Mercurio, l’Ue si appresta a cambiare il regolamento contro l’inquinamento

[9 febbraio 2016]

legge

L’Ue propone un nuovo regolamento sul mercurio per colmare le lacune in materia e per  migliorare la coerenza e la chiarezza giuridica.

L’Unione e ventisei Stati membri hanno firmato la convenzione internazionale di Minamata dal nome della città in cui si è verificato il peggior caso di inquinamento da mercurio tra il 1950 e il 1960. La convenzione affronta l’intero ciclo di vita del mercurio, dall’estrazione primaria alla gestione dei rifiuti, con l’obiettivo di proteggere la salute umana e l’ambiente dalle emissioni antropiche di mercurio e dei suoi composti nell’aria, nell’acqua e nel suolo. In particolare, stabilisce le restrizioni in materia di estrazione primaria e di commercio internazionale della sostanza, vieta la fabbricazione, l’importazione e l’esportazione di un’ampia gamma di prodotti con aggiunta di mercurio, prevede divieti o condizioni operative per diversi processi di fabbricazione che utilizzano, chiede di scoraggiare nuovi usi in prodotti e processi industriali e l’adozione di misure per ridurre le emissioni di mercurio provenienti dall’estrazione dell’oro a livello artigianale e su piccola scala e dalle attività industriali, anche attraverso l’uso delle migliori tecniche disponibili, e stabilisce che lo stoccaggio e la gestione dei rifiuti che lo contengono si svolga nel rispetto dell’ambiente.

Del resto il mercurio è una sostanza altamente tossica che rappresenta una minaccia grave e globale per la salute umana, anche a causa del metilmercurio contenuto nel pesce e nei frutti di mare, gli ecosistemi e la fauna selvatica. Vista la natura transfrontaliera dell’inquinamento da mercurio, tra il 40% e l’80% dei depositi complessivi di mercurio nell’Unione proviene da oltre i suoi confini e giustifica pertanto un’azione a livello locale, regionale, nazionale e internazionale.

A livello europeo il settimo programma di azione in materia di ambiente, fra l’altro, stabilisce l’obiettivo a lungo termine di un ambiente non tossico e, a tal fine, dichiara che è necessario agire per garantire la riduzione al minimo entro il 2020 dei significativi effetti negativi delle sostanze chimiche sulla salute umana e l’ambiente.

La legislazione dell’Unione copre già gran parte delle disposizioni della convenzione di Minamata. Ad esempio il regolamento del 2008 (il numero 1102) stabilisce il divieto di esportare mercurio e numerosi composti, qualifica come rifiuto il mercurio proveniente da talune fonti e stabilisce le norme relative allo stoccaggio. Altri strumenti contengono disposizioni ad hoc sul mercurio e i suoi composti: esiste il regolamento che istituisce un sistema di comunicazione applicabile anche alle importazioni di mercurio, esistono quelli che trattano dell’immissione nel mercato dell’Ue di una serie di prodotti con aggiunta di mercurio e stabiliscono i livelli massimi del contenuto. Inoltre ci sono le direttive che cercano di controllare, ridurre e, se esistono alternative senza mercurio, eliminare le fonti significative e le emissioni diffuse di mercurio, i composti e i rifiuti nell’ambiente.

Ma non esistono normative che riguardano altri aspetti della vita del mercurio come: l’importazione, l’esportazione di determinati prodotti con aggiunta di mercurio, l’uso in taluni processi di fabbricazione, i nuovi usi in prodotti e processi di fabbricazione, l’uso nell’estrazione dell’oro a livello artigianale e su piccola scala e l’uso nell’amalgama dentale.

Ecco perché partendo dal regolamento del 2008 – che costituisce l’unico atto giuridico dell’Unione sul mercurio che sarà abrogato e sostituito – l’Ue propone di integrare in un unico atto giuridico gli obblighi derivanti dalla convenzione che non sono ancora stati recepiti nel diritto europeo.