risposta, nonostante da mesi sia pronto sul tavolo del ministro un decreto di riforma della normativa di settore corredato da tutti i pareri del caso».

L’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni conclude: «Questa ordinanza nasce da un lavoro di confronto con tutti i soggetti interessati che stiamo portando avanti da settimane e che proseguirà nel prossimo futuro. In essa ci sono risposte importanti a più riperse avanzate dalle ditte di autospurghisti e la codifica degli indirizzi operativi, elaborati in collaborazione con Arpat, capaci di configurare una filiera di trattamento certa, efficace e trasparente».