Grosseto, il Consiglio approva il Piano interprovinciale dei rifiuti

[14 febbraio 2014]

Il Consiglio provinciale di Grosseto ha approvato oggi a maggioranza il documento che regolamenta la gestione dei rifiuti fino al 2025 nelle tre province di Grosseto, Siena e Arezzo. Il Piano è stato realizzato considerando una produzione di rifiuti stabilizzata al 2010, che è la previsione più realistica, tenendo conto sia della diminuzione dei consumi dovuta alla crisi sia dell’introduzione di comportamenti che abbattano la produzione di rifiuti.

Obiettivi del Piano – si legge nella nota della Provincia – sono la completa autosufficienza dello smaltimento dei rifiuti all’interno dell’area vasta e l’estensione della raccolta differenziata fino al 70 per cento; a questo proposito sono previsti sistemi di incentivazione dei comportamenti virtuosi. Si chiude così un lavoro lungo e importante che in questi anni ha attraversato più fasi, dall’elaborazione del Piano interprovinciale provvisorio all’individuazione del gestore unico Sei Toscana.

Con questa approvazione si conclude il percorso di adozione all’interno dei tre consigli (Arezzo e Siena lo avevano già fatto), mentre Grosseto era rimasta indietro perché il consiglio precedente non aveva il numero legale. Avendo Individuato il gestore unico è l’unico Ato in Toscana ad avere portato quindi a termine quanto previsto dalla Legge regionale 61/2007.

Adesso, passati i termini per la presentazione delle osservazioni manca l’ultimo atto, ovvero l’approvazione, che però sarà compito dei nuovi enti individuati a sostituzione delle attuali province.

«L’area vasta Toscana sud è oggi il primo territorio regionale ad avere lo strumento operativo di gestione dei rifiuti – commenta Leonardo Marras, presidente della Provincia. Il senso di questo accordo è garantire continuità e al contempo innovazione. L’area vasta ci consente di ottimizzare l’utilizzo degli impianti per una gestione matura ed efficace dell’intero sistema dei rifiuti e favorisce il continuo aggiornamento delle tecniche di smaltimento. Il territorio, adottando questo strumento di pianificazione, non corre il rischio di subire emergenze almeno per i prossimi venti anni».