Rifiuti, la raccolta differenziata a Pisa è aumentata del +14,9%, grazie a nuove modalità

E in due anni la produzione di rifiuti urbani procapite è calata del 17%, per molteplici fattori

[4 agosto 2017]

Dal 43,9% nel primo semestre 2016 al 58,8% nel primo semestre 2017: è il salto nella percentuale di raccolta differenziata conseguito dal Comune di Pisa, che è riuscito a balzare in avanti del 14,9% grazie all’introduzione di nuove modalità di raccolta dei rifiuti, messo in campo dal gestore dei servizi di igiene urbana Geofor. Per quanto riguarda il centro storico la rivoluzione è scattata il 9 gennaio, con l’arrivo dei cassonetti automatizzati interrati e di superficie:

Ogni postazione – come spiegano dall’Amministrazione comunale – sia interrata sia fuori terra, ha pozzi di cinque differenti tipologie: marrone per i rifiuti organici, verde per il vetro, bianco per la carta, blu per il multimateriale leggero (imballaggi in plastica, lattine, barattoli e cartoni per bevande) e grigio per i rifiuti indifferenziati. Tutti sono dotati di serratura elettronica – attivata a marzo – che può essere aperta unicamente tramite l’apposita tessera personalizzata: La tessera è una chiave personale il cui codice univoco identifica la singola utenza, e tutti i conferimenti sono registrati informaticamente. Per gettare i rifiuti è ora sufficiente schiacciare il pulsante di accensione del cassonetto e passare la tessera davanti all’apposito lettore: a quel punto il cassonetto è aperto ed è possibile conferire il proprio rifiuto. In centro il porta a porta è invece rimasto per le utenze non domestiche, su specifiche tipologie di rifiuti.

Un cambio di paradigma che ha portato grandi risultati in termini quantitativi, anche se sarebbe errato misurare la positività della performance esclusivamente su questo parametro: la qualità della raccolta differenziata è infatti di fondamentale importanza affinché gli sforzi dei cittadini vengano effettivamente valorizzati attraverso il successivo riciclo dei materiali raccolti, in modo che questi possano poi essere re-inseriti sul mercato dando vita ad un’economia realmente circolare. Non a caso, è questo l’obiettivo che ha mosso la campagna di comunicazione Geofor “Bravi Bravissimi” per la corretta differenziazione del multimateriale leggero, premiata come esperienza d’eccellenza da Utilitalia – la Federazione che riunisce le aziende operanti nei servizi pubblici dell’acqua, dell’ambiente, dell’energia elettrica e del gas.

«Sono dati estremamente positivi – ha dichiarato il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, commentando l’incremento delle quantità di rifiuti raccolte in modo differenziato –, che miglioreranno ancora quando il nuovo sistema sarà esteso anche al litorale. Ringrazio tutti i cittadini che si impegnano con comportamenti corretti contribuendo così a rendere Pisa più attenta all’ambiente e allo smaltimento dei rifiuti», ventilando poi possibili riduzioni della Tari 2018 per i cittadini, da valutarsi in autunno.

Per il momento, oltre all’incremento della raccolta differenziata dei rifiuti è certa la diminuzione di quelli prodotti procapite, calati del 17% in due anni: dagli 800/procapite del 2015, ai 767 del 2016 e i 660 kg a testa stimati per il 2017. Com’è ovvio, la diminuzione dei rifiuti (urbani) prodotti procapite non è direttamente collegata con l’aumento della raccolta differenziata, in quanto la spazzatura semplicemente non sparisce suddividendola in sacchetti diversi.

Dal Comune spiegano il trend adducendo numerosi fattori: «Il sostanziale azzeramento del fenomeno della migrazione dei rifiuti dai comuni vicini, particolarmente acuto nel periodo in cui Pisa aveva ancora i cassonetti stradali mentre gli altri comuni erano già passati al porta a porta; la scomparsa del fenomeno dei conferimenti impropri da parte di privati ed aziende che utilizzavano i cassonetti per gettare oggetti e scarti impropri che adesso vengono conferiti alle stazioni ecologiche o con smaltimento con canali corretti; l’effetto della crisi dei consumi, anche se si scorge una parziale ripresa; l’inizio di comportamenti migliori da parte di alcuni produttori che hanno diminuito gli imballaggi e il peso del packaging (fenomeno da stimolare e far crescere); il contestuale aumento del numero dei residenti nel comune di Pisa (il dato si riferisce al numero dei rifiuti per abitanti, quindi se aumentano gli abitanti censiti senza un corrispondente aumento dei rifiuti diminuisce il rapporto procapite)».

L. A.