Francia: la battaglia per il deposito nucleare nel bosco. Il più grande progetto industriale europeo

Réseau "Sortir du nucléaire": espulsi i militanti del Bois Lejuc

[29 giugno 2016]

Bure

La coalizione no-nuke francese Réseau “Sortir du nucléaire” ha denunciato l’ordinanza di espulsione immediata consegnata ieri ai militanti che attualmente occupano il Bois Lejuc, a Mandres-en-Barois, a pochi Km da Bure (Meuse).

Secondo “Sortir du nucléaire”, «Questa occupazione, cominciata il 19 giugno, è una risposta legittima ai lavori illegali di distruzione del bosco condotti dall’Andra (Agence nationale pour la gestion des déchets radioactifs, ndr) che persegue una inaccettabile politica del fatto compiuto, avviando subito su questo sito dei lavori preparatori legati alla costruzione del Cigéo (Centre industriel de stockage géologique, ndr) questo progetto contestato di interramento in profondità  dei rifiuti più radioattivi».

Le Réseau “Sortir du nucléaire” ha rivolto un appello alle associazioni e ai militanti perché diano il loro sostegno massiccio agli occupanti, raggiungendoli o rivolgendosi alla Prefettura perché venga ritirata l’ordinanza di espulsione.

Il 22 giugno molti abitanti del comune di Bure, e le associazioni Bure Zone Libre, Bure Stop 55, France Nature Environnement, Meuse Nature Environnement, Mirabel, LNE e Réseau “Sortir du nucléaire“ avevano presentato una denuncia contro l’Andra per la violazione del Code forestier per l’avvio della distruzione della foresta di  Mandres-en-Barrois

Cittadini e associazioni dicono che «L’Andra ha iniziato illegalmente i lavori preparatori del Cigéo,  distruggendo, senza alcuna autorizzazione, una sezione della foresta di Mandres-en-Barrois, chiamata il  Bois Lejuc. Questo luogo è strategico per il progetto di costruzione della pattumiera nucleare Cigéo (che non dispone di nessuna autorizzazione di costruzione)».

Gli oppositori denunciano che «Importanti lavori sono in corso di realizzazione nel e Bois Lejuc situato nel territorio del Comune di Mandres-en-Barrois. Questi lavori sono iniziati senza alcuna previa autorizzazione della Prefettura e in violazione delle disposizioni dell’articolo L 341-3 del Code forestier che dicono che “nessuno puà esercitare il diritto di abbattere i suoi boschi e foreste senza aver precedentemente ottenuto un’autorizzazione”. L’Andra ha iniziato l’abbattimento del Bois Lejuc mentre il progetto Cigéo è ancora molto lontano dall’ottenere le autorizzazioni necessarie per la creazione del centro di interramento dei rifiuti radioattivi. La stessa proprietà di questa foresta comunale da parte dell’Andra è messa in causa dagli abitanti del Comune. Quest’ultimi hanno depositato una richiesta di annullamento contro la deliberazione precedente per procedere allo scambio di bosco tra il Comune e l’Andra».

Di frfonte a tutto questo, abitanti e militanti no-nuke si sono mobilitati e organizzati per difendere la foresta, ma dicono che «L’Andra multiplica le provocazioni e tenta di mettere in atto una vera strategia della tensione, mentre essa stessa si trova nell’illegalità più totale di fronte ai lavori realizzati in questa foresta».

Da aprile sono successe cambiate molte cose in questo territorio stretto tra la  Meuse e l’Haute-Marne che resiste contro il progetto di un mega-deposito nucleare che permetterebbe di stoccare sotto terra 100.000 m3 delle scorie radioattive più pericolose, cioè il 99,9% della radioattività francese, in 300  km di gallerie a 500 metri di profondità, dove le scorie dovrebbero stare per più di 100.000 anni. Lavori la ci ui durata è prevista in 130 anni, per un costo stimato tra i 25 ei 35 miliardi di euro, ma che probabilmente saranno molti di più. Secondo i no-nuke francesi si tratta del più grosso progetto industriale d’Europa.

All’inizio di giugno, proprio dopo la grande manifestazione antinucleare alla quale avrebbero partecipato 200.000 persone, «L’Andra ha accentuate le ostilità in un bosco iper-strategico», dicono quelli di “Sortir du nucléaire”, che promettono: «Non passerà».

Gli attivisti antinucleari hanno occupato la foresta di Mandres, hanno costruito capanne e barricate e  hanno costretto l’Andra a fermare i lavori preparatori  per il Cigéo in un magnifico bosco di 220 ettari.

Poi gli attivisti hanno riaperto il bosco al pubblico e il 26 giugno hanno organizzato la prima fête de la libération du bois de Mandres, che probabilmente è stata la scintilla che ha portato all’emissione dell’ordinanza di espulsione dei militanti no-nuke.

Il giro di vite contro gli attivisti “forestieri” sembrerebbe anche un segnale inviato agli organizzatori del Campo politico antagonista, anti-autoritario e anti-capitalista, che si dovrebbe tenere a Bure dall’1 al 10 agosto. L’estate nucleare francese si annuncia molto calda