In Sicilia convegno di Confindustria su economia circolare e recupero Pfu

Pneumatici fuori uso: parte “CambioPulito”, la prima piattaforma di whistleblowing in Italia

Ammanco di contributi ambientali per 12 milioni di euro ogni anno, che si accompagna a un’evasione IVA stimata in 80 milioni di euro

[12 maggio 2017]

Parte la piattaforma “CambioPulito”, promossa dai consorzi di filiera per la gestione degli pneumatici fuori Uso (Pfu) Ecopneus, EcoTyre e Greentire – che gestiscono circa l’85% del totale nazionale – Legambiente, le associazioni di categoria Confartigianato, Cna, Airp e Federpneus, che hanno dato vita all’Osservatorio sui flussi illegali di pneumatici e PFU in Italia. Secondo Enrico Fontana, coordinatore dell’Osservatorio, «E’ una novità importante quella che si introduce oggi  – frutto di una straordinaria alleanza fra associazioni ambientaliste, di categoria, consorzi di gestione dei PFU che indicano una strada precisa da percorrere nel nostro Paese per prevenire e contrastare con efficacia i fenomeni di illegalità, che è quella di una legalità organizzata».

Imprese, associazioni di categoria e Legambiente spiegano che «“CambioPulito” rappresenta la prima piattaforma di whistleblowing in Italia per la segnalazione riservata e anonima di situazioni di irregolarità e illegalità – dalla vendita “in nero” all’evasione del contributo ambientale per il riciclo degli Pneumatici Fuori Uso – lungo un’intera filiera, che raccoglie su tutto il territorio nazionale oltre 50.000 aziende. Si tratta di uno strumento innovativo – per la segnalazione di situazioni illecite di cui si viene a conoscenza in base al proprio rapporto di lavoro – raccomandato a livello nazionale e internazionale e dalla stessa Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, sviluppato in linea con la vigente normativa in materia, a tutela di quella economia sana e onesta rappresentata dalla maggioranza delle aziende del settore».

Legambiente, che gestisce la piattaforma, spiega che vi hanno accesso «Le aziende che effettuano i servizi per conto dei consorzi Ecopneus, EcoTyre e Greentire, i soci Airp e Federpneus e gli operatori del mercato del ricambio aderenti a Confartigianato e CNA. Attraverso password di accesso dedicate alle diverse categorie, ciascun operatore ha la possibilità, in forma anonima e sicura, di effettuare una segnalazione di situazioni di irregolarità e illegalità di cui è stato testimone. Inoltre, il sistema consente di seguire l’iter di ciascuna segnalazione, presa in carico da Legambiente, che come unico gestore le filtra, le classifica e ne valuta l’attendibilità, con possibilità di richiedere ulteriori informazioni e chiarimenti ed eventualmente arrivare alla segnalazione alle Forze dell’Ordine in casi di particolare evidenza e gravità».

Il Cigno Verde ricorda che «Ogni anno in Italia vengono venduti nel mercato del ricambio circa 32 milioni di pneumatici. Un flusso cui si lega la generazione di pneumatici usati o ricostruibili, che proseguono la propria vita grazie ad aziende specializzate, ma anche circa 350mila tonnellate di Pneumatici fuori uso ß, di cui i tre consorzi aderenti al progetto gestiscono circa l’85% nell’ambito di un sistema senza fine di lucro operante su tutto il territorio nazionale, finanziato attraverso un contributo ambientale versato dagli acquirenti di pneumatici. Dal 2011 questo sistema nazionale garantisce rintracciamento, raccolta e recupero di una quantità di Pfu corrispondente agli pneumatici regolarmente immessi nel mercato nazionale del ricambio; esistono però pratiche scorrette, come la vendita “in nero” di pneumatici, l’evasione del contributo ambientale o altre irregolarità nella gestione dei PFU, che ne mettono a rischio il corretto funzionamento, con il ripresentarsi del rischio di abbandoni, accumuli ingestibili di Pfu  presso gli operatori (autofficine, stazioni di servizio, gommisti) e la mancata copertura economica del sistema nazionale, non essendo possibile distinguere in fase di prelievo presso gli operatori i Pfu regolari da quelli derivanti da pratiche illegali. Una situazione che è possibile stimare, su tutto il territorio nazionale, in circa 20/30mila tonnellate di pneumatici immessi illegalmente nel mercato del ricambio, equivalenti al peso di 2/3 milioni di singoli pneumatici per autovettura, che negli ultimi anni è emersa con sempre maggiore evidenza. Un ammanco di contributi ambientali per 12 milioni di euro ogni anno, che si accompagna a un’evasione IVA stimata in 80 milioni di euro, a cui vanno aggiunti anche i costi di eventuali interventi per ripulire il territorio dai possibili abbandoni. Questa “montagna” di Pfu, pari al peso a pieno carico di 100 treni ad alta velocità, rischia infatti di essere dispersa nell’ambiente, se non si riuscirà a riportare la rotta verso la legalità».

Tematiche che sono state al centro del convegno “l’economia circolare del recupero della gomma da poneumatici fuori uso” organizzato da Confindustria Sicilia ed Ecopneus.

Nel 2016 in Sicilia sono state recuperate da Ecopneus 18.600 tonnellate di Pfu, equivalenti a oltre 2 milioni di pneumatici da autovettura, ossia una “pila” alta 413.000 metri, ben 120 volte l’altezza dell’Etna.

Aprendo il convegno, Nino Salerno, delegato all’internazionalizzazione di Sicindustria, ha sottolineato che «Oggi non si può prescindere dal concetto di economia circolare, sul quale la Comunità Europea ha incentrato la politica ambientale. In Sicilia esiste già un esempio virtuoso in tal senso promosso dal Consorzio Ricrea che si occupa del riciclo dell’acciaio. Lo stesso concetto deve essere applicato al riutilizzo della gomma da Pneumatici fuori uso, cosa che genererebbe ricadute importanti sull’economia sia in termini di occupazione sia in termini di sviluppo delle nostre imprese sempre nel pieno rispetto dell’ambiente».

Il direttore generale di Ecopneus, Giovanno Corbetta ha ricordato che «La gomma riciclata dei Pneumatici fuori uso è una preziosa risorsa in molti settori come gli asfalti, rendendoli più silenziosi, durevoli e sicuri; nell’edilizia grazie alle ottime proprietà fonoassorbenti e antivibranti; nello sport, dove garantisce l’ottimale risposta elastica per l’atleta, la capacità di assorbimento degli urti, la resistenza alle deformazioni e agli agenti atmosferici».

Simona vicari, sottosegretario alle infrastrutture e trasporti ha illustrato gli obiettivi fissati dal Pacchetto Economia Circolare, recentemente approvato dal Parlamento europeo, e ha detto che «Sono ambiziosi, ma non irraggiungibili La sfida è realizzare una vera ‘circolarità del riciclo’ rimuovendo gli ostacoli, anche normativi, che ne impediscono lo sviluppo e promuovendo l’innovazione. Investire sul riciclo ripaga anche in termini di creazione di nuovi posti di lavoro; secondo la Commissione europea, dall’economia circolare si possono ottenere 580.000 nuovi posti di lavoro e un risparmio annuo di 72 miliardi di euro  per le imprese europee impegnate nel settore. In questo contesto è determinante proseguire con la lotta alle ecomafie: nonostante l’inversione di tendenza, che ha preso il via nel 2015 con l’approvazione della legge sugli ecoreati, per contrastarle c’è ancora molto da fare, specialmente in Sicilia dove sono stati registrati oltre 4.000 illeciti solo nel 2016».

Il presidente della Commissione ambiente del Senato, Giuseppe Mariniello, ha chiesto «Una maggiore attenzione al mercato degli “asfalti modificati”. In Sicilia dobbiamo fare di più per trasformare e utilizzare al meglio i pneumatici fuori uso è assolutamente non comprensibile come il ciabattato prodotto in Sicilia non venga utilizzato qui ma diventi addirittura uno svantaggio competitivo per noi e per le nostre aziende in quanto i nostri competitor del Mediterraneo lo utilizzano per produrre prodotti ad esempio cemento che poi vendono regolarmente in Sicilia o nel Meridione comunque nel nostro Paese a un prezzo inferiore».

Concludendo, Mariniello ha annunciato che entro pochi giorni verrà firmato «un decreto del ministro dell’ambiente, ottenuto attraverso la concertazione col ministero della salute, che stabilisce l’utilizzo del polverino l’ambito dell’utilizzo e da qui ci sarà un grande sviluppo dal punto di vista economico e tecnologico di questa sostanza e questo aprirà una nuova frontiera ai pneumatici di fine vita che oggi sono considerati a volte un problema e invece diventeranno sempre più una risorsa».