Livorno, il caso Aamps torna in Consiglio comunale: si va verso il concordato. E poi?

[11 dicembre 2015]

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Dopo due giorni di sciopero da parte dei lavoratori Aamps, l’azienda che a Livorno ha in carico i servizi di igiene urbana, stamattina è tornato a riunirsi il Consiglio comunale per dibattere sul futuro della municipalizzata, al 100% proprietà del Comune di Livorno. Dopo aver ricordato la precedente e «impegnativa seduta del 30 novembre», quando il Consiglio cadde nel caos per più di 12 ore, il sindaco Filippo Nogarin (nella foto) ha chiesto di «abbassare i toni» e ribadito agli astanti le proprie convinzioni: per l’Aamps si va verso il concordato preventivo in continuità.

Quello che abbiamo scelto è solamente uno strumento, che noi riteniamo il più adeguato, in questa situazione, a conciliare il mantenimento del servizio pubblico con la necessità di dover operare scelte aziendali tali da poter stare sul mercato. La decisione dello scorso Consiglio comunale di chiedere un rinvio per l’assemblea straordinaria (in programma per domani, ndr) è stato sicuramente utile e necessario per confermare, dal nostro punto di vista, che alternative a questa ipotesi sono percorribili solo passando da una falcidia del bilancio del Comune di Livorno che non dobbiamo, non possiamo e non vogliamo percorrere».

Nelle sue osservazioni, il sindaco pentastellato è poi entrato nel merito di «due temi giustamente sollevati dal sindacato nel tavolo di confronto, ovverosia il tema dei precari e quello dell’indotto. Sui precari ribadisco quello che ho già ripetutamente sostenuto: abbiamo già dato l’indirizzo già alla società, sia in sede di assemblea dei soci che al tavolo con i sindacati, affinché questa proceda nel più breve tempo possibile a porre in essere tutte le attività istruttorie necessarie e propedeutiche alle assunzioni. Sul tema dell’indotto, il piano del concordato, per il quale avremmo fino a 120 giorni di tempo per la predisposizione, naturalmente dovrà costituire un punto di equilibrio sostenibile da tutte le parti in causa. Da questo punto vista ci rendiamo da subito disponibili a sederci, a nuovi tavoli di confronto con la Cna, con la Confindustria, con i fornitori e con tutti gli altri soggetti coinvolti».

A oggi rimangono dunque ben pochi dubbi sull’esito dell’assemblea straordinaria dei soci Aamps (ovverosia, del Comune) prevista per domani, che punterà sul concordato nonostante la posizione contraria proprio da parte di quei soggetti – o almeno di una loro larga parte – verso i quali il sindaco ha dichiarato apertura. Molto meno certo continua a essere il futuro dell’Aamps e del suo rapporto con il territorio.

Tutti gli interrogativi evidenziati ieri su queste pagine rimangono sospesi, e con essi la realizzazione di un vero piano industriale per l’azienda e per la riorganizzazione del servizio che questa svolge nei confronti della cittadinanza. Di questi fondamentali aspetti il sindaco oggi non ha fatto cenno nelle sue parole, ma ha anzi ribadito che la «scelta di andare verso il concordato non ha niente a che fare con la nostra contrarietà, più volte ribadita, all’ingresso in  Retiambiente, la maxi azienda di Ato Costa. Con la massima onestà di sempre l’assessore Gianni Lemmetti ha riconosciuto come questa opzione, allo stesso modo della ricapitalizzazione o della ristrutturazione dei debiti niente hanno a vedere con la policy e la governance». Nonostante le opinioni politiche, i fatti continuano però ad avere la testa dura: Ato Costa e Retiambiente (il futuro gestore unico dell’area vasta) esistono, e – al contrario dell’Aamps – hanno già un loro piano industriale. Volenti o nolenti, Livorno non potrà fare a meno di farci i conti.

L. A.