Piombino, un altro piccolo passo in avanti per porto e polo siderurgico

[6 dicembre 2013]

Piombino e il suo insediamento industriale, i cui destini sono legati a stretto filo con quelli del futuro della città, sono tornati al centro di un’intensa attività politica. L’occasione è stata quella della riunione di insediamento del gruppo di lavoro tecnico presso il Ministero dello Sviluppo Economico, tenutasi questa mattina a Roma, con la partecipazione dei rappresentanti dei ministeri dell’Ambiente, delle Infrastrutture e del Lavoro, della Regione Toscana, del Commissario della Lucchini, della Provincia di Livorno, dell’Autorità portuale e del Comune di Piombino.

«Piombino non deve chiudere: oggi abbiamo fatto un passo concreto proprio in questa direzione, verso il rilancio del polo siderurgico e dell’ammodernamento del porto di Piombino- ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi- Questo progetto punta a potenziare il porto e riconvertire il polo siderurgico con nuove tecnologie più sostenibili e flessibili, nonché a creare il primo centro di smontaggio dei navigli conforme ai nuovi indirizzi europei. Il fatto che tutte le istituzioni, centrali e locali, siano unite per realizzarlo costituisce una garanzia per gli oltre 5.000 lavoratori interessati. La Regione sostiene l’iniziativa con un impegno finanziario consistente perché considera l’area di Piombino e la siderurgia strategica non solo per la Toscana ma per tutto il paese».

Gli elementi che secondo la Regione fanno di Piombino un polo per il rilancio nel nostro paese della siderurgia in chiave di sostenibilità, sono la “storica” cultura della lavorazione dell’acciaio presente nel territorio, un radicato attaccamento alla dimensione manifatturiera che, unite al posizionamento sul mare, ad un riordino più sostenibile delle centrali elettriche presenti, nonché ad un nuovo impulso agli interventi di bonifica, possono rappresentare delle condizioni attrattive per gli investitori.

«E’ una grande occasione di sviluppo per tutta l’area interessata – ha aggiunto Rossi – Si tratta di un investimento complessivo di oltre 230 milioni. Di questi 140 sono già impegnati nella modernizzazione del porto/retroporto ed in alcune opere accessorie (viabilità, ecc), a cui si aggiungeranno altri 90 milioni circa da destinare agli incentivi per la conversione ecologica del polo siderurgico». Anche sul piano finanziario la Regione è il soggetto che allocherà maggiori risorse: 60 milioni di euro dei propri fondi europei di sviluppo e coesione, in coerenza con il piano europeo per l’acciaio, a favore di investimenti nella riconversione ambientale della produzione siderurgica.

«Lo facciamo perché siamo convinti che questo progetto rappresenti una grande azione di politica industriale congiunta a nuovi investimenti privati, non solo per il superamento della attuale crisi del Gruppo Lucchini, ma anche per rilanciare e rendere più competitivo il combinato disposto tra porto ed acciaieria, a partire dalle imprese già presenti come Lucchini, Tenaris Dalmine, Acelor Mittal, Sol, e dall’indotto di piccole e medie imprese specializzate. Sarà proprio grazie alla messa a punto delle varie azioni e relativi impegni finanziari – ha concluso Rossi – che il Commissario della Lucchini potrà, a breve, pubblicare un bando molto più attrattivo per ricercare imprenditori interessati a rilevare una Lucchini inserita in una prospettiva di sviluppo dell’intera economia della zona».

I prossimi passi prevedono che entro la prossima settimana sarà sottoscritto, da tutti i soggetti coinvolti, un primo protocollo in cui saranno indicati gli obiettivi condivisi, gli impegni dei vari enti ed i tempi di realizzazione. Sarà messo nero su bianco chi fa cosa e quante risorse dovranno poi essere formalizzate nel successivo accordo di programma previsto dalla normativa sulle aree di crisi complessa, di cui Piombino sarà il primo caso applicativo in Italia.