Fishing for Litter, al via il protocollo della Regione Lazio contro le plastiche in mare

Legambiente: mettere in campo le azioni operative «Una nuova sfida ai rifiuti e tutti gli operatori del mare diverranno attori protagonisti del miglioramento ambientale del Lazio»

[5 luglio 2018]

Insieme ai cambiamenti climatici, il marine litter è ormai diventato una delle due più gravi emergenze ambientali globali, «E – ricordano a Legambiente – riguarda da vicino anche il nostro Paese. Il mare Mediterraneo, una delle aree più ricche di biodiversità al mondo, è infatti tra le sei zone di maggior accumulo di rifiuti galleggianti del Pianeta con evidenti rischi per l’ambiente, la salute e l’economia. E quello che vediamo galleggiare sulla superficie del mare e arenarsi sulle spiagge è, purtroppo, solo la punta dell’iceberg di un problema ben più complesso. Sono 8 milioni, infatti, le tonnellate di rifiuti che ogni anno finiscono nei mari e negli oceani del mondo. Parliamo di un camion al minuto, e di questi, almeno il 70% affonda».

Oltre al devastante impatto sull’ambiente, il marine litter ha drammatiche conseguenze sugli esseri viventi che vivono in contatto con l’ecosistema marino: l’ingestione dei rifiuti di plastica è stata documentata in oltre 180 specie marine. Senza dimenticare che, secondo uno studio commissionato ad Arcadis dall’Unione europea, il marine litter costa all’Europa 478 milioni di euro all’anno solo per i settori di turismo e pesca, mentre per pulire tutte le spiagge europee il costo stimato è di 412 milioni di euro.

Serena Carpentieri, vicedirettrice generale di Legambiente, sottolinea che «Il settore della pesca è uno di quelli fortemente impattati da questo problema ma anche quello che può ricoprire un ruolo da protagonista nella grande pulizia del nostro mare, ad esempio con il “Fishing for litter”. Un’attività che consentirebbe ai pescatori di riportare a terra i rifiuti che finiscono accidentalmente nelle reti. Una misura quanto mai necessaria che è prevista dalla direttiva europea Marine Strategy ma che in Italia è ostacolata dalle normative vigenti che necessitano una revisione per consentire finalmente che queste attività possano svolgersi regolarmente. A oggi, infatti, a eccezione di alcuni progetti pilota i pescatori sono purtroppo costretti a ributtare in mare i rifiuti pescati. Tra questi progetti pilota c’è sicuramente quello da poco promosso dalla Regione Lazio al quale Legambiente darà il suo contributo per promuovere e valorizzare le azioni previste».

Secondo il Cigno Verde «Il fishing for litter è l’unica attività che consentirebbe di rimuovere questi rifiuti, come attività parallela a quella della pesca. Le tonnellate dei rifiuti che giacciono sui fondali sono per lo più plastica, danneggiano la biodiversità e se non sono raccolti sono una pericola fonte di microplastiche, fenomeno ancora più insidioso, invisibile e incalcolabile anche per la contaminazione della catena alimentare».

Nei giorni scorsi, la Regione Lazio ha firmato il protocollo con Arpa Lazio e Corepla per il recupero e riciclo delle plastiche in mare: un progetto di un anno che consentirà in tutta la costa regionale la raccolta dei rifiuti da parte degli operatori della pesca, la verifica e la misurazione delle quantità e delle tipologie dei rifiuti recuperati dalle imbarcazioni. Intervenendo oggi a Ostia a un’iniziativa di Goletta verde, Massimiliano Valeriani, assessore al ciclo dei rifiuti della Regione Lazio ha detto: «Vogliamo contrastare l’uso della plastica nel Lazio: due giorni fa abbiamo firmato un protocollo di intesa con Corepla e Arpa per il recupero, l’analisi e lo smaltimento dei rifiuti raccolti in mare. Un obiettivo di civiltà e di sostenibilità ambientale che vogliamo perseguire con la collaborazione dei pescatori, delle associazioni ambientaliste, delle capitanerie di porto e dell’autorità portuale».

Legambiente sarà uno dei soggetti che attuerà le fasi operative per concretizzare il recupero della plastica: «Verranno coinvolti pescatori, ormeggi, autorità locali e volontari – spiegano ancora gli ambientalisti – saranno posizionati i punti di raccolta e individuati i percorsi più idonei per la verifica e lo smaltimento, si struttureranno tavoli di lavoro e incontri pubblici per la diffusione delle azioni e dei risultati».

Per colmare il vuoto normativo, e per rendere una prassi le sperimentazioni sul “Fishing for litter” già avviate, la deputata di Liberi e uguali Rossella Muroni nei giorni scorsi ha presentato una Proposta di Legge (Atto Camera 691) per consentire ai pescherecci di raccogliere i rifiuti marini. Tra gli scopi della proposta c’è anche quello di dichiarare la plastica abbandonata in mare un “rifiuto solido marino” e facilitarne così lo smaltimento.

Oggi da Goletta Verde è stata lanciata anche l’edizione Comuni Ricicloni nel Lazio 2018 che partirà proprio con  la nuova sfida ai rifiuti in mare. Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, ha evidenziato che «Per lo sviluppo del protocollo regionale, infatti, le fasi operative che costruiremo, consentiranno agli operatori del mare di diventando attori protagonisti del miglioramento ambientale. Nella stessa direzione andranno i nostri laboratori di educazione ambientale per i più giovani e l’istituzione del premio Comuni Plastic Free, che raccoglierà le migliori pratiche comunali per frenare la produzione di rifiuti plastici e migliorare i processi di riutilizzo, riciclo e smaltimento. È infatti fondamentale tenere in considerazione il flusso dei rifiuti provenienti dall’entroterra e dai fiumi, dove nel frattempo bisogna lavorare in progetti di raccolta delle plastiche, con lo strumento dei contratti di fiume. Grazie al protocollo partiremo intanto, nei prossimi giorni, con il posizionamento dei punti di smaltimento ad Ostia, Fiumicino e Terracina mirando a posizionarne in tutti i porti del litorale regionale, coinvolgendo quante più amministrazioni locali possibili».

Infatti, dai prossimi giorni, i centri per la raccolta, griffati con il logo ufficiale della campagna, saranno posizionati nei primi punti coinvolti: alla Casa del Mare di RomaNatura presso la darsena del canale dei Pescatori di Ostia, nella darsena del canale di Fiumicino, nel porto di Terracina dove da settimane il circolo locale di Legambiente è partito già con la sperimentazione insieme ai pescatori e le autorità locali.

Legambiente lancia la sfida ai comuni laziali, costieri e non, «Diventare “plastic free”, costruendo cioè una sinergia con le amministrazioni locali, gli operatori del mare e i cittadini, sensibilizzando e diffondendo le pratiche virtuose per frenare la produzione di rifiuti plastici e migliorare i processi di riutilizzo, riciclo e smaltimento».