Ieri inaugurato a Siena da Sei Toscana e Eco.Energia un nuovo punto di raccolta

Oli alimentari esausti, in un anno raccolti in Toscana 500mila chilogrammi

Ne basta 1 non raccolto correttamente per inquinare circa 1.000 metri quadrati di qualsiasi specchio d’acqua

[17 giugno 2016]

oli alimentari esausti

Nel corso dell’ultimo anno in Toscana sono state raccolti 500mila chilogrammi di oli alimentari esausti, di provenienza domestica o da utenze produttive, confermandosi tra le Regioni più virtuose nella gestione di questa speciale tipologia di rifiuto con 83 punti di raccolta Olly(R) presenti sul territorio. Da ieri, a Siena è presente – presso il supermercato Coop delle Grondaie – un box in più, in modo da facilitare ulteriormente la raccolta ai cittadini. L’apertura del nuovo punto di raccolta si inserisce infatti nel progetto di area vasta che l’Ato Toscana Sud insieme al gestore dei rifiuti Sei Toscana sta progressivamente estendendo a tutto il bacino di riferimento.

Eco.Energia, l’azienda cui Sei Toscana ha affidato il servizio per la provincia di Siena, si occuperà del ritiro e del lavaggio dei bidoncini, raccogliendo al contempo l’olio conferito ed evitando così gli effetti dannosi che uno smaltimento sbagliato dell’olio comporta; quando il bidoncino sarà pieno, l’utente potrà riportarlo al box di raccolta per poi ritirarne uno pulito.

«Obiettivo del progetto – ha commentato Furio Fabbri, presidente di Eco.Energia – non è soltanto quello di raccogliere in modo corretto l’olio esausto, ma trasformare questo particolare rifiuto in risorsa. L’olio vegetale esausto, infatti, può essere trasformato in biocarburante, può essere utilizzato per la cogenerazione, con lo sfruttamento dell’energia termica prodotta dal sistema, oppure per la produzione di bioasfalto. Un progetto in via di sperimentazione, nato a Washington, infatti, prevede la sostituzione del petrolio greggio con l’olio vegetale esausto come matrice per la copertura del manto stradale».

Si tratta di progressi importanti sotto il profilo ambientale. Raccogliere correttamente l’olio di cucina e avviarlo a recupero, infatti, consente di evitare inquinamenti rilevanti. In Italia si producono ogni anno circa 280.000 tonnellate di oli esausti da cucina, di cui oltre il 50% da utenze domestiche; questo significa che ogni persona consuma circa 2.3 kg di olio all’anno, gran parte del quale finisce poi nel lavandino creando ingenti danni all’ambiente: basti pensare che 1 kg di olio vegetale è sufficiente a coprire circa 1.000 metri quadrati di qualsiasi specchio d’acqua.

«È molto importante – ha sottolineato Paolo Mazzini, assessore all’Ambiente del Comune di Siena   – riuscire a intercettare rifiuti come l’olio domestico che sono particolarmente dannosi per l’ambiente». Nelle casine Olly(R) vengono recuperati circa 2.000 kg di olio ogni mese, che altrimenti finirebbero nel sistema fognario compromettendone la potabilità, oltre che generare onerosi costi di depurazione per le amministrazioni locali e, dunque, dei cittadini. «Sei Toscana ha affidato la raccolta dell’olio esausto ad aziende specializzate – chiosa Roberto Paolini, presidente di Sei Toscana – per garantire ai cittadini un servizio efficiente e con l’obiettivo di trasformare in risorsa qualcosa che, ancora oggi, viene considerato prevalentemente un rifiuto».