I vecchi alberi di Natale possono essere trasformati in dolcificanti, pitture e cibo

Come riciclare gli alberi di Natale per non farli finire in discarica

[2 Gennaio 2019]

In tutto il mondo sono centinaia di milioni gli alberi di Natale che finiscono in discarica dopo le feste, un bel problema che ha affrontato una nuova ricerca dell’Università di Sheffield secondo la quale «Gli aghi di pino possono essere recuperati per creare nuovi prodotti come dolcificanti e vernici.

I ricercatori britannici evidenziano che «Gli alberi di Natale hanno centinaia di migliaia di aghi di pino che impiegano molto tempo a decomporsi rispetto alle foglie degli altri alberi. Quando marciscono, emettono enormi quantità di gas serra che poi contribuiscono all’impronta di carbonio del Regno Unito».

Cynthia Kartey, del Dipartimento di ingegneria chimica e biologica dell’università di Sheffield, ha scoperto che è possibile produrre prodotti utili dalle sostanze chimiche estratte dagli aghi di pino quando vengono lavorate e spiega: «Il componente principale (fino all’85%) degli aghi di pino è un polimero complesso noto come lignocellulosa. La complessità di questo polimero rende l’uso di aghi di pino un prodotto poco attraente per l’energia da biomassa e inutile per la maggior parte dei processi industriali. La mia ricerca si è concentrata sulla scomposizione di questa complessa struttura in semplici prodotti chimici industriali ad alto valore come gli zuccheri e i fenolici, che vengono utilizzati in prodotti come detergenti domestici e collutorio

Le bioraffinerie sarebbero in grado di utilizzare un processo relativamente semplice ma inesplorato per abbattere gli aghi di pino».

Grazie al calore e a solventi economici ed ecologici come il glicerolo, la struttura chimica degli aghi di pino viene scomposta in un prodotto liquido (bio-olio) e in un sottoprodotto solido (bio-carbone). Il bio-olio contiene glucosio, acido acetico e fenolo, sostanze chimiche utilizzate in molte industrie: il glucosio nella produzione di dolcificanti per alimenti, l’acido acetico per la produzione di vernici, adesivi e persino aceto.

All’università di Sheffield  sottolineano che «Il processo è sostenibile e genera zero rifiuti, in quanto anche il sottoprodotto solido può essere utile in altri processi chimici industriali. Possono essere usati sia alberi freschi sia alberi di Natale più vecchi e abbandonati».

La Kartey riassume: «In futuro, l’albero che ha decorato la nostra casa durante il periodo festivo potrebbe essere trasformato in vernice per decorare ancora una volta la nostra casa».

Ogni anno nel Regno Unito vengono realizzati ben 8 milioni di alberi di Natale naturali e circa 7 milioni di alberi finiscono in discarica. I ricercatori evidenziano che «Se gli aghi di pino venissero raccolti dopo Natale e trattati in questo modo, le sostanze chimiche potevano essere utilizzate per sostituire le sostanze chimiche meno sostenibili attualmente utilizzate nell’industria. Ciò potrebbe portare a una diminuzione dell’impronta di carbonio del Regno Unito riducendo la dipendenza del Regno Unito dagli alberi di Natale artificiali a base di plastica importati e a una riduzione della quantità di rifiuti di biomassa destinati alla discarica».

James McGregor, professore del Dipartimento di ingegneria chimica e biologica dell’università di Sheffield  conclude: «L’uso della biomassa – materiali derivati ​​dalle piante – per produrre combustibili e sostanze chimiche attualmente prodotte con risorse fossili svolgerà un ruolo chiave nella futura economia globale.

Se saremo in grado di utilizzare materiali che altrimenti andrebbero sprecati in questi processi, riciclandoli in tal modo, allora ci saranno ulteriori benefici. Nel nostro team  di ricerca stiamo attualmente studiando la produzione di prodotti di valore da una varietà di rifiuti organici, comprese le risorse forestali, i cereali usati dall’industria della birra e gli scarti alimentari, oltre a studiare i processi per la conversione del biossido di carbonio in composti idrocarburici utili».