Nel porto di Amsterdam le navi faranno rifornimento di carburante prodotto con la plastica

Nel primo anno 35.000 tonnellate di spazzatura saranno convertite in 30 milioni di litri di carburante

[10 luglio 2018]

L’United Nations environment programme (Unep) ha reso noto che «Nel porto di Amsterdam è in costruzione un nuovo impianto che potrebbe rivoluzionare il modo in cui smaltiamo i rifiuti di plastica. Utilizzando la tecnologia rivoluzionaria, la struttura utilizzerà materie plastiche precedentemente non riciclabili per produrre carburante per le navi mercantili a motore diesel».

Il gruppo che sta realizzando l’impianto è Bin2Barrel, un’impresa olandese fondata nel 2012 dagli gestori di rifiuti Floris Geeris e Paul Harkema. Si tratta di una tecnologia di riciclaggio chimico che è già stata testata con successo, ma Bin2Barrel è la prima azienda a svilupparla per utilizzarla commercialmente.

L’Unep spiega che «Grazie ad una partnership con il porto di Amsterdam e una sovvenzione del governo olandese, l’impianto dovrebbe entrare in funzione entro la fine del 2018. Se tutto andrà bene, sarà la prima di 4 fabbriche “plastic to fuel” da costruire vicino al porto». Si stima che nel primo anno 35.000 tonnellate di spazzatura saranno convertite in 30 milioni di litri di carburante, valorizzando materiali che altrimenti andrebbero sprecati.

L’Unep è convinta che «Il progetto fornisce una moltitudine di benefici ambientali lungo l’intera catena di  valore»» e il  porto di Amsterdam dice che ci sarà una riduzione annuale di 57.000 tonnellate di emissioni di CO2. Per l’agenzia ambientale dell’Onu, «Il vantaggio più evidente è lo smaltimento dei rifiuti. La plastica utilizzata dalle fabbriche non è adatta al riciclaggio tradizionale e fino ad ora veniva  bruciata o finiva nelle discariche. Convertendola in carburante, la plastica ha una nuova vita e non finisce nell’ambiente come spazzatura. L’altro grande vantaggio è il combustibile effettivamente prodotto dalla fabbrica, che viene venduto all’industria marittima. Il diesel tradizionale richiede enormi quantità di energia per estrarlo, trasportarlo e alla fine bruciare. Poiché ignora il processo di produzione tradizionale, il diesel prodotto nello stabilimento di Bin2Barrel emetterà l’80%  in meno di CO2. Fornisce inoltre un’alternativa ai biocarburanti, che per produrli richiedono grandi quantità di terra e risorse».

Ma le critiche al progetto non mancano: diverse associazioni ambientaliste dicono che la waste to energy è una tecnologia che  impedisce la crescita di tipi di energia veramente rinnovabili, come il solare e il vento. I sostenitori di iniziative industriali di riciclo come “plastic to fuel” sostengono che fabbriche come queste sono necessarie, in quanto offrono un’opzione più rispettosa dell’ambiente rispetto a quelle dipendenti dai combustibili fossili e allo stesso tempo affrontano la crescente sfida dell’inquinamento da plastica.

Roon van Maanen, a capo della Circular & Renewable Industry nel porto di Amsterdam, è convinto che la fabbrica Bin2Barrel sia molto importante: «L’utilizzo e la mancanza di un corretto processamento della plastica causano un enorme inquinamento in tutto il mondo. Bin2Barrel introduce una tecnologia innovativa e urgentemente necessaria che ci consentirà di utilizzare un flusso di rifiuti, attualmente non riciclabile, in un modo che ha perfettamente senso. Creando un nuovo prodotto da un rifiuto altrimenti problematico, questa fabbrica aiuterà la transizione del Porto verso un’economia circolare».

L’Unep però mette alcuni paletti: «Inutile dire che per garantire un futuro sostenibile, dobbiamo allontanarci dai combustibili fossili». I fondatori di Bin2Barrel lo riconoscono e considerano “plastic to fuel “ come un passaggio intermedio: «Alla fine del gioco, la compagnia non deve essere un importante produttore di carburante, ma piuttosto rivolgersi al riciclaggio delle materie plastiche e sostenere un’economia circolare». L’obiettivo finale di Bin2Barrel  è «L’implementazione del riciclaggio chimico, al fine di consentire la creazione di nuove materie plastiche». Una volta che la tecnologia sarà commercialmente matura, Bin2Barrel vuole concentrarsi sulla trasformazione dei rifiuti di plastica per produrre componenti chimici preziosi da riutilizzare per fabbricare prodotti completamente nuovi.