Nucleare, il Movimento 5 Stelle chiede lo stop ai depositi temporanei a Saluggia

Enea: tecnologie innovative per il decommissioning nucleare grazie al progetto MetroDecom

[6 ottobre 2017]

Il deputato del Movimento 5 Stelle  Mirko Busto sottolinea che «Dopo lunghi ritardi, finalmente l’Italia si è dotata di un programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, evitando per un soffio la procedura di infrazione europea. Nel programma viene indicato chiaramente l’obiettivo di terminare il Deposito Nazionale entro il 2024, per collimare la necessità di stoccaggio delle scorie riprocessate di ritorno dalla Francia. A questo punto, dato che sarà pronto tra soli 8 anni, non ha più senso costruire i nuovi depositi temporanei di Saluggia previsti dall’appalto Cemex, dato che le scorie solidificate potranno confluire direttamente nel deposito nazionale».

Busto denuncia che «Dopo una lunga storia di mazzette, ritardi e segnalazioni (anche nostre) all’autorità nazionale anti corruzione, l’appalto Cemex è stato finalmente tolto alla società petrolifera Saipem per “manifesta incapacità” nella progettazione e realizzazione dell’impianto di solidificazione delle scorie che ha realizzato – in quattro anni – solo il 10% di quanto pattuito. Ma questa triste vicenda ha messo in luce come l’ombra della corruzione che da tempo aleggia anche in un settore tanto importante e critico per la sicurezza della salute di noi tutti».

Il deputato pentastellato si chiede: «Perché quindi bandire di nuovo questo appalto mantenendo la costruzione di depositi inutili? Forse neppure la Sogin, azienda di Stato interamente finanziata con il denaro dei cittadini italiani, crede ai piani del governo messi nero su bianco nel programma nucleare? Oppure queste ennesime opere inutili, sono una ulteriore occasione per appalti truccati come già avvenuto per il caso Cemex?». Busto conclude sottolineando che «In ogni caso c’è da tenere alta l’attenzione su questo tema perché, oltre alle classiche mangiatoie di denaro pubblico, il rischio è che questi depositi nati per essere temporanei finiscano per rimanere a Saluggia per sempre, in piena zona a grave rischio alluvionale. Per questi motivi siamo tornati a chiedere chiarimenti al Ministro dell’ambiente, chiedendo di fermare i depositi temporanei e di concentrarsi sulla costruzione del Deposito unico e sulla pubblicazione della carta delle aree idonee alla sua realizzazione (Cnapi) che giace ormai da tempo nei cassetti del ministero senza alcun motivo valido, di fatto bloccando l’iter di realizzazione del deposito stesso».

Intanto l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) annuncia di ver sviluppato – nell’ambito del progetto di ricerca “Metrology for decommissioning nuclear facilities” (MetroDecom), finanziato con 5 milioni di euro dalla Commissione europea, nel quadro dell’European Metrology Research Programme (Emrp) –  «nuovi strumenti tecnologici per le attività di misurazione relative allo smantellamento degli impianti nucleari» i cui punti di forza sono «Maggiore affidabilità, sicurezza e qualità delle misure ma anche certezza nella determinazione dei costi ed economicità».

Grazie a MetroDecom è stato realizzato anche il Free release measurement facility (Frmf) , un prototipo di impianto automatico per la preselezione dei rifiuti radioattivi prima dell’invio in deposito. L’Enea dice che, sempre grazie al progetto «sono stati sviluppati nuovi metodi di caratterizzazione radiologica dei diversi tipi di materiali presenti nei siti nucleari in fase di smantellamento, incluse tecniche di mappatura della contaminazione radioattiva e metodi di campionamento e analisi automatizzati, come anche metodologie innovative per il monitoraggio radioattivo e nuovi materiali per la qualificazione degli apparati sviluppati nell’ambito del progetto stesso».

All’Enea spiegano che «Il progetto MetroDecom punta a dotare il sistema degli operatori nucleari di strumenti e metodi metrologici innovativi, ma anche di nuove tecniche di taratura per una maggiore riferibilità ed economicità delle misurazioni effettuate nell’ambito dei programmi di decommissioning».

Oltre all’Istituto nazionale di metrologia delle radiazioni ionizzanti (Inmri), a  MetroDecom  partecipano l’Istituto metrologico della Repubblica Ceca, che coordina il progetto, il Joint research centre (Jrc) dell’Unione europe, 10 grandi Istituti metrologici primari e imprese ed operatori nucleari europei.

Il contributo dell’Inmri dell’Enea ha riguardato in particolare lo sviluppo di nuovi metodi di misura della contaminazione superficiale dei rifiuti radioattivi. Inoltre, in collaborazione con la filiale italiana di AirLiquide, leader mondiale per gas, tecnologie e servizi per la sanità e l’industria, l’Enea spiega di ver messo a punto «un innovativo sistema per la separazione criogenica della CO2 dall’aria, utile per il monitoraggio dei gas radioattivi contenenti C-14, l’isotopo radioattivo del carbonio, nei depositi e impianti nucleari».

Pierino De Felice, dell’Inmri Enea, conclude: «La disponibilità di strumenti e metodi metrologici all’avanguardia, nonché di materiali di riferimento e tecniche di taratura innovative, permettono misurazioni più accurate e confrontabili e per questo sono indispensabili per una maggiore economicità ed affidabilità delle attività di smantellamento. Grazie alla sinergia e allo scambio di know-how tra il sistema europeo degli Istituti Primari di metrologia, gli enti di ricerca e le aziende costruttrici di apparecchiature per il monitoraggio radiologico, sono stati sviluppati prototipi e impianti, poi testati presso il Jrc di Ispra, anche a beneficio della competitività dell’industria europea».