Dove finiranno i rifiuti degli uragani Harvey e Irma? Nelle discariche in Texas e negli inceneritori in Florida

La spazzatura di Irma produrrà energia elettrica in Florida

[19 settembre 2017]

Mentre i ricchi Texas e la Florida si stanno lentamente riprendendo dagli uragani Harvey e Irma (cosa che sarà molto più difficile per i poveri e Stati insulari dei Caraibi), i proprietari delle case e delle imprese colpite dagli uragani hanno cominciato a buttare via i  beni e  materiali distrutti conferendoli  ai punti di raccolta.

Bloomberg si chiede quale sarà la destinazione finale di questa enorme quantità di rifiuti  e spiega che  «La strategia di smaltimento dei rifiuti del Texas approfitta del vasto territorio  del Paese. La Contea di Harris, che include Houston, ha 14 discariche attive . La Florida, al contrario, è una penisola con una linea costiera più lunga di qualsiasi Stato che non sia l’Alaska e ha molto meno spazio per i rifiuti. Molte contee costiere della Florida bruciano  i loro rifiuti  con inceneritori, particolarmente comuni nel sud di questo popoloso Stato e lungo la costa del Golfo». L Florida così si sbarazza dei suoi rifiuti e produce energia, quindi, gran parte dei rifiuti lasciati da Irma lungo il suo devastante percorso finiranno negli inceneritori.

Già prima di Irma la Florida bruciava una quantità di rifiuti molto più alta della media Usa, su Bloomberg Eric Roston spiega che «In tutto lo Stato, nel 2016 dieci impianti “waste-to-energy” hanno trasformato 4,5 milioni di tonnellate di rifiuti in 3,5 milioni di megawatt-ora . Ciò significa circa il 2% dell’energia  complessiva dello stato e una grande maggioranza della sua energia rinnovabile». Secondo l’Energy Information Administration, la combustione della spazzatura rappresenta meno dello 0,5% della produzione complessiva dell’energia statunitense.

In questo momento al governatore repubblicano delle Florida interessa soprattutto  far scomparire le cose e, fa notare Roston  «L’incenerimento riduce la massa solida di rifiuti fino al 90%. La cenere residua può quindi essere smaltita in modo più efficiente in una discarica dove lo spazio è prezioso». Nel 2016, la Florida ha bruciato il 12% dei suoi rifiuti,  ne ha riciclato il 44% e un altro 44% è finiti nelle discariche. Percentuali di smaltimento c dei rifiuti che confermano la Florida come uno Stato esportatore di spazzatura  in altri Stati, il settimo più grande, secondo uno studio  pubblicato nel 2007 dal Congressional Research Service.

I termovalorizzatori della Florida sono stati costruiti soprattutto negli anni ’80 e nei primi anni ’90, incentivati da una legge federale del 1978.  Le valutazioni ambientali realizzate negli anni successivi hanno portato a diffuse modifiche delle tecnologie di controllo dell’inquinamento per eliminare le emissioni di mercurio e diossina.

Bloomberg sottolinea che i rifiuti non smettono di inquinare nemmeno dopo che sono stati bruciati e che la loro cenere è stata smaltita: «Parte della massa della spazzatura originale viene convertita in anidride carbonica e rilasciata nell’atmosfera. Ma questo inquinamento è migliore dell’alternativa. Se lo stesso volume di rifiuti venisse gettato nelle  discariche, le eventuali emissioni di metano, uno dei più potenti  gas serra, sarebbero ancora peggiori per l’atmosfera. Questo rende in alcune aree la spazzatura un attraente, anche  se marginale, alternativa ai combustibili fossili».  Nel 2007 è stato addirittura l’autorevolissimo Intergovernmental panel on climate change (Ipcc)  a indicare la tecnologia di produzione di energia dai rifiuti come low-carbon e nel successivo rapporto per l’Onu del 2014 l’Ipcc faceva notare che i costi degli impianti di termovalorizzazione  erano diminuiti del 15% in tutto il mondo.  Ma gli inceneritori/termovalorizzatori restano comunque tra gli impianti che suscitano una forte opposizione di  comunità locali e associazioni ambientaliste un po’ in tutto il mondo.

Prima dell’arrivo di Irma, , il Florida Department of Environmental Protection  aveva lavorato con le amministrazioni e gli impianti locali  per definire i punti di conferimento dei rifiuti che avrebbe prodotto l’uragano, per poi avviarli  agli inceneritori. Le quantità di rifiuti che arrivavano a questi termovalorizzatori erano già elevate prima del disastro di Irma e, per esempio, in previsione dell’uragano, i cittadini di Miami, avevano raddoppiato la quantità delle  cose di cui sbarazzarsi e in alcune contee, come Hillsborough che include Tampa, c’era stato un aumento  del 20% conferimento di rifiuti solidi urbani.

Kimberly Byer, direttrice della raccolta dei rifiuti solidi per la contea di Hillsborough, dice che si è trattato  «solo un aumento iniziale, ed è stato solo per un paio di giorni. Le 565.000 tonnellate di spazzatura annue della contea di un anno producono circa 45 megawatt di energia, o abbastanza da alimentare circa 30.000 case.  L’impianto waste-to-energy facility di Hillsborough si ripaga da sé».

Ma, uragani o meno,  negli Usa quello del corretto ed efficiente smaltimento dei rifiuti è un problema sempre più grosso, anche nel Texas delle discariche e della Florida degli inceneritori.