A che punto è l’inchiesta sui rifiuti speciali in Toscana

Il Tribunale del riesame di Firenze revoca la misura cautelare rivolta all’ex amministratore unico di Rea Impianti

[15 novembre 2016]

tribunale-firenze

Mentre in questi giorni l’attenzione si concentra sull’inchiesta in corso nell’ambito della gara che ha portato all’affidamento della gestione dei rifiuti urbani nell’Ato Toscana Sud, dall’altra inchiesta, quella che indaga sul fronte dei rifiuti speciali (in particolare fanghi di depurazione e pupler di cartiera), arriva notizia che la «misura interdittiva allo svolgimento di tutte le attività d’impresa e di uffici direttivi di persone giuridiche» rivolta all’ex amministratore unico di Rea Impianti, Lilia Benini, è stata revocata «non sussistendone i presupposti di legge».

Con la decisione del Tribunale del riesame di Firenze va così a decadere la misura cautelare predisposta nel settembre scorso, che nel frattempo ha portato alle dimissioni della Benini dalla posizione di amministratrice Rea Spa e alla conseguente nomina di Matteo Trumpy ai vertici della società. «La revoca dell’interdizione – ha commentato il sindaco di Rosignano Marittimo, Alessandro Franchi – è un risultato positivo sia per Lilia, in cui ho sempre riposto la massima fiducia e stima, sia per Rea Impianti poiché riporta in azienda la serenità necessaria ad una condotta lineare ed efficace».

Nei giorni scorsi, novità sono arrivate anche in merito alla qualità dei terreni agricoli dove l’inchiesta ipotizza siano avvenuti spandimenti illeciti. Per quanto riguarda l’area del Comune di Peccioli, il sindaco ha promosso analisi con prelievi lungo 300 ettari, dai quali finora risulta «senza incertezza che il territorio è pulito, non è per niente inquinato»; un quadro più chiaro della situazione è stato annunciato per il 25 novembre tramite la pubblica diffusione di una relazione sulle analisi dei campionamenti. Nel mentre, l’inchiesta va avanti.