Raccolta differenziata dei rifiuti, Sei Toscana apre alla sperimentazione di modalità alternative

Occorre però «un piano d’ambito omogeneo, così da favorire quelle economie di scala grazie alle quali arrivare a servizi efficaci, efficienti ed economicamente sostenibili»

[15 giugno 2017]

Non esiste un’unica modalità per realizzare con efficienza ed efficacia la raccolta differenziata dei rifiuti, e neanche una adatta in ogni contesto territoriale: esiste però una vasta “cassetta degli attrezzi” dove poter attingere ogni volta lo strumento più funzionale, ed è proprio per confrontarsi sui modelli di raccolta attuati ed attuabili nella Toscana del sud che Sei Toscana – il gestore unico attivo nell’Ato Sud – ha organizzato all’Auditorium della Casa dell’Ambiente un seminario rivolto agli amministratori e ai funzionari di settore dei 105 comuni dell’Ato, cui hanno partecipato oltre sessanta Comuni.

Si tratta del «secondo seminario organizzato da Sei Toscana – ha spiegato aprendo i lavori il presidente, Roberto Paolini – e anche in questo caso ha uno spiccato profilo tecnico. Crediamo che questi appuntamenti possano rappresentare un ulteriore strumento di condivisione e confronto con le amministrazioni del territorio, uno strumento utile anche per cercare, insieme e ognuno attraverso le proprie pertinenze e specificità, di mettere a disposizione dei cittadini un servizio sempre più efficacie, efficiente, economico e sostenibile. Siamo soddisfatti del grande riscontro avuto da parte delle amministrazioni, segno tangibile dell’interesse verso questi argomenti e della volontà di intraprendere insieme un percorso virtuoso nello svolgimento di un servizio pubblico molto importante come quello della raccolta dei rifiuti».

Attraverso le esperienze concrete di altri enti regolatori come Bacino Priula di Treviso (50 i Comuni serviti) e Con.Ami di Imola, di altri Comuni e di altri gestori come Contarina, Hera e Veritas (operante nell’area metropolitana di Venezia), si è voluto dare input ad una discussione già avviata all’interno dell’Ato Toscana sud sulla pianificazione e sugli indirizzi di area in merito ai modelli di raccolta.

Quali modelli sono i più adatti a raggiungere gli obiettivi che le varie amministrazioni si prefiggono? Quali i più rispondenti alle esigenze di un territorio con caratteristiche peculiari come quello della Toscana del sud? I tre esempi riportati durante il seminario – osservano dall’azienda – hanno mostrato come il raggiungimento di elevati standard nella raccolta, sia in merito alla qualità che all’economicità, si possano raggiungere con diversi sistemi, ma solo all’interno di un quadro dove le scelte siano condivise, chiare ed omogenee per il territorio di riferimento.

L’auspicio di Sei Toscana è quindi che da tale iniziativa la discussione possa arrivare ad un tavolo tecnico operativo, all’interno del quale la collaborazione dei diversi soggetti coinvolti (Ato, Comuni, gestore stesso), ognuno con le proprie competenze, possa «contribuire ad arrivare alle prossime sperimentazioni e quindi alla definizione di un piano d’ambito omogeneo, così da favorire quelle economie di scala grazie alle quali arrivare a servizi efficaci, efficienti ed economicamente sostenibili». Con l’occasione, Sei Toscana ribadisce quindi la propria «disponibilità ad impegnarsi in un simile percorso, anche attuando azioni concrete finalizzate a traguardare quegli obiettivi che sappiamo essere pianamente raggiungibili solo se riusciamo a lavorare in termini di omogeneità in tutto il territorio dell’Ato sud».

L. A.