La Cina ha paura dei rifiuti pericolosi

Pechino chiude le discariche per i rifiuti urbani non trattati e costruisce altri inceneritori

[3 novembre 2017]

L’agenzia ufficiale cinese Xinhua ha dato risalto alla notizia che alcuni deputati cinesi hanno chiesto «azioni rapide per controllare i rifiuti pericolosi, stimando che sono diventati un grave problema». Secondo Luo Liangquan, membro del Comitato permanente dell’Assemblea popolare nazionale (Apn – il Parlamento cinese), «I rifiuti pericolosi vanno annoverati tra i problemi più urgenti in materia di controllo dei rifiuti solidi«. Una dichiarazione che arriva dopo che il primo novembre ai parlamentari era stato presentato un rapporto del Comitato permanente dell’Apn riguardante l’applicazione della legge sul controllo dei rifiuti urbani  che descrive «Una situazione grave in questo campo, in particolare riguardante i rifiuti pericolosi».

Xinhua spiega che, secondo il rapporto presentato durante la sessione bimestrale di 6 giorni del Comitato permanente dell’Apn, «Più della metà dei rifiuti pericolosi in tutto il Paese sono trattati dai produttori, in maggior parte  senza supervisione. Dall’altro lato, più del 40% della capacità di trattamento dei rifiuti pericolosi resta inutilizzata».

Un altro parlamentare del Comitato permanente dell’Apn, He Yehua, ha avvertito che «Senza un controllo appropriato, i rifiuti pericolosi sono una bomba in grado di esplodere in ogni momento».

Luo Liangquan ha denunciato la cattiva gestione del trattamento dei rifiuti pericolosi e ha precisato che «Alcuni governi non dispongono di informazioni precise sul volume dei rifiuti pericolosi prodotti nella loro giurisdizione e sulla maniera in cui questi rifiuti vengono trattati, il che nuoce ai controlli. Inoltre, non esiste fino ad oggi un sistema di classificazione dei rifiuti pericolosi».  Luo ha chiesto maggiori normative e una  in identificazione e classificazione più chiara dei rifiuti pericolosi, così come un controllo più rigoroso.

Un altro parlamentare, Liu Zhengkui, ha fatto notare che «In certi casi, le sanzioni per l’eliminazione e il trasporto illegali dei rifiuti solidi sono troppo clementi, rendendo la dissuasione inefficace. I governi locali devono essere incoraggiati ad adottare dei regolamenti sul trattamento dei rifiuti pericolosi e condividere le loro buone pratiche rispetto a questo problema».

Il comunista Liu ha sottolineato il ruolo del mercato e ha suggerito di promuovere partenariati pubblico-privati  per gestire i rifiuti pericolosi.

Nella precedente riunione di settembre, il presidente del Comitato permanente dell’Apn, Zhang Dejiang, aveva detto che «La Cina deve fare degli sforzi costanti per applicare la legge sull’inquinamento ai rifiuti solidi. Le autorità devono trattare il controllo dei rifiuti solidi come la priorità dei loro sforzi per la protezione dell’ambiente e devono essere prese misure coordinate per controllare i rifiuti solidi, così come l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e dei suoli».

La municipalità di Pechino si è subito adeguata alle direttive e il e31 ottobre ha annunciato che  entro il 2020 porrà fine al conferimento in discarica di rifiuti solidi urbani non trattati.

Secondo la Commissione di gestione urbana di Pechino, attualmente la capitale cinese può trattare 23.800 tonnellate di rifiuti solidi urbani al giorno, un volume che dovrebbe raggiungere le 30.000 tonnellate entro il  2020, Prima la spazzatura della megalopoli veniva portata nelle gigantesche discariche senza essere trattata, oggi la maggior parte dei rifiuti urbani prodotti a Pechino vengono inceneriti o degradati con l’aiuto di microrganismi.

La municipalità di Pechino j ha in progetto di realizzare due nuovi inceneritori nei quartieri di Mentugu e Daxing e in quest’ultima località il’inceneritore dovrebbe entrare nella fase di prova già tra 4 mesi e alla fine dovrebbe trattare 1.000 tonnellate di rifiuti al giorno. A chi si preoccupa la municipalità ha già risposto che «Gli indici di emissioni dell’inceneritore rispondono alle norme nazionali e locali».