Quanto conta l’ambiente per le aziende italiane? Molto, secondo un’indagine DNV GL e GFK

La più grossa preoccupazione è la gestione e lo smaltimento dei rifiuti

[27 ottobre 2017]

Secondo l’indagine “il business è sempre più green” svolta dall’ente di certificazione DNV GL – Business Assurance, con il supporto dell’istituto di ricerca GFK Eurisko, «In Italia per quasi 9 aziende su 10 la gestione ambientale è un aspetto chiave della strategia di business».

Per analizzare le principali tendenze globali e i cambiamenti nella percezione della gestione ambientale da parte del settore privato,  risultati della ricerca internazionale del 2017 sono stati comparati a quelli di uno studio analogo condotto nel 2014 e ne è venuto fuori che i fattori che rappresentano la principale spinta verso la gestione ambientale sono: il rispetto di leggi e normative per il 77% degli intervistati; le richieste dei clienti, per il 50%. Percentuale cresciuta più del 15% rispetto al 2014; la reputazione di marca per il 42%; l’opinione pubblica per il 35%; le relazioni con gli altri stakeholder per il 25%.

Le sfide che le imprese di tutto il mondo affrontano attualmente sono grossomodo le stesse di tre anni fa e sono legate principalmente a tre temi: smaltimento dei rifiuti per il 55% degli intervistati; trattamento di materiali pericolosi per il 44 %; lo scarico delle acque reflue per il 36%.

Più dell’85% dei partecipanti italiani al sondaggio internazionale – che ha coinvolto più di 1.700 professionisti di aziende in Europa, Nord America, Centro e Sud America e Asia – dichiara di «monitorare i propri processi per valutarne la conformità con normative ambientali e requisiti di legge e di effettuare una regolare manutenzione degli impianti per ridurne gli impatti», Si tratta di circa il 15% in più rispetto al resto del mondo.
Inoltre, L’82% delle imprese italiane «svolge attività di assessment per la valutazione degli impatti», mentre la formazione del personale in materia di gestione ambientale è una realtà per 7 aziende italiane su 10.

La preoccupazione  per la gestione dei rifiuti in Italia è ancora più alta, visto che lo smaltimento dei rifiuti preoccupa il 65% degli imprenditori italiani (11% in più della media mondiale).  Il rapporto evidenzia che in Italia  «Seguono, a parità di gravità, la gestione delle acque reflue, l’utilizzo di risorse energetiche non rinnovabili e la presenza di minacce fisiche (rumori, vibrazioni, minacce elettromagnetiche) che preoccupano circa 3 aziende su 10».

Le aziende italiane sono convinte di aver fatto molti progressi in campo ambientale e vogliono continuare su questa strada: «Interrogate sul proprio grado di maturità di gestione ambientale – spiegano DNV GL e GFK – 1 società su 3 ritiene di essere già a un livello avanzato mentre il 56% si aspetta di migliorare ulteriormente le proprie capacità di qui a tre anni. Infine, praticamente nessuna azienda ha in previsione un ridimensionamento dei propri investimenti e il 33% è intenzionato ad aumentarli».

Tra le imprese partecipanti al sondaggio a livello internazionale  la gestione ambientale sta assumendo particolare rilevanza per la strategia di crescita del business, e quasi la metà dichiara che la propria azienda incrementerà gli investimenti in gestione ambientale.  Il report evidenzia che «A livello mondiale, la stragrande maggioranza ha effettuato nell’anno in corso almeno un’azione per valutare o mitigare i rischi ambientali. Tra le azioni intraprese emergono il monitoraggio del processo di controllo di conformità ai requisiti di legge, la costante manutenzione per minimizzare eventuali impatti in termini ambientali e la continua valutazione di eventuali impatti sull’ambiente».

Ma dal sondaggio emerge anche che «Sebbene lo studio riveli un crescente focus sulle proprie operazioni, è ancora esiguo il numero delle aziende che abbia un programma di gestione ambientale rivolto ai fornitori. Una quota decisamente inferiore alle attese se si considera sia quanto la gestione della catena di fornitura sia ritenuta un fattore cruciale presso gli stakeholder esterni sia quanto le imprese possano influire sulla supply chain per il miglioramento delle azioni di sostenibilità e della gestione ambientale del proprio business».

Tra i benefici primari di avere un programma di gestione ambientale dichiarati dalle aziende coinvolte nel sondaggio, c’ è in primo luogo una significativa diminuzione degli incidenti, insieme al miglioramento delle relazioni con le autorità, ai risparmi finanziari e a una accresciuta competitività di mercato.

Ben 8 aziende su 10  tra le partecipanti al sondaggio globale  «ritengono che un sistema di gestione ambientale basato sulla certificazione internazionale ISO 14001 e sulla certificazione di organismi terzi indipendenti aggiunga decisamente valore al proprio business. In particolare gli standard e le certificazioni vengono considerati un valido supporto per soddisfare i requisiti previsti dalle norme vigenti oltre al miglioramento delle proprie prestazioni sul mercato».