Rientrati i ricercatori dell'Univpm, proseguono i campionamenti e il progetto continua nei laboratori

Race For Water: il catamarano solare a caccia di microplastiche nel mare di Guadalupe (VIDEO)

Premiata dall’Onu prima bottiglia di shampoo realizzata con la plastica raccolta sulle spiagge

[13 ottobre 2017]

E’ rientrato in italia Il team scientifico di Ephemare con i ricercatori del Dipartimento di scienza della vita dell’università politecnica delle Marche (Univpm) Francesco Regoli e Stefania Gorbi (che lavora anche per l’Istituto di Scienze marine del Cnr di Genova e l’università di Bordeaux).  I ricercatori italiani erano arrivati il 4 ottobre a  Gudalupe –  Regione di oltremare francese nei Caraibi –  per imbarcarsi subito sul catamarano Race 4 Water (R4W), completamente alimentato da energia solare e idrogeno, per avviare i campionamenti per caratterizzare per la prima volta la presenza e la distribuzione delle microplastiche in questa parte dell’Oceano Atlantiico, facendo campionamenti mirati della colonna d’acqua, dei sedimenti e delle principali specie marine di questi ambienti.

All’Univpm spiegano che «La fase successiva, da svolgersi nei Laboratori europei del progetto Ephemare, sarà quella di approfondire la potenziale tossicità di queste particelle e dei contaminanti da esse rilasciate, continuando anche nell’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questa nuova emergenza ambientale».
I campionamenti sono iniziati con due attività distinte: «La prima è stata quella di andare ad aspettare i pescatori locali al mercato ittico di Point-a-Pitre per selezionare le principali specie che vengono pescate e consumate dalla popolazione – sottolineano i ricercatori italiani –  La seconda attività si è rivolta invece al campionamento delle spiagge dell’area di Petit Bourg, una delle aree più inquinate di Guadalupe dove, a causa di un intensivo utilizzo di pesticidi nelle piantagioni di banane la pesca rimarrà interdetta per i prossimi decenni.  Dopo il rientro a bordo e la dissezione degli organismi, c’è stato tempo per un ulteriore campionamento nella marina, dove sono stati raccolti molti esemplari di policheti tubicoli ed ostriche».

Il 5 ottobre il R4W ha salpato da Point-a-Pitre, aumentando la superficie dei pannelli solari con un meccanismo a rotaia che permette alla nave di guadagnare un ulteriore 15% di energia. Anche questa volta i team scientifici si sono divisi. Una parte è rimasta a bordo della R4W effettuando i campionamenti di microplastiche nell’acqua di mare con una speciale rete definita Manta, e di sedimenti marini: l’area è stata ancora una volta quella di Petit Bourg. Il secondo gruppo scientifico è invece salito a bordo dell’imbarcazione dell’Università delle Antille per il campionamento di specie marine. Dopo aver raggiunto le mangrovie, è stato possibile campionare ostriche e granchi, prima di calare le reti ed effettuare snorkeling che ha consentito di raccogliere nuove specie ittiche, ricci di mare, gasteropodi ed altri invertebrati».

Il lavoro dei ricercatori italiani fa parte di progetto fa parte di Odyssey,  una missione di 5 anni a bordo del Race 4 Water, per combattere l’inquinamento da plastiche degli oceani. . Utilizzando un approccio ispirato ai principi di una economia circolare, R4W andrà in giro per il mondo facendo prelievi ed effettuando scali in occasione di grandi eventi internazionali con l’obiettivo di sensibilizzare la classe politica, gli imprenditori e il grande pubblico sulla urgenza di contrastare l’inquinamento da plastica e adottare nuove soluzioni. La crociera intorno al mondo del catamarano solare «mira a identificare, promuovere e implementare soluzioni per il recupero e il riutilizzo della plastica e creare nuove fonti di reddito per le persone più colpite da questo tipo di inquinamento».

Ed è proprio  come uno degli esempi più innovativi, perseguibili e pratici di quello che le persone in tutto il mondo fanno per combattere il cambiamento climatico che Head & Shoulders, lo shampoo  di Procter & Gamble, è stato premiato con l’United Nation Momentum for Change nella categoria Planetary Health, che va alle nuove soluzioni che bilanciano sia la salute dell’uomo che del pianeta.

L’iniziativa premiata dall’Onu è quella avviata nel giugno del 2017 da Head & Shoulders in partnership con TerraCycle e Suez; «la prima bottiglia di shampoo riciclabile al mondo realizzata con la plastica raccolta dalle spiagge e riciclata al 25%. Procter & Gamble,  che la definisce «una straordinaria svolta tecnologica» e dice che «Grazie a questa partnership, P&G ha smaltito, fino ad oggi, la più grande quantità di plastica oceanica (in termini di volume e percentuali utilizzati nel flacone) grazie al sostegno di migliaia di volontari e centinaia di ONG che hanno raccolto i rifiuti plastici presenti sulle spiagge. Rispetto al modello standard di produzione di plastica vergine, questa innovazione richiede un più basso consumo di energia e contribuisce ad una riduzione del 60% di emissione di CO2 in tutto il ciclo produttivo».

Lisa Jennings, VP Head & Shoulders and Sustainability Hair Care, ha commentato: «Siamo emozionati nel ricevere questo premio dalle Nazioni Unite insieme ai nostri partner TerraCycle e SUEZ e tutto ciò ci incoraggia a espandere ulteriormente questo progetto pilota e a continuare il percorso di innovazione con soluzioni di economia circolare: il lancio del primo flacone di shampoo riciclabile al mondo realizzato con la plastica raccolta dalle spiagge accende una luce su soluzioni perseguibili per assorbire i rifiuti plastici delle discariche e dalle spiagge. Siamo sicuri che questo progetto continuerà a ispirare altribrand e aziende nel trovare soluzioni al problema dei rifiuti plastici».

P&G ha annunciato che, entro la fine del 2018, in Europa più di mezzo miliardo di bottiglie prodotte ogni anno – oltre il 90% di tutti i flaconi di shampoo venduti in Europa –  includeranno fino al 25% di plastica riciclata. La multinazionale sottolinea che «Il lancio del flacone Head & Shoulders ha ispirato altre marche ed industrie a seguirne l’esempio come Fairy, marchiodidetersivi per piatti sempre di P&G,che ha recentemente presentato un imballaggio riciclabile realizzato con la plastica raccolta dalle spiagge. Anche l’industria del latte in Francia sta progettando di commercializzare bottiglie di latte color grigio in plastica riciclata».

Jean-Marc Boursier, senior executive VP del Gruppo Suez, Responsabile della divisione recycling & recovery Europe, sottolinea che «Come leader per il recupero di rifiuti in materie prime secondarie di alta qualità e energia verde, la mission di Sueszè proteggere l’ambiente eliminando l’idea di rifiuti residui. La “Beach Bottle” di Head & Shoulders è una soluzione che blocca il rilascio del 60% delle emissioni di CO2 rispetto all’utilizzo di Hdpe vergine e utilizza l’85% in meno di energia da combustibili fossili. Siamo onorati di ricevere questo premio insieme ai nostri partner TerraCycle ed Head & Shoulders».

Tom Szaky, CEO di TerraCycle, conclude: «Sono entusiasta di ricevere questo premio e di aver presentato la soluzione più significativa  e mai sperimentata prima per la plastica marina. I rifiuti plastici sono un problema di dimensione globale che deve essere affrontato con urgenza. Quasi tutto il mondo è fatto in plastica e solo il 2% di quella mondiale viene riciclata, finendo in gran parte nelle vie navigabili e da ultimo nell’oceano».

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