La Cina vieterà l’importazione di 32 tipi di rifiuti solidi

Prima della fine del 2019 vietato importare auto e barche demolite e acciaio inossidabile

[23 aprile 2018]

Nei giorni scorsi il nuovo ministero cinese dell’ecologia e dell’ambiente ha annunciato che la Repubblica popolare cinese prevede di «vietare l’importazione di 32 tipi di rifiuti solidi al fine di ridurre l’inquinamento dell’ambiente».

Secondo un comunicato del ministero ripreso dall’agenzia ufficiale Xinhua, «L’importazione di 16 tipi di rifiuti solidi, tra i quali i rifiuti automobilistici compressi e le imbarcazioni in demolizione sarà vietata a partire dal 31 dicembre 2018. Le importazioni di 16 altri tipi di rifiuti, tra i quali quelli di acciaio inossidabile, saranno vietati a partire dal 31 dicembre 2019».

La Cina ha iniziato a importare rifiuti come fonte di materie prime a partire dagli anni ’80 ed è diventata così il più grande importatori di materie riciclabili del mondo. Ma questo è avvenuto a costi altissimi per l’ambiente e la salute umana perché molti di questi rifiuti venivano e vengono ancora trattati in impianti “informali” e producono ulteriori rifiuti che spesso vengono smaltiti illegalmente.

Come ricorda Xinhua, «i rifiuti solidi contengono spesso degli elementi nocivi se non sono ben trattati. La Cina ha deciso di vietare gradualmente le importazioni di rifiuti solidi che possono essere rimpiazzati con delle risorse nazionali prima della fine del 2019». Un trend che prosegue ormai da molti mesi, come abbiamo più volte documentato su queste pagine, e che già in alcuni settori merceologici come quelle delle plastiche sta creando grosse grane agli impianti preposti a gestire i rifiuti su suolo europeo: venuto a mancare lo sbocco nell’enorme mercato cinese, una parte sempre più consistente di rifiuti europei sta intasando la dotazione impiantistica del Vecchio continente – evidentemente insufficiente, come in Italia -, con conseguenti difficoltà lungo l’intera filiera. Difficoltà che, a quanto pare, potranno continuare ancora a lungo in mancanza di interventi correttivi.