Piano regionale dei rifiuti. La posizione di Cispel

[19 settembre 2013]

Dopo la presentazione di questa mattina della bozza di piano regionale dei rifiuti, di cui si attendono ancora gli atti, cominciano ad arrivare i primi commenti. Pubblichiamo di seguito la posizione di Confservizi Cispel Toscana, tramite il suo presidente Alfredo De Girolamo. 

La presentazione della proposta di Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti da parte della Giunta rappresenta una decisione importante che consente di avviare la discussione in Consiglio Regionale con l’obiettivo di approvarlo entro la fine dell’anno. Un obiettivo che riteniamo debba essere garantito, in modo da assicurare una cornice pianificatoria chiara e stabile alle politiche per i rifiuti urbani e speciali per i prossimi anni e per poter accedere ai fondi europei dal 2014.

Riteniamo indispensabile, come annunciato dal Presidente Enrico Rossi e dall’Assessore all’Ambiente Anna Rita Bramerini, che l’approvazione del piano coincida in Consiglio con la modifica della legge regionale, in modo che si possa semplificare la pianificazione eliminando i Piani provinciali, attribuendo alla Regione compiti di autorizzazione per gli impianti di rilevanza regionale (discariche e termovalorizzatori) e modificando il tributo speciale per il conferimento in discarica.

Ci auguriamo che il testo della proposta di Piano dia risposte chiare e positive ad alcuni argomenti che sono stati anticipati e discussi negli scorsi mesi:

A) L’obiettivo di raccolta differenziata al 70% al 2020 e di riciclaggio al 60% è ambizioso, va oltre gli obiettivi nazionali ed europei ed è raggiungibile solo se accompagnato da forti misure di sostegno al mercato del recupero;

B) E’ preferibile non introdurre obiettivi numerici, per quanto indicativi, al recupero energetico (20%) e discarica (10%), in assenza di alcuna indicazione in questo senso della normativa europea e nazionale. E’ preferibile lasciare alle Ato il compito di definire il destino del 30% raccolto in forma indifferenziata e degli scarti della raccolta differenziata, secondo la gerarchia europea (prima recupero energetico e poi discarica). L’introduzione di obiettivi numerici, oltretutto a scala di singoli Ato e non regionale, rischia di irrigidire il sistema, e di complicare inutilmente gli iter realizzativi ed autorizzativi dei nuovi impianti previsti dai piani, considerando anche la difficoltà di pianificare i flussi di cdr/css;

C) E’ assolutamente necessario che le nuove previsioni del Piano Regionale non interferiscano in alcun modo nei processi di autorizzazione, costruzione e gestione degli impianti oggi operativi e autorizzati, di quelli in fase di costruzione, di quelli già oggetto di procedure di gara aggiudicate.

La discussione sul piano regionale può essere davvero l’occasione per una riflessione di lungo periodo sull’assetto impiantistico di questa regione, incentivando processi decisionali tesi ad arrivare nel medio periodo ad una dotazione impiantistica moderna ed efficiente, basata su scale industriali e capace di garantire l’autosufficienza regionale sia per i rifiuti urbani che speciali.