L’ingegnoso metodo di Stoccolma per smaltire gli alberi di Natale

In Svezia Babbo Natale porta il carbone verde sostenibile: il biochar

[21 dicembre 2016]

La capitale svedese Stoccolma ha avviato un progetto che. tra le altre cose, servirà a evitare che, dopo le feste, gli alberi di Natale finiscano nella spazzatura o, se va bene in una cippatrice: li raccoglierà e li trasformerà in biochar, un carbone che può essere miscelato al terreno per migliorare notevolmente il livello di drenaggio e dei nutrienti, stimolando la crescita delle piante. Intanto, il calore prodotto per realizzare il biochar  verrà immesso nella rete di teleriscaldamento della città.

Quindi in Svezia Babbo Natale porta il  carbone, anzi il biochar  i bambini buoni e agli ambientalisti e utilizza gli abeti per aiutare a far crescere altri alberi.

Gli alberi di Natale di Stoccolma sono solo il simbolo, la punta dell’iceberg, delle molteplici fonti di rifiuti verdi che la capitale svedese vuole utilizzare per mettere in piedi uno dei più ambiziosi progetti ambientali pensati da un’amministrazione cittadina europea. Come spiega CytiLab, «Riunendo il dipartimento parchi, il servizio di smaltimento dei rifiuti cittadino, i fornitori di energia, e giardinieri urbani, il progetto di biochar di Stoccolma creerà un circolo virtuoso in un modo ingegnoso e, in ultima analisi, in modo semplice, che potrebbe fornire un modello per le città di tutto il mondo. E ‘un piano la cui genesi e funzionamento meritano attenzione».

A metà degli anni 2000, il dirigente del settore alberi della città di Stoccolma, Björn Embrén, scoprì che la sua città, attraente e ben governata per gli esseri umani, non era per niente attenta agli alberi: pavimentazioni non porose in cemento e asfalto avevano causato l’abbassamento delle falde sotterranee, mentre il traffico, il calpestio e la cementificazione avevano reso il suolo troppo compatto. Così le radici degli alberi erano “affamate” di acqua e ossigeno, un processo comune a molte aree urbane. Eppure, passeggiando per Stoccolma, la città è molto verde, «Ma molti alberi raggiungono una certa dimensione modesta – scrive Faergus O’Sullivan su  Cytilab, , senza mai crescere fino al loro pieno potenziale».

Ma, guardando fuori dal finestrino del treno dei pendolari che ogni giorno prendeva per andare al lavoro,  Embrén ha notato che gli alberi che crescono lungo i binari della ferrovia sembravano stare molto meglio: erano più floridi e alti che in altre aree di Stoccolma. Ma perché?

Jonas Dahllöf, a capo della pianificazione e sviluppo del dipartimento smaltimento rifiuti di Stoccolma, che collabora al progetto di Embrén, la risposta è stata trovata nella ghiaia lungo i binari: «Nel terreno ricoperto di ghiaia, Björn ha visto una crescita davvero notevole crescita in alcuni alberi. Si è reso conto  che quello era davvero quello di cui gli alberi cittadini hanno bisogno, una matrice di terreno molto aerata che non si compatti nel corso del tempo». Insomma il terreno “sciolto” migliora la crescita degli alberi e se le e vibrazioni possono spostare la ghiaia sotto i binari del treno, non la compattano, così gli alberi possono usufruire di una migliore aerazione di più umidità.

Il team di Embrén ha quindi cominciato a mettere una nuova copertura – fatta di roccia triturata, sabbia, argilla e torba – alla base degli alberi urbani  e l’effetto sulla loro crescita e salute è stato subito evidente.  Il terreno reso così più poroso a anche aiutato il suolo ad assorbire più pioggia, creando un processo di gestione del suolo urbano che  ormai è noto come la Stockholm Solution.

Poi hanno iniziato a testare il carbone come una variante di questa miscela, con risultati eccezionali: durante le vacanzre estive che in Svezia durano due settimane, un prato trattato con la miscela comprendente  il carbone è cresciuto ad una velocità quasi allarmante, diventando una specie di sussurro savana del Giurassico. Come spiegato a Dahllöf a CityLab, «Questo carbone ha avuto un effetto quasi miracoloso sul terreno, che reaagisce come una barriera corallina. Proprio come i dintorni di una barriera cominciano a brulicano di vita, altrettanto fa il terreno attorno al carbone. Con preziosi funghi, batteri e microrganismi che cominciano a fiorire, la creazione di una vera e propria concentrazione di organismi che sono utili per un suolo sano. Il carbone funziona anche come una spugna. Può contenere sostanze nutritive, e trattenere l’umidità nella terra fino a che le piante circostanti non ne hanno bisogno».

