Migranti, in Toscana anche la siccità diventa occasione di integrazione (FOTOGALLERY)

Volontariato per la pulizia del Canale Nuovo in secca nel Comune di Capannori

[25 agosto 2017]

Mentre da Roma arrivano le drammatiche immagini del secondo sgombro di richiedenti asilo eritrei ed etiopi (che scappano da regimi figli del colonialismo e neo-colonialismo italiano), la Toscana sembra andare controcorrente: il 24 agosto più di 50 cittadini, immigrati e volontari di diverse associazioni hanno ripulito insieme il Canale Nuovo, nel Comune di Capannori, da quintali di rifiuti e in particolare da bottiglie, sacchi di plastica, carta, vetro, scarti edili ed oggetti di ogni tipo.

L’iniziativa è stata promossa dal Consorzio di bonifica Toscana Nord, dal Comune di Capannori, da Legambiente di Capannori e della Piana lucchese e dalle cooperative del territorio che gestiscono l’accoglienza dei migranti.

In una nota la Regione Toscana sottolinea che «La lotta alla siccità, dunque, diventa ancora una volta un’occasione di integrazione. Non è la prima volta, infatti, che in Toscana si realizza un’iniziativa del genere».

Tra i volontari c’era anche – e non è la prima volta – l’assessore regionale alla presidenza, Vittorio Bugli, a ripulire questa importante arteria irrigua del Capannorese da immondizia e rifiuti abbandonati. Bugli ha sottolineato che «Decine e decine di persone, tra cui molti migranti, hanno raccolto rifiuti e scarti che indebitamente erano stati gettati in questo canale, la cui ripulitura era estremamente importante per i cittadini e per le aziende, dato che la siccità ha colpito duramente il territorio. La siccità e la necessità di ripulire un’area da rifiuti lasciati incivilmente diventa, ancora una volta, un’occasione di integrazione sociale».

I soggetti coinvolti nella pulizia del Canale Nuovo hanno firmato una convenzione che secondo Bugli «E’ un altro tassello che va ad aggiungersi a convenzioni già siglate da altri consorzi toscani allo scopo di permettere la ripulitura degli argini di fiumi e canali grazie anche all’attività volontaria dei richiedenti asilo».