Inquinamento marino: «Che fine ha fatto il progetto Sauro?»

Interrogazione di Rossella Muroni al premier Conte e ai ministri Di Maio, Costa e Trenta

[14 novembre 2018]

La deputata di Liberi e uguali Rossella Muroni ha presentato una interrogazione a risposta in Commissione indirizzata al Presidente del Consiglio e ai ministri e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, della difesa e dello sviluppo economico per sapere che fine ha fatto il progetto Sea Antipollution Unit for Rapid Off-shore drainage (Sauro)  per le bonifiche delle acque marine da rifiuti solidi e liquidi.

La Muroni evidenzia a premier e ministri il quadro e i problemi che abbiamo di fronte: «In un articolo della rivista Environmental Science and Policy viene riportato uno studio che raccoglie le ricerche condotte ad oggi a livello globale sulle plastiche in mare e i loro effetti sulla biosfera; la produzione annuale delle plastiche è giunta globalmente nel 2016 a 335 milioni di tonnellate, e questo comporta uno sversamento in mare stimato tra il 2 per cento e il 10 per cento non esistendo più aree incontaminate nel mondo; le microplastiche e la degradazione delle macroplastiche hanno contaminato zooplancton, invertebrati, mammiferi, rettili e uccelli marini; nel 28 per cento degli animali marini di interesse gastronomico prelevati dal mar Adriatico, sono state trovate plastiche; stessa cosa nello stomaco del 32 per cento di campioni del mediterraneo; ftalati e Pcb accumulati nell’organismo di pesci e molluschi, sono assunti dall’uomo attraverso la catena alimentare; il presidente di Legambiente ha dichiarato che l’Italia è in prima linea tra i Paesi europei nella lotta contro l’inquinamento del mare causato dai rifiuti di plastica, ma la riduzione dei rifiuti e la prevenzione non sono oggi sufficienti per ridurre il rischio della plastica persistente nei nostri mari; l’Unione europea continua ad avviare iniziative per combattere questo inquinamento, come il progetto Plastic busters Mpas in cui 15 Paesi, Italia compresa, uniranno le forze per salvare il Mediterraneo».

Poi la  deputata  di LeU ricorda che «la Presidenza del Consiglio dei ministri, dipartimento della Protezione Civile è titolare del brevetto del sistema innovativo di disinquinamento marino “Sauro”, oggetto di una convenzione con la Marina militare italiana, che ha messo a disposizione una nave per realizzare un prototipo; tale sistema, brevettato in Italia ed in altri Paesi del mondo, ha suscitato interesse in ambiti scientifici e ambientalisti, manifestatosi attraverso inviti ad essere presentato in contesti nazionali ed internazionali, nonché per mezzo di agenzie di stampa, giornali online, il portale Greenreport, eventi TED; le medesime fonti rappresentano che esso possa ripulire il mare da plastiche e microplastiche, recuperare idrocarburi e rifiuti ingombranti, grazie alla sua polifunzionalità, ideata per fronteggiare anche gli effetti di catastrofi naturali, come esondazioni e tsunami»,

Nella sua interrogazione la Muroni evidenzia che «Il Ministero dell’ambiente della tutela del territorio e del mare è responsabile dell’attuazione della direttiva quadro sulla strategia marina, che inserisce i rifiuti marini tra gli undici descrittori del buono stato ambientale; l’interrogazione n. 4-08011, presentata la scorsa legislatura dall’onorevole Realacci, sul sistema “Sauro”, riceveva dal Ministro dell’ambiente nel 2015 una risposta a giudizio dell’interrogante inesatta, venendo espressa una impossibilità di utilizzo per assenza di brevetto — già all’epoca ottenuto — e la disponibilità a seguirne gli sviluppi, cosa mai ufficialmente manifestata; del progetto non si parla più e non viene messo in atto, in controtendenza rispetto alla mobilitazione generale europea legata all’urgenza della problematica»,

Per questo  l’onorevole Muoroni chiede al premier Giuseppe Conte «Quali iniziative urgenti il Governo intenda intraprendere per rendere tempestivamente operativo un sistema in grado di mitigare un problema che tutta l’Europa sta affrontando, a tutela della salute pubblica e dell’ambiente; per quale motivo il Governo non si sia avvalso dei bandi afferenti al programma europeo Horizon 2020 a favore della ricerca e dell’innovazione».

Al ministro dell’ambiente Sergio Costa viene chiesto di chiarire «Quali concrete iniziative intenda mettere in campo il ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per promuovere e rendere operativo il sistema “Sauro”, consentire al Paese di ridurre l’inquinamento dei mari, adempiere gli obiettivi del decreto ministeriale 17 ottobre 2014, in attuazione della direttiva quadro sulla strategia marina».

La domanda che la Muroni rivolge al ministro dello sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio è «In che modo il Ministro dello sviluppo economico intenda favorire, in quanto di competenza, la sperimentazione e la realizzazione del sistema, per ridurre il rischio ambientale connesso all’attività di sfruttamento dei giacimenti nazionali offshore».

Per concludere, la deputata di Leu chiede alla ministro della difesa Elisabetta Trenta «Se il Ministero della difesa abbia assunto iniziative per prorogare la convenzione con il dipartimento della protezione civile e, qualora non lo abbia fatto, per quali motivi e quali iniziative intenda intraprendere per promuovere lo sviluppo e realizzazione del progetto».