Marpol, come cambia la disciplina sui rifiuti prodotti dalle navi

[19 novembre 2015]

navi mercantili

La disciplina Ue sugli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico si adegua alla nuova e più dettagliata classificazione dei rifiuti della convenzione di Marpol sulla prevenzione dell’inquinamento da rifiuti prodotti dalle navi: con direttiva pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi, l’Ue modifica la direttiva del 2000.

Per garantire la coerenza con le misure adottate dall’Organizzazione marittima internazionale (Imo) e per evitare incertezze tra gli utenti e le autorità portuali, la tabella (contenuta nell’allegato II direttiva 2000/59/CE) in cui figurano i diversi tipi e quantitativi di rifiuti e residui del carico da conferire o trattenere a bordo, si adattata alla nuova classificazione dei rifiuti. Nella tabella, inoltre, vengono inserite nuove informazioni sui tipi e sui quantitativi dei rifiuti prodotti dalle navi effettivamente conferiti agli impianti portuali di raccolta nell’ultimo porto di conferimento.

Del resto i dati esatti sui tipi e sui quantitativi dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico conferiti da una nave nell’ultimo porto sono essenziali per un calcolo preciso della presenza di una capacità di stoccaggio sufficiente a bordo di tale nave. Il calcolo della capacità di stoccaggio sufficiente costituisce un prerequisito per consentire alla nave di procedere verso il successivo porto di scalo senza aver conferito i rifiuti prodotti nonché per effettuare una corretta scelta delle navi da ispezionare. E ispezioni più mirate contribuiranno alla gestione efficace del traffico marittimo riducendo il tempo di sosta nei porti.

Una raccolta sistematica di dati accurati sul conferimento dei rifiuti può consentire una migliore analisi statistica della struttura dei flussi di rifiuti nei porti e può agevolare l’istituzione del sistema informativo e di controllo. Il controllo e lo scambio di informazioni, compreso il modulo di notifica dei rifiuti in formato elettronico si effettuano attualmente tramite il sistema dell’Unione per lo scambio di dati marittimi (SafeSeaNet), che dovrebbe essere collegato a un modulo di dichiarazione nella banca dati sul controllo da parte dello Stato di approdo.

La direttiva del 2000 ha l’obiettivo di ridurre gli scarichi in mare dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico, in particolare gli scarichi illeciti, da parte delle navi che utilizzano porti situati nel territorio della Comunità europea. Cerca quindi di migliorare la disponibilità e l’utilizzo degli impianti portuali di raccolta per tali rifiuti e residui e cerca di rafforzare la protezione dell’ambiente marino. Un obiettivo che può essere raggiunto anche grazie una migliore comunicazione fra gli Stati membri. L’attuazione della direttiva, infatti, può essere rafforzata istituendo un sistema d’informazione per individuare le navi che inquinano o potrebbero inquinare, sistema che sarebbe inoltre utile alla verifica dell’applicazione della direttiva.