Riceviamo e pubblichiamo

Quattro circoli di Legambiente sullo smaltimento dei rifiuti in Toscana

[27 dicembre 2017]

L’indagine sul traffico dei rifiuti nel livornese ha mostrato la “disinvoltura” e il totale disprezzo delle leggi e della salute dei cittadini da parte di alcune aziende che gestiscono un settore da cui possono derivare gravi danni alla popolazione e all’ambiente. Ci sono però due aspetti che non sono emersi adeguatamente:

1) La parte sud della provincia di Pisa e la vicina discarica di Scapigliato in provincia di Livorno smaltiscono, in un territorio che è meno del 5% dell’intera Regione, il 50% dei rifiuti solidi urbani toscani e quantità elevate di rifiuti industriali (e anche il 50% dei fanghi di depurazione, ma questa è un’altra storia e un’altra indagine).

2) La maggior parte degli impianti, principalmente discariche, in cui questo smaltimento avviene, sono sottoposti a progetti che ne prevedono il raddoppio: Peccioli, Bulera, Scapigliato appunto, con l’intento di perpetuare per altri decenni la destinazione di questo territorio a luogo di smaltimento dei rifiuti di mezza Toscana.

Nella discarica di Scapigliato, l’indagine della Procura Distrettuale Antimafia di Firenze ha appurato che sono state smaltite ingenti quantità di rifiuti tossici e nocivi senza nessun trattamento, con grandi rischi sanitari e ambientali. È quindi necessario che si proceda quanto prima alla bonifica della discarica, a spese delle aziende che vi hanno smaltito abusivamente rifiuti non trattati, e tramite l’escussione delle fideiussioni che dovrebbero essere state depositate a garanzia della corretta gestione dell’impianto.

Ed è necessario che si gestisca la fase del suo esaurimento, bocciando definitivamente il progetto di ampliamento, come chiedono giustamente da tempo il Comitato Difesa Ambiente delle Colline e il Coordinamento Rifiuti Zero. Occorre avviare serie politiche di riduzione, raccolta differenziata e riuso/riciclaggio dei rifiuti. Come prevedono le norme comunitarie, lo smaltimento in discarica deve drasticamente diminuire. Noi aggiungiamo che questo è ancor più necessario, in un territorio che vede una concentrazione troppo elevata di impianti. Il raddoppio degli impianti non è ammissibile mentre è necessario spingere sul recupero e il riciclaggio, potenziando i controlli sulle filiere dello smaltimento.

di Legambiente circoli Costa Etrusca, Livorno, Pisa e Valdera