Una nuova fonte di biomateriali sostenibile: i gusci dei frutti di mare

Utilizzarli anche per diminuire l’impatto delle cave di calcare

[6 luglio 2017]

Ogni anno l’industria di frutti di mare scarta più di  7 milioni di tonnellate di gusci di molluschi come rifiuti indesiderati  e quasi tutti finiscono nelle discariche o vengono smaltiti in mare.

Ora James Morris e un team di ricercatori dell’ Institut royal des sciences naturelles del Belgio stanno analizzando opzioni ambientalmente ed economicamente sostenibili per riutillizzare questi biomateriali.

Morris sottolinea che «I gusci dei molluschi sono visti da parte delle industrie dell’acquacoltura e dei rutti di mare come “rifiuti fastidiosi” e in gran parte vengono smaltiti in discarica. Questa non è solo una pratica costosa ed ecologicamente dannosa ma è uno spreco colossale di biomateriali potenzialmente utili».

Una delle applicazioni più interessanti proposte dal team di Morris è quella di utilizzare i gusci per ripristinare le scogliere danneggiate per coltivare le ostriche e per consentire la crescita di nuove ostriche. Il ripristino di queste barriere richiederebbe così un basso investimento  e meno fatica e potrebbe avere enormi vantaggi ecologici: «Popolazioni di molluschi sani possono dare molti benefici all’ambiente: ripulendo le acque, fornendo una struttura complessa per ospitare altri organismi per e anche come struttura di protezione del litorale», spiega or Morris.

Inoltre, i gusci di molluschi sono costituiti per oltre il 95%, da carbonato di calcio che viene utilizzato in molte applicazioni agricole e di ingegneria. Le conchiglie frantumate possono essere sparse sui campi per tenere sotto controllo are l’acidità del suolo o utilizzate per alimentare le galline ovaiole per fornire loro un supplemento di calcio. Il carbonato di calcio è anche un ingrediente comune nel conglomerato cementizio ed ha trovato un impiego aggiuntivo nel trattamento efficace delle acque reflue. Purtroppo, la stragrande maggioranza di carbonato di calcio del mondo proviene da cave di calcare, spesso ecologicamente dannose e non sostenibili.

Per Morris, «Il riutilizzo dei rifiuti delle conchiglie è un perfetto esempio di un’economia circolare, dato che i gusci sono un biomateriale particolarmente prezioso, non solo migliorano la sostenibilità dell’industria  dell’acquacoltura facendolo progredire, ma può anche fornire benefici economici secondari i ai produttori e trasformatori di molluschi».

Infatti, secondo la  ricerca, i gusci di molluschi possono agire come una fonte secondaria di carbonato di calcio e il team di Morris spera che possano un’alternativa più sostenibile all’estrazione di calcare e che il loro lavoro metterà in risalto il valore economico del riciclo e del riutilizzo di questi gusci scartati.

Morris, conclude ricordando che attualmente la procedura di smaltimento corretto dei gusci è quella di conferirli in discarica, «Il che costa un sacco di soldi e può essere un grande onere per gli allevatori di molluschi e i produttori di frutti di mare. Trovare semplicemente un impiego per i gusci, evitando di portarli in discarica, ha già un valore economico!»