Nuova vita al legno. Rilegno, in Italia il 61% degli imballaggi viene avviato al riciclo

Nel 2016 avviate al riciclo 1.627.000 tonnellate, +3,64%

[12 maggio 2017]

Nel 2016 in Italia sono state avviate al riciclo 1 milione 627mila tonnellate di rifiuti di legno e oltre 720mila tonnellate sono state rigenerate e reimmesse al consumo, quanto basterebbe per riempire 27 volte il Colosseo.

Rilegno, il Consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno, spiega che «il legno non muore mai. Diamo nuova vita al legno. La mission di è scritta nella natura stessa di questa materia prima naturale e sostenibile per eccellenza, da sempre utilizzata dall’uomo nelle sue attività artigianali, industriali e commerciali».

Rilegno sottolinea dunque che nel 2016 si è registrata una crescita sostanziale del flusso dei rifiuti avviati a riciclo: «A fine anno sono state riciclate 1.627.000 tonnellate, 47mila in più rispetto all’anno precedente, pari a un +3,64%, riavvicinando così le performances medie al periodo 2007 – 2011. Oltre all’incremento dei flussi avviati al riciclo tradizionale, si registra la continua crescita nel settore della rigenerazione dei pallet, arrivato a superare le 721mila tonnellate recuperate, equivalenti a circa 45 milioni di unità reimmesse al consumo previa cernita e/o riparazione. Complessivamente, sommando riciclo, riutilizzo e recupero energetico la quota complessiva di recupero dei rifiuti di imballaggio sale al 63,52%, consolidando il fondamentale contributo di Rilegno nel perseguimento degli obiettivi del sistema italiano. Una quantità enorme di nuova materia prima che si trasforma in pannello truciolare, semilavorato per l’industria del mobile, un vero “nutrimento” per il comparto dell’arredo nazionale, utile anche in settori come l’edilizia».

Cifre che sono state presentate durante l’Assemblea di Rilegno che si è tenuta a Cesenatico, e che ha constatatato che nel 2016 il numero dei consorziati è cresciuto di 45 unità, arrivando a 2.372.

A Rilegno spiegano che «il sistema di recupero e riciclo può contare su un network di 410 piattaforme private, capillarmente diffuse sul territorio, al servizio del tessuto industriale e commerciale. L’attività di Rilegno non riguarda solo i rifiuti di imballaggio (pallet, cassette, casse e gabbie industriali) ma, grazie all’accordo sottoscritto con Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), anche gli altri rifiuti legnosi che provengono dal circuito domestico. Rilegno attraverso le sue convenzioni garantisce il ritiro dei rifiuti di legno in 4.429 Comuni italiani, per un numero di abitanti che supera i 41 milioni. Infine, Rilegno sostiene economicamente il sistema del recupero: ogni anno infatti il Consorzio impiega circa 22 milioni di euro per co-finanziare le attività di raccolta e avvio a riciclo».

Per l’immediato futuro il Consorzio Rilegno sta implementando progetti legati alla logistica e alla tracciabilità dei flussi dei rifiuti da imballaggio.

Nicola Semeraro, presidente di Rilegno, conclude: «Il legno è un materiale naturale, prezioso, riciclabile all’infinito La sua valorizzazione da rifiuto a risorsa per il circuito produttivo e industriale genera benefici ecologici ed economici: riciclare il legno significa risparmiare energia, migliorare la qualità dell’aria evitando gli sprechi. L’industria italiana del riciclo del legno è  un’eccellenza riconosciuta in Europa e funziona grazie a Rilegno. Le percentuali di riciclo sono molto soddisfacenti e costantemente oltre i limiti fissati dalla legge e ci permettono di guardare con ottimismo anche ai target che la Commissione Europea sta definendo per il futuro, con un innalzamento della quota di riciclo che dovrà arrivare all’80% entro il 2030».