Al via a Firenze venerdì 18 novembre, organizzata da Toscana Ricicla

Raccolta differenziata dei rifiuti, al via la “Settimana della Qualità”. Senza non c’è riciclo

Bettini: «È il primo passo che, se fatto bene, innesca una filiera industriale che dà origine a nuovi manufatti»

[17 novembre 2016]

La raccolta differenziata dei rifiuti urbani è utile in quanto mezzo per raggiungere un fine: il riciclo dei materiali e il loro ri-acquisto sul mercato, che permette di risparmiare preziose (e scarse) risorse naturali. Per valorizzare la materia raccolta servono però industrie specializzate, e in Toscana per fortuna le abbiamo. L’occasione per scoprirle, insieme all’indispensabile ruolo delle aziende di igiene pubblica della Toscana, arriva con la prima edizione della “Settimana della Qualità”, che si svolgerà dal 18 al 26 novembre a Firenze: l’inaugurazione sarà questo venerdì alle 17:30, in piazza della Repubblica.

«Questa è l’occasione per toccare con mano i prodotti realizzati con i materiali riciclati – ha dichiarato Alessia Bettini, assessore all’Ambiente del comune di Firenze e presidente di Ato Toscana Centro – La raccolta differenziata è il primo passo che, se fatto bene, innesca una filiera industriale che dà origine a nuovi manufatti:  allo stand di Toscana Ricicla in piazza della Repubblica i cittadini possono vedere i risultati del loro impegno».

A organizzare la kermesse è infatti Toscana Ricicla (www.toscanaricicla.com), la piattaforma di comunicazione integrata di dodici soggetti regionali legati all’economia circolare dei rifiuti nata con l’obiettivo di aumentare la qualità della raccolta differenziata per fornire materiali migliori alle filiere industriali di riciclaggio. Dodici i soggetti che danno corpo a Toscana Ricicla: Regione Toscana, Aer SpA Pontassieve, Asm Prato, Cis Srl Montale, Cispel Confservizi Toscana, Geofor Spa Pisa, Publiambiente S.p.A. Empoli, Quadrifoglio Spa Firenze, Rea Rosignano, Revet Pontedera, Sienambiente, Sei Toscana.

Insieme, venerdì 18 novembre a Firenze inaugureranno la “Settimana della Qualità” (realizzata grazie al contributo di Consorzio Cial, Consorzio Comieco, Consorzio Corepla, Consorzio Coreve, Consorzio Ricrea, Lucart, Tetra Pak) alzando il sipario su un padiglione realizzato con materiali riciclati da Revet. «Aver condiviso a livello regionale un progetto finalizzato al rafforzamento del sistema industriale del riciclo già operativo in Toscana nell’ambito del più ampio ciclo integrato dei rifiuti – ha spiegato il presidente di Revet, Alessandro Canovai – è fondamentale perché attraverso l’ottimizzazione dei messaggi inerenti la raccolta differenziata è possibile iniziare anche il percorso di efficientamento delle filiere industriali, che già oggi sono un punto di riferimento nella nostra regione».

Non a caso la Toscana si candida ad essere una regione di traino per l’economia circolare a livello europeo. Per quanto riguarda la dimensione dei rifiuti urbani, ad oggi rappresenta anche l’unica regione in Italia a certificare – grazie al lavoro di Arrr, l’Agenzia regionale recupero risorse – i propri dati sulla raccolta differenziata, in assenza di un metodo di calcolo omogeneo e univoco a livello nazionale. Dati fumosi non fanno bene all’economia verde, ma quelli forniti dall’ultimo rapporto Anci-Conai sono sufficienti a stabilire che nell’ultimo anno la raccolta differenziata in Italia è cresciuta più del riciclo: come mai? È peggiorata la qualità del raccolto. Ecco dunque che risulta determinante investire su questo punto, in primis sensibilizzando la cittadinanza.

«Grazie a un efficiente modello di gestione del ciclo integrato dei rifiuti – dichiarano da Toscana Ricicla – la Toscana è oggi in grado di avviare a riciclo effettivo l’84% dei materiali raccolti in modo differenziato dai cittadini, permettendo così la realizzazione di una vera economia circolare». Materiali che poi dovranno tornare sul mercato sottoforma di nuovi prodotti ed essere acquistati dai consumatori privati come dalle pubbliche istituzioni (come prevedrebbe la trascurata normativa sul Gpp) per chiudere davvero il cerchio. Passaggi per i quali la qualità del raccolto è, più che importante, imprescindibile.