Wwf: «Per vincere questa battaglia servono nuove regole e investimenti». Soddisfatti anche Marevivo e Greenpeace

Nuova direttiva Ue sulla plastica usa e getta, Legambiente: «Passo fondamentale per contrastare il marine litter»

Ora una norma anche sulle bottiglie di plastica e misure più stringenti e obiettivi temporali ben definiti

[28 maggio 2018]

Secondo Stafano Ciafani il progetto di direttiva sulla riduzione dell’inquinamento da plastica presentato oggi dalla Commissione europea è «un primo e fondamentale passo per contrastare il marine litter, una delle due più gravi emergenze ambientali globali insieme ai cambiamenti climatici, e più in generale per ridurre gli impatti che l’uso non responsabile di questo materiale causa all’ambiente. Non tutte le misure previste però affrontano alla radice i problemi veri. Mancano ad esempio norme sui bicchieri di plastica usa e getta e sull’eliminazione di sostanze tossiche. L’assenza di obiettivi specifici di riduzione per gli Stati membri, inoltre, rischia di essere controproducente. Per questo chiediamo al Parlamento e al Consiglio di mettere in atto obiettivi concreti e attuabili nel breve periodo per andare oltre la plastica monouso e per alimentare sempre di più il modello di economia circolare europeo con la gestione dei rifiuti plastici».

Legambiente accoglie quindi con favore le nuove norme proposte dalla Commissione europea per i prodotti di plastica monouso e per gli attrezzi da pesca perduti e abbandonati, che ora passeranno ora al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio e Cifani aggiunge: «Su questo tema l’Italia può vantare una indiscussa leadership normativa, essendo stata la prima a mettere al bando gli shopper di plastica, i cotton fioc non biodegradabili e le microplastiche nei cosmetici. E’ importante ora che tutta Europa faccia fronte comune, promuovendo le misure previste anche a tutti gli altri Paesi del Mediterraneo. Chiediamo al Parlamento europeo e ai ministri dell’Ue, che nei prossimi mesi discuteranno di queste norme, di mettere in atto obiettivi ancora più stringenti, prevedendo una revisione intermedia non dopo sei ma tre anni dall’entrata in vigore in modo da garantire una sua applicazione più efficace».

Il Cigno verde sottolinea che «nella direttiva europea va inoltre prevista una norma anche sulle bottiglie di plastica. Oltre la responsabilità dei produttori e l’obiettivo di raccogliere entro il 2025 il 90% delle bottiglie in Pet, la direttiva deve spingere sull’uso delle acque del rubinetto più controllate, sane e meno inquinanti di quelle in bottiglia».

Secondo l’ultimo rapporto Beach Litter di Legambiente, solo sulle spiagge italiane il 31% dei rifiuti censiti è stato creato per essere gettato immediatamente o poco dopo il suo utilizzo. Parliamo di imballaggi di alimenti, carte dei dolciumi, bastoncini per la pulizia delle orecchie, assorbenti igienici, barattoli e latte alimentari, mozziconi di sigaretta. I rifiuti plastici usa e getta sono stati rinvenuti nel 95% delle spiagge monitorate, a dimostrazione della gravità del problema.

Anche il Wwf considera le misure proposte dalla Commissione Ue «un passo essenziale che va nella giusta direzione», ma aggiunge che «gli obiettivi ambiziosi di riduzione devono essere adottati a livello nazionale per quegli elementi che non sono stati esplicitamente vietati, e accompagnati da un’azione più forte a livello internazionale».

La presidente italiana del Panda, Donatella Bianchi, ha rivolto «un plauso alla risposta politica dell’Ue ai numerosi appelli dell’opinione pubblica sugli impatti dei rifiuti marini sugli oceani. Tuttavia – ha precisato – si tratta di un problema globale al quale bisogna rispondere con una soluzione globale ma al tempo stesso lavorare su scala nazionale e di bacino per coinvolgere tutte le categorie interessate alla salvaguardia del Mare Nostrum nella battaglia contro la plastica. Conviene a tutti lavorare per un Mediterraneo in buono stato di salute: diciamo no alla previsione di avere più plastica che pesci nei prossimi anni, ma per vincere questa battaglia servono nuove regole e investimenti. Incoraggiamo l’Ue e i suoi Stati membri a sostenere il processo dell’Assemblea ambientale delle Nazioni Unite (Unea) per eliminare il rilascio di plastiche negli oceani e chiedere di adottare un ‘Accordo di Parigi’ per i nostri mari».

Per quesyto ora il Wwf «esorta il Parlamento europeo e il Consiglio ad essere più ambiziosi stabilendo obiettivi di prevenzione e riduzione più chiari per garantire parità di condizioni in tutta l’Ue e includere misure aggiuntive per ridurre la plastica dalle attività di pesca. Le iniziative intraprese nell’Unione europea possono aprire la strada affinché altri possano seguire e migliorare le iniziative».

Sulla questione interviene anche Raffaella Giugni, responsabile relazioni istituzionali di Marevivo: «Questo traguardo testimonia la lungimiranza di Marevivo. Già prima che arrivasse questa proposta, infatti, la nostra associazione si è battuta per ottenere la legge contro le microplastiche nei cosmetici da risciacquo e dei cotton fioc non biodegradabili. L’Italia, grazie alla nostra azione, è stata all’avanguardia, il primo Paese dell’Ue a farlo, ed è stato per noi un grande risultato. Anche Bruxelles ha capito che l’inquinamento da plastica non può più aspettare. L’obiettivo dovrebbe essere fissato a breve termine. Su questo tema c’è una grande mobilitazione a livello mondiale. Negli Stati Uniti, a Malibu, in California, a Seattle e in Florida, come sottolinea l’organizzazione Strawfree.org, le cannucce sono già state messe al bando. L’Italia e i Paesi membri dell’Ue devono fare di più e presto. È solo grazie all’impegno collettivo di tutti coloro che supportano il lavoro delle associazioni come la nostra, e all’adozione di iniziative europee che la lotta alla marine litter potrà avere delle armi di difesa in più».

Anche Greenpeace, insieme alla coalizione ReThink Plastic Alliance, accoglie favorevolmente la nuova proposta di direttiva della Commissione Europea sulla plastica usa e getta e la considera «un primo passo, importante e positivo, verso la riduzione degli imballaggi e dei contenitori in plastica monouso», e Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia, conclude: «Se vogliamo invertire la rotta, è fondamentale eliminare al più presto tutti quegli oggetti per i quali sono già disponibili alternative sostenibili. La proposta della Commissione Ue è un buon passo avanti ma è necessario avere più coraggio e ambizione: chiediamo ai membri del Parlamento europeo di definire obiettivi precisi sulla riduzione della produzione e immissione sul mercato di imballaggi monouso. La proposta, altrimenti, è inefficace e non sufficiente per affrontare il grave inquinamento da plastica dei nostri mari»