Gli alberi di Stoccolma ne hanno tratto grande giovamento, ma preso ci si è resi conto che estraendo ella torba, sabbia e carbone si utilizzavano risorse non rinnovabili e quindi non sostenibili. Così si è cercata una soluzione alternativa che è arrivata grazie a quello che O’Sullivan definisce «un insolito capriccio della sua amministrazione». Fino a poco tempo, sia i parchi e servizi di smaltimento dei rifiuti  facevano parte di un unico reparto del dipartimento trsporti di Stoccolma, quindi Embrén e Dahllöf  lavoravano a pochi metri di distanza l’uno dall’altro e, mentre Embrén si preoccupava per gli alberi urbani, il reparto rifiuti cittadino aveva un  bel problema: cosa fare con i rifiuti verdi raccolti nei giardini di Stoccolma e che fino a poco tempo fa venivano raccolti, triturati e venduti o come biocarburante per produrre energia verde, che era già una soluzione migliore rispetto alla maggior parte le città euopee (per non parlare di quelle italiane). Ma quando Embrén si è lamentato con Dahllöf per la difficoltà di ottenere un carbone sostenibile per il migliorare il suolo, Dahllöf ha visto subito un’opportunità per migliorare lo smaltimento dei rifiuti verdi cittadini in modo più ecologicamente vantaggioso. Il risultato è stato il progetto biochar, che nel 2014  è addirittura entrato nel novero dei finalisti del Bloomberg Mayor’s Challenge.

Così insieme alla Vatten, la  compagnia energetica e di smaltimento dei rifiuti di Stoccolma, i servizi comunali hanno realizzato un impianto per la produzione di carbone biochar che produce anche calore per alimentare le centrali del teleriscaldamento che forniscono calore e acqua calda alle abitazioni vicine, strutture che rappresentano circa il 60% del fabbisogno energetico della Svezia.

Il Biochar di Stoccolma viene prodotto attraverso pirolisi, un processo di combustione in ambiente quasi privo di ossigeno. Riscaldati fino a 800 gradi Celsius, la metà dei rifiuti dei giardini e dei parchi di Stoccolma si trasformano in biochar sostenibile durevole, mentre l’altra metà diventa un gas che viene utilizzato per riscaldare l’acqua che del sistema di teleriscaldamento locale.

Così, anche se viene rilasciata parte della CO2 che le piante avevano assorbito quando erano in vita, ma questa è di gran lunga inferiore a quella che sarebbe stata rilasciata se il verde urbano venisse  incenerito con mezzi convenzionali. E così, con questo nuovo processo, una fonte di energia già carbon-neutral è diventata qualcosa di ancora più rispettosa dell’ambiente e un potente strumento per estrarre carbonio dall’atmosfera.

Anche durante i test i risultati sono stati eccezionali: l’impianto pilota ha bruciato 1.200 Kg di rifiuti verdi, equivalenti alle emissioni annuali di 700 automobili e Dahllöf fa notare che «questo non comprende l’acqua calda e calore prodotti, che sono sufficienti a rifornire 80 appartamenti. Quando saremo a pieno regime, dovremmo riuscire a processare cinque volte quella quantità di rifiuti, il che significa che taglieremo l’equivalente delle emissioni di 3.500 automobili dalle strade e produrremo calore e acqua calda per alimentare 400 appartamenti».

La città di Stoccolma spera di chiudere questo cerchio virtuoso incoraggiando i proprietari di giardini a prendere sacchetti del biochar per utilizzarli ma il biochar sarà senz’altro utilizzato massicciamente nelle molte aree verdi pubbliche cittadine e gli ideatori del progetto sono convinti che alla fine la richiesta di biochar supererà di gran lunga produzione effettiva.

Intanto la Vatten sta pensando di utilizzare il progetto come un prototipo per impianti di teleriscaldamento altrove, sia in Svezia che all’estero: «Questi impianti potrebbero fornire energia verde ultra-pulita utilizzando i sottoprodotti delle attività agricole o forestali, una grande industria della Scandinavia» e il biochar potrebbe essere utilizzato ei campi o nelle concessioni forestali per aumentarne la fertilità.

Al progetto sembra molto interessata la California che ha già acquistato le attrezzature necessarie per fare i primi test. Dahllöf spiega che «In una regione vulnerabile alla siccità, i californiani sembrano essere particolarmente interessati nella capacità del biochar di trattenere l’umidità a di rilasciarla lentamente nel terreno, riducendo la necessità di irrigazione.

Il diverso utiizzo del biochar che interessa la California dmostra come questo prodotto e il processo di produzione di energia associato potrebbero estendersi ben oltre i confini della capitale svedese. Lo Stoccolma Biochar può contribuire a liberare i marciapiedi della capitale svedese dagli alberi di Natale abbandonati, ma può diventare qualcosa di molto più grande.