Per evitare i nuovi divieti Ue, basterebbe vendere come riutilizzabili i prodotti in plastica monouso

Rethink Plastic Alliance: «Il Parlamento europeo deve colmare le lacune»

[11 ottobre 2018]

Secondo la Rethink Plastic Alliance, per sfuggire ai divieti previsti dalla bozza di legge sulle plastiche monouso in discussione al Parlamento europeo,  i produttori di plastica  protrebbero semplicemente ridefinire come riutilizzabili  prodotti come i bicchieri di plastica usa e getta.

Greenpeace European Unit, che fa parte della colazione di ONG che hanno dato vita a Rethink, ricorda che «La commissione ambiente del Parlamento europeo ha votato una proposta che introdurrebbe nuove regole sulla plastica, tra cui il divieto di alcuni prodotti in plastica monouso responsabili dell’inquinamento marino, e impone ai governi europei di fissare obiettivi di riduzione per gli altri.

Gli ambientalisti  temono che «la definizione proposta dalla Commissione per gli  articoli in plastica “monouso” sia troppo ristretta e possa portare facilmente i produttori a evitare i divieti e che consentirebbe loro di ignorare gli obiettivi di riduzione e altre misure per ridurre l’inquinamento da plastica».  La definizione sostenuta dalla Commissione ambiente dell’Europarlamento riguarda qualsiasi prodotto di plastica «progettato o immesso sul mercato per essere usato una sola volta in un breve lasso di tempo prima che venga scartato».

Kevin Stairs​, direttore per le politiche per la chimica di Greenpeace UE, ha detto a m nome della Rethink Plastic Alliance che «Questa lacuna è una grave mancanza da parte del Parlamento e va contro il senso comune. Tutti riconoscono un bicchiere di plastica o una cannuccia usa e getta quando ne vedono uno: le imprese li commercializzerano semplicemente come riutilizzabili e non fermeranno l’inquinamento dei nostri fiumi e oceani. Una tartaruga soffocata su plastica ri-etichettata è sempre una tartaruga morta».

All’elenco degli articoli vietati originariamente proposto dalla Commissione europea, la commissione ambiente dell’Europarlamento ha aggiunto sacchetti di plastica ultra-leggeri, i contenitori per alimenti e bevande in polistirolo e i prodotti in plastiche oxo-degradabili, cioé materie plastiche apparentemente biodegradabili, che in realtà si rompono in minuscoli frammenti che contribuiscono all’inquinamento da microplastiche dannoso per gli oceani e altri ecosistemi. Le norme proposte richiederebbero anche bottiglie di plastica con il 35% di plastica riciclata e di introdurre obiettivi di raccolta e riciclaggio per gli attrezzi da pesca, uno dei maggiori problemi per l’inquinamento marino.

Nella settimana che inizia il  22 ottobre il Parlamento europeo voterà in plenaria le proposte della Commissione ambiente e il 9 ottobre il movimento globale Break Free From Plastic ha pubblicato i risultati di 239 clean-ups and brand audits realizzati raccogliendo e catalogando rifiuti in 42 Paesi in 6 continenti, rivelando l’estensione dell’inquinamento da plastica e che i maggiori responsabili sono multinazionali come  Coca-Cola, PepsiCo e Nestlé. Lo stesso giorno, una petizione firmata da 260.000 persone che chiede leggi per poter ritenere le imprese responsabili dell’inquinamento plastico è stata consegnata ai membri della Commissione ambiente del Parlamento europeo da Rethink Plastic, Break Free From Plastic e Sum of Us.