Il posto più sporco del mondo è la spiaggia dell’isola disabitata di Henderson (VIDEO)

Come la cattiva gestione dei rifiuti e il mancato recupero della plastica si trasformano in un disastro ambientale

[23 maggio 2017]

Le spiagge di una delle isole più remote del mondo, Henderson, sono quelle con la più alta densità di rifiuti di plastica mai trovata finora. A rivelarlo è lo studioExceptional and rapid accumulation of anthropogenic debris on one of the world’s most remote and pristine islands” pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences da Jennifer Lavers e Alexander Bond del Centre for conservation science della Royal society for the protection of birds (Rspb).

La Lavers, che lavora anche per l’Institute for marine and antarctic studies dell’università della Tasmania, spiega che «Nonostante sia disabitata e si trovi a più di 5.000 chilometri dal centro abitato più vicino, Henderson Island è disseminata di  pezzi di plastica stimati in  37,7 milioni».

L’isola, che fa parte del territorio britannico di oltremare di Pitcairn del Regno Unito, è così remota che è visitabile solo ogni 5 – 10 anni per scopi di ricerca, ma la sua posizione, vicino al centro della corrente oceanica del South Pacific Gyre, l’ha fatta diventare il punto nel quale si spiaggiano i detriti provenienti dal  Sud America o buttati nell’Oceano Pacifico dai pescherecci.

L’ultima spedizione scientifica sull’isola, organizzata da Rspb, ha trovato che le spiagge di Henderson Island sono cosparse di rifiuti marini che raggiungono un massimo di 671 elementi per metro quadrato, la più alta densità mai registrata.

La Lavers sottolinea che «quello che è successo a Henderson Island dimostra non c’è nulla che sfugge all’inquinamento da plastica, anche nelle parti più lontane del nostri oceani. L’”isola deserta”, come la gente potrebbe immaginare un luogo così remoto, è lungi dall’essere incontaminata. Henderson Island è un esempio scioccante, ma tipico, di come i detriti di plastica stiano interessando l’ambiente su scala globale. Sulla base del nostro campionamento in cinque siti abbiamo stimato che più di 17 tonnellate di detriti di plastica sono stati depositati sull’isola, con più di 3.570 nuovi pezzi di rifiuti che si a spiaggiano ogni giorno su una sola spiaggia. In realtà, è probabile che i nostri dati sottovalutino la vera quantità di detriti su Henderson Island, dato che siamo stati in grado di sondare pezzi più grandi di due millimetri fino a una profondità di solo 10 centimetri e che non siamo stati in grado di controllare lungo le scogliere e costa rocciosa».

Anche la Lavers non criminalizza la plastica in sé, ma sottolinea che questo disastro è dovuto al fatto che «la maggior parte degli oltre 300 milioni di tonnellate di plastica prodotte in tutto il mondo ogni anno non viene riciclata e, dato che è in grado di galleggiare ed è durevole, ha un impatto a lungo termine sul mare». La conferma che materiali dalle mille possibilità, le plastiche, sono state trasformata in un problema dalla cattiva gestione dei rifiuti e da un economia che non chiude il cerchio e che non recupera i propri scarti.

La Lavers non nasconde la sua preoccupazione per le ricadute della non gestione e del non recupero della plastica: «I detriti di plastica per molte specie sono un pericolo per l’impigliamento e l’ingestione, creano una barriera fisica sulle spiagge per animali come le tartarughe marine e abbassano la biodiversità degli invertebrati del litorale. La ricerca ha dimostrato che più di 200 specie sono note per essere a rischio di alimentazione con la plastica e che il 55% degli uccelli al mondo, tra cui due specie che si trovano su Henderson Island, sono a rischio detriti marini».

Lavers e Bond  sperano che le persone ripensino il loro rapporto con la plastica, fatto essenzialmente di usa e getta: «Molti rifiuti su Henderson Island sono quel che noi chiamiamo a torto a perdere o monouso».

Così, Henderson Island è diventata un “pozzo” che attrae  la spazzatura del mondo: oltre ai rifiuti prodotti dalla pesca industriale, l’isola è disseminata di cose di uso quotidiano, come spazzolini da denti, accendini e rasoi usa e getta. «I granchi di terra stanno facendo le loro case all’interno di tappi di bottiglia, contenitori e vasetti – ha detto la Lavers alla BBC –  In un primo momento sembra un abbastanza carino, ma non lo è. Questo materiale plastico è vecchio, è tagliente, è fragile e tossico. Sono stati anche scoperti un gran numero di elmetti di ogni forma, colore e dimensione».

La pessima gestione dei rifiuti in Sudamerica, il riciclo e recupero del tutto insufficienti hanno trasformato la remota Henderson Island, patrimonio dell’Unesco, mettendo in pericolo un ambiente unico, dove vivono 10 piante e 4 specie di uccelli endemiche.

Ma la pessima gestione dei rifiuti nelle aree continentali non è un problema solo per Henderson Island, infatti la Lavers conclude: «La condizione dell’isola sottolinea come  i detriti di plastica abbiano colpito l’ambiente su scala globale. E’ dimostrato che quasi ogni isola del mondo e quasi ogni specie oceanica vengono influenzate in un modo o nell’altro dai nostri rifiuti. Non c’è davvero una sola persona o un solo Paese che non sia responsabile di tutto questo».

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  • Plastic litters one of the world's remotest islands - Henderson Island