Pile e accumulatori, l’Italia si adegua alla normativa europea

Si va verso l'archiviazione della procedura d'infrazione aperta in merito dall'Ue

[18 febbraio 2016]

pile e accumulatori

L’Italia si adegua alla normativa europea sulle pile portatili e accumulatori contenenti cadmio. Potrà, dunque, essere archiviata la procedura d’infrazione avviata dalla Ue per il mancato recepimento della direttiva europea 56 del 2013.

Il Consiglio dei Ministri – su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti – ha infatti approvato definitivamente il decreto legislativo di attuazione della direttiva del 2013, ossia della direttiva che ha modificato quella del 2006 sulle pile, gli accumulatori e i relativi rifiuti di questi prodotti.

La direttiva del 2013 – che doveva essere recepita entro il primo luglio 2015 – estende il divieto di immissione sul mercato ad alcuni prodotti i quali non erano in precedenza interessati dal divieto. Vengono, infatti, stabiliti specifici limiti temporali al divieto di immissione sul mercato di pile a bottone con un tenore di mercurio non superiore al 2% in peso, fino al primo ottobre 2015 e di pile e accumulatori portatili destinati ad essere utilizzati in utensili elettrici senza fili, fino al 31 dicembre 2016.

Fino a quella data l’industria del riciclaggio e i consumatori lungo l’intera filiera avranno la possibilità di adeguare ulteriormente le pertinenti tecnologie sostitutive in tutte le regioni dell’Unione in modo uniforme. A tale proposito il provvedimento italiano – che si conforma alle disposizioni della direttiva – stabilisce un termine di sei mesi per permettere ai produttori di conformarsi all’obbligo di fornire istruzioni sulla corretta rimozione dei rifiuti di pile e accumulatori ai professionisti qualificati indipendenti.