Quando le bonifiche a Piombino? Nuovi interrogativi da Legambiente

«Fondamentale la loro partenza per una prospettiva di lavoro. Se i 50 milioni ci sono, perché non vengono resi disponibili per gli atti di gara pronti da tempo?»

[3 gennaio 2017]

In (indiretta) risposta alle sei domande sollevate da Legambiente Val di Cornia su risorse e tempistiche per la realizzazione delle bonifiche a Piombino, la sottosegretaria all’Ambiente Silvia Velo nei giorni scorsi ha spiegato che «i 50 milioni stanziati dal Ministero per le bonifiche, ci sono sempre e ci sono sempre stati, sono al Ministero che, tramite il dipartimento dedicato, li erogherà via via che ci saranno bandi da finanziare. I primi usciranno a breve, perché Invitalia ha pronte due gare di appalto, che saranno pubblicate nei prossimi giorni. La prima riguarda le indagini integrative sull’area da bonificare. Insieme a questo bando Invitalia ha pronto anche quello per la progettazione esecutiva».

Oggi il Cigno verde torna sull’argomento, replicando che «queste affermazioni sono molto strane:

– i soldi non dovrebbero essere al Ministero ma alla Regione Toscana, infatti il Cipe, con la delibera del 10 novembre 2014, n. 47 ha assegnato, in via definitiva, alla Regione i 50 milioni quale quota parte delle risorse FSC 2014-2020 per il finanziamento, come previsto nell’accordo di programma del 24 aprile 2014. La Regione, sempre nel 2014 ha predisposto alcuni atti di formale assenso all’assegnazione, per il ricevimento di questi fondi e la loro messa a bilancio.

– Invitalia, nella Conferenza dei Servizi del 9 Novembre 2016, afferma che ha già predisposto gli atti di gara, ma che ancora deve essere perfezionato il circuito finanziario per l’erogazione delle risorse (cioè la messa a disposizione dei soldi per la Regione e da questa a Invitalia).

Quindi, se i 50 milioni comunque ci sono, perché non vengono resi disponibili per gli atti di gara pronti da tempo? Perché tutto questo ritardo? Il problema è della Regione per non aver compiuto tutti gli atti dovuti? Oppure il Ministero dell’Ambiente ad essere deficitario? Forse il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica? Perché queste contraddizioni fra gli atti formali e le affermazioni tranquillizzanti di un sottosegretario?».

La migliore risposta a questi interrogativi, in attesa che arrivino eventuali, nuovi chiarimenti a livello istituzionale, non può che essere la concreta messa in opera delle bonifiche, che Legambiente ricorda essere fondamentale «quale premessa e condizione per una prospettiva di lavoro» oltre che di risanamento ambientale.