Piombino, per sciogliere l’impasse Aferpi il ministro Calenda punta all’insolvenza prospettica

Ieri il vertice presso il ministero dello Sviluppo economico, aggiornato al prossimo martedì

[31 gennaio 2018]

Sono bastati pochi minuti a Roma, presso la sede del ministero dello Sviluppo economico, per aggiornare lo stato dell’arte riguardo la presenza di Aferpi a Piombino: come riferiscono dal Comune, il ministro Calenda ha aggiornato i presenti – la viceministra Bellanova, il commissario Nardi, il presidente della Regione Toscana Rossi, il vicesindaco di Piombino Ferrini, i rappresentanti sindacali nazionali e territoriali – sugli sviluppi dell’azione giudiziaria mirata all’inadempienza e sull’accertamento dell’insolvenza per Cevital, ribadendo che l’obiettivo è costringere l’imprenditore a cedere lo stabilimento, chiarendo che l’azione legale è soltanto uno strumento di pressione per arrivare a questo. Preso atto che i tempi dell’iter sono troppo lunghi per la soluzione della vertenza, Calenda ha chiesto dunque all’amministrazione straordinaria di produrre gli atti da presentare al Tribunale per invocare l’insolvenza prospettica e quindi la messa in amministrazione straordinaria. Per questo motivo la riunione è stata aggiornata al prossimo martedì.

«L’accelerazione che il ministro Calenda ha dato per verificare una volta per tutte se esistono le condizioni per la messa in amministrazione straordinaria per insolvenza prospettica consentirà – afferma Ferrini – di fare chiarezza su una vicenda che si protrae ormai da tempo senza trovare una soluzione per il territorio e per i lavoratori coinvolti. Martedì vedremo i risultati di questa verifica e capiremo quale sarà la strada. Nel frattempo auspichiamo che la mossa del ministro possa indurre la proprietà a rivedere la rigidità delle proprie posizioni che di fatto bloccano lo stabilimento di Piombino in un limbo surreale e drammatico».

Nel frattempo, anche Rossi ha apprezzato che il ministro abbia deciso di riconvocare il tavolo per martedì prossimo. Nell’immediato la principale preoccupazione del presidente riguarda la gara che, indetta dalle Ferrovie, sta per partire per chiedere la fornitura di binari per la rete italiana: è fondamentale che la siderurgia di Piombino possa partecipare alla gara, altrimenti – sottolineano dalla Regione – il valore dello stabilimento si ridurrà e si avranno riflessi drammatici sulla stessa occupazione.