Legalità e tutela dell’ambiente verso l’economia circolare

La tavola rotonda organizzata dalla Camera di Commercio di Firenze

[6 dicembre 2016]

Molte le iniziative promosse nell’ambito delle giornate della legalità dalla Camera di Commercio di Firenze, tra queste anche la tavola rotonda, che si è tenuta venerdì 18 novembre presso la sala Luca Giordano a Palazzo Medici Riccardi, dal titolo “Legalità e tutela dell’ambiente verso l’economia circolare: nuovi modelli di business e nuove prospettive di occupazione”.

Il tema dell’economia circolare non è recente; seppure con altre definizioni, se ne parla dagli anni ’70 sia nel mondo che nel nostro Paese, dove non mancano modelli virtuosi di economica circolare, taluni addirittura risalenti al Medioevo, come nel caso del recupero dei materiali tessili nel circondario di Prato.

Negli anni 2000 il rapporto dell’Unep parlava di green economy, ovvero di un modello di economia che fosse sostenibile per l’ambiente, l’economia e la società; al centro c’era uno dei temi più importanti oggi, quello dell’equità sociale.

Nel 2011 l’Oecd parlava di disaccoppiamento tra crescita e sfruttamento delle risorse naturali, lo slogan, allora, era “fare con meno”.

L’ONU nella sua Agenda 2030 parla di sviluppo sostenibile, indicando 17 parametri fondamentali per i prossimi anni, di cui la politica si dovrà occupare, tra questi molti sono ambientali.

L’Italia rispetto ad alcuni di questi parametri è ben messa, rispetto ad altri invece è molto indietro.

Di recente, nel nostro Paese, il collegato ambientale ha dato un impulso all’economia circolare, che è il modello di business del futuro, visto che dobbiamo fare i conti da una parte con la crescente sovrappopolazione del pianeta e dall’altra sulla ridotta possibilità di sfruttamento delle risorse naturali.

Alla Tavola rotonda rappresentanti delle Amministrazioni e mondo economico, rappresentanti delle imprese e non solo, si trovano concordi su alcuni punti: la normativa non è al passo con i tempi e quindi non aiuta l’impresa a fare economia circolare; l’economia circolare ha bisogno di ricerca e di processi industriali, oltre che, naturalmente, di un’imprenditorialità sana e rispettosa della legalità; lo Stato e le Amministrazioni locali possono sostenere l’affermazione di modelli diversi non più basati sul principio dell’usa e getta con incentivazione alle imprese; le imprese devono abbracciare in tutto e per tutto il modello della legalità; gli organi di controllo e la Camera di Commercio devono collaborare affinché i controlli possano essere effettuati anche senza entrare direttamente nelle aziende; lo Stato e le Amministrazioni locali possono promuovere il cambiamento culturale coinvolgendo in primis le scuole e i più giovani; le imprese devono dotarsi di certificazioni volontarie di rispetto ambientale; le imprese green sono tra quelle che riescono ad affrontare meglio le difficoltà del mercato interno ed esterno; i capitali necessari per la ricerca nel settore dell’economia circolare, o per dare avvio ad un’impresa che operi in questo settore, non sono indifferenti e l’aiuto pubblico può risultare insufficiente; bisogna attivare circuiti di investitori privati.

Su questi temi ci si confronta molto. A livello europeo, ad esempio, si stanno discutendo importanti modifiche al pacchetto sull’economia circolare, mentre a livello regionale, con l’abolizione delle province, la materia ambientale è di nuovo competenza della Regione, che, nell’esperienza toscana, non è più solo un ente di programmazione, pianificazione, normazione, ma ha anche un ruolo operativo/gestionale come responsabile amministrativo dei procedimenti autorizzativi in ambito ambientale.

In questo modo la Regione entra a diretto contatto con esperienze concrete di economia circolare, come lo spandimento di fanghi, per cui esiste un mercato, ma rispetto al quale la normativa non aiuta né gli operatori né le amministrazioni a lavorare al meglio.

I buoni propositi non mancano anche se, purtroppo, oggi siamo ancora molto lineari e poco circolari.

Arpat – Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana