Greenpeace scopre alti livelli di inquinamento da plastica in Antartide

Trovati anche contaminanti come i PFAS. «Subito un Santuario in Antartide»

[7 giugno 2018]

Le analisi di laboratorio condotte su alcuni campioni raccolti durante una recente spedizione di Greenpeace in Antartide, «evidenziano la presenza di microplastiche e altre sostanze chimiche in mare e nella neve».

I campioni sono stati raccolti durante una spedizione scientifica di Greenpeace in Antartide durata da gennaio a marzo di una campagna per la creazione di un Santuario in Antartide. Gli ambientalisti spiegano che «Con 1,8 milioni di chilometri quadrati di superficie, il Santuario misurerebbe cinque volte la Germania, rappresentando così la più vasta area protetta sulla Terra. Il progetto è stato proposto dall’Ue e una decisione verrà presa in occasione del prossimo incontro dell’Antarctic Ocean Commission (Ccaml, il prossimo ottobre».

Frida Bengtsson, della campagna di Greenpeace per la protezione dell’Antartide, non nasconde la sua preoccupazione: «Siamo abituati a pensare all’Antartide come a una terra remota e incontaminata, ma ormai l’impronta dell’uomo è evidente, dall’inquinamento ai cambiamenti climatici, fino alla pesca industriale al krill. Questi risultati mostrano che anche le zone più remote dell’Antartide sono contaminate dalla microplastica e da sostanze chimiche pericolose. È fondamentale agire alla radice per porre fine alla presenza di queste sostanze inquinanti in Antartide, e bisogna istituire un Santuario antartico che garantisca protezione a pinguini, balene e all’intero ecosistema. In Antartide abbiamo trovato ogni genere di rifiuto dell’industria ittica, come boe, reti e teloni, ed è stata una scena davvero desolante. Li abbiamo raccolti, ma ho capito chiaramente quanto sia importante impedire queste attività pericolose se vogliamo davvero proteggere l’incredibile fauna dell’Antartide».

Sulla presenza di microplastica nelle acque dell’Antartide ci sono relativamente pochi dati e il rapportoMicroplastics and persistent fluorinated chemicals in the Antarctic” di Greenpeace fornisce  informazioni molto importanti: «In sette campioni su otto di acque superficiali sono state trovate microplastiche e microfibre (almeno un frammento di microplastica per litro). Inoltre, su nove campioni di particolato marino, raccolti con la rete manta, due contenevano frammenti di microplastica». Le analisi dell’organizzazione ambientalista hanno documentato in Antartide anche la presenza di sostanze contaminanti come i PFAS (sostanze perfluoroalchiliche).

Giuseppe Ungherese, della Campagna inquinamento di Greenpeace Italia, conclude: «La plastica è stata trovata in ogni angolo dei nostri oceani, dall’Artide all’Antartide e nel punto più profondo dell’oceano, la Fossa delle Marianne. Abbiamo bisogno di un’azione urgente per ridurre la quantità di plastica nei nostri mari e creare riserve marine su vasta scala – come un grande Santuario antartico, già richiesto da oltre un milione e mezzo di persone – per proteggere la vita marina e i nostri oceani per le future generazioni